Libri di Fabio Vander
Il PCI come problema. Crisi della sinistra e crisi della politica
Fabio Vander
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il PCI sarebbe morto anche senza la caduta del muro di Berlino
Relatività e fondamento. Saggio su Aristotele
Fabio Vander
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 342
Prefazione di Emanuele Severino.
Contraddizione e divenire. Filosofia e politica in prospettiva neo-dialettica
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2005
pagine: 144
Oggetto di questo volume sono alcuni problemi filosofici fondamentali (il divenire, il conflitto, la storia, la politica), in un serrato confronto con il più aggiornato pensiero contemporaneo italiano ed internazionale (da Severino, a Cacciari, Derrida e Gadamer). L'opera è suddivisa in due parti: nella prima si affrontano i classici in una prospettiva - quella della rifondazione della dialettica - alternativa alle ontologie oggi alla moda. La seconda parte del libro riguarda invece il Novecento: a partire da Croce e Heidegger si giunge all'oggi, al problema della scienza in Popper e Prigogine e soprattutto al tema della possibilità della politica nell'epoca della globalizzazione e dello "scontro di civiltà".
Posizione e movimento. Pensiero strategico e politico della Grande Guerra
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2014
pagine: 169
Questo libro ricostruisce gli sviluppi del pensiero strategico all'epoca della Grande Guerra. Non mere questioni di "Ars bellica", ma una discussione che riguardò insieme militare e civile, istituzioni e società, tecnica e politica. Non a caso protagonisti ne furono da Churchill a Jünger, da Lenin a Schmitt, da Douhet a Gramsci. Biografie eccezionali del '900 politico europeo, affrontate in questo saggio. Lo "Stategiestreit" della prima guerra mondiale è visto infatti in relazione a ciò che avvenne successivamente in campo politico: dalla crisi dei sistemi liberali, alla rivoluzione comunista, alla nascita del fascismo. Il dibattito italiano ebbe in questo quadro un rilievo tutto particolare, che aspetta ancora di essere riconosciuto e apprezzato nella sua portata universale. Episodi dell'ottobre 1917 come la disfatta di Caporetto e la rivoluzione russa, visti insieme e da vicino, dettero infatti alla riflessione italiana su "guerra di posizione" e "guerra di movimento" un valore e una originalità che ne hanno fatto un momento alto dell'autocoscienza del '900. Tanto che ancora oggi, a cento anni dagli eventi che li determinarono, quei pensieri non smettono di interrogare l'intelligenza occidentale sulla natura, la storia, la politica e più in generale il destino della civiltà.
Il sistema-Leopardi. Teoria e critica della modernità
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 359
"Sempre nell'ultimo fondo dell'anima mia fui virtuoso, ed amai il bello, il grande, e l'onesto". Così scriveva Giacomo Leopardi nel 1822. Di una tale latitudine di interessi e di motivi poetici, filosofici e filologico-eruditi questo saggio intende rendere ragione, partendo però da un presupposto filosofico forte ed unitario, riassunto nella formula "Sistema-Leopardi". Lavoro lontano da ogni scuola storico-letteraria e filologico-linguistica, ambisce soprattutto a porsi come alternativo alle letture 'minimaliste' e 'frammentariste' prevalenti negli ultimi anni. Il libro è articolato in una meticolosa microanalisi delle maggiori poesie leopardiane, dall'Infinito, al Canto notturno, alla Ginestra, cui fa seguito l'approfondimento del corpus delle Operette morali; un'apposita sezione è riservata al palinsesto dello Zibaldone, oggetto di una trattazione estesa e sistematica. Completa il lavoro la ricostruzione di circa un secolo e mezzo di critica leopardiana: da Gioberti e Nietzsche, passando per Michelstaedter, fino a Croce e Gentile. Fra gli studiosi più recenti ampio spazio è riservato a Binni, Timpanaro e Luporini; per concludere con l'ultima grande lettura filosofica, quella proposta da Emanuele Severino. Leopardi è un grande classico della modernità e solo una interpretazione filosoficamente radicale può rendere il valore di un'avventura intellettuale che incessantemente alimenta la conoscenza e interroga le coscienze.
Ortologia della contraddizione. Critica di Heidegger interprete di Aristotele
Fabio Vander
Libro: Libro rilegato
editore: Inschibboleth
anno edizione: 2016
pagine: 129
Martin Heidegger nei suoi anni di formazione, che furono anche gli anni di gestazione di Essere e tempo, ebbe un rapporto intenso e decisivo con la grande filosofia greca. I corsi universitari degli anni 20, dedicati particolarmente a Platone ed Aristotele, furono momenti di un processo di fondazione della filosofia come "scienza critica". Secondo Heidegger infatti solo nel "differenziare qualcosa da qualcos'altro si rendono visibili entrambi, il differente e la sua differenza"; un approccio che involgeva evidentemente i grandi temi della filosofia: essere ed ente, identità e differenza, positività e critica. Questo libro indaga però il possibile istituirsi di una aporia fra ontologia e dialettica, fra metafisica e critica. Proprio nella grande Zusammenfassung degli anni '20 con Platone ed Aristotele, pare infatti definirsi quella tensione fra rigore eleatico e apertura al mondo destinata a restare centrale ed irrisolta nell'arco dell'intera vicenda filosofica, morale e politica di Martin Heidegger.
L'onda e il punto. Teoria dei quanti e principio di contraddizione
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2022
pagine: 160
Un saggio su scienza e filosofia nel '900. A partire dalla rivoluzione dei quanti con la sua capacità di aprire, insieme alla teoria della relatività, una specifica quaestio filosofica entro il campo stesso della scienza. Problemi di assoluta attualità se ancora Gadamer parlava di «esasperazione del contrasto scienza-filosofia» e Severino di «distacco della scienza moderna dalla filosofia»; il confronto con la recente produzione di Carlo Rovelli è occasione di un ulteriore aggiornamento del discorso. Un libro d'impianto espressamente teoretico, non epistemologico. Perché teoretico è il senso del nesso fra crisi moderna dell'Essere e dissipatio implicata dalla teoria dei quanti. Un saggio sulla crisi del Moderno anche. Dai risvolti oltre che filosofici, anche teologici (di qui il confronto, sollecitato anche da Rovelli, con l'Universo di Dante) e politici, se è vero che l'età della Tecnica impone, come scriveva già Garin, il potere degli «intellettuali, dei savi, dei competenti, dei tecnici-guide». Il Governo dei Migliori. I Quanti, l'Essere, la Tecnica, il Politico, il Moderno. Uno sguardo sul brennendem Herz del nostro tempo.
Danilo Dolci Pio La Torre. Terra lavoro pace dignità
Libro: Libro in brossura
editore: EdUP
anno edizione: 2025
pagine: 192
Due uomini, due storie, un’eredità comune: la giustizia, la dignità, la nonviolenza. Danilo Dolci e Pio La Torre sono tra le figure più luminose e radicali dell’Italia del secondo Novecento. Uno, educatore, poeta, sociologo e militante della nonviolenza; l’altro, sindacalista, parlamentare, protagonista della lotta alla mafia e ideatore della legge che porta il suo nome. Questo volume nasce da tre convegni per rileggere, attraverso contributi autorevoli e appassionati, le vite e le battaglie di questi due uomini. Ma non come icone del passato, bensì come strumenti vivi per comprendere il presente e immaginare il futuro. Con saggi, tra gli altri, di Giuseppe Barone, Isaia Sales, Giuseppe Filippetta, Luciana Castellina, Francesco Florenzano, il libro intreccia politica, educazione, giustizia e resistenza civile. Racconta di scioperi alla rovescia e leggi antimafia, di parole disarmate e gesti concreti, di lotte contadine e scuole popolari, di speranza e coraggio. Il saggio è anche un confronto tra i figli, Amico Dolci e Franco La Torre con una inedita rievocazione di fatti e caratteri di questi straordinari personaggi. Un’opera necessaria per chi crede che la memoria non sia solo un dovere, ma una forza che trasforma la società.
La scissione di Livorno. Una battaglia politica tra riforme e rivoluzione
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2025
pagine: 124
Questo libro conclude la “trilogia di Livorno” dedicata da Fabio Vander allo storico congresso socialista del 1921, che vide la nascita del Partito Comunista d’Italia. Le dinamiche congressuali sono rilette alla luce delle condizioni generali dell’Italia del Primo dopoguerra, tra crisi del liberalismo, rivoluzione bolscevica e avvento del fascismo, con una sinistra dilacerata tra riforme e rivoluzione. Il saggio costituisce l’esito di un lungo ciclo di ricerche; di lavoro sulle fonti, sulle testimonianze e sulle interpretazioni; di spoglio sistematico dei quotidiani del periodo; di confronto con la più recente storiografia dedicata. Il risultato è la ricostruzione più completa di un evento fondamentale nella storia della sinistra italiana, che definì soggettività, responsabilità e prospettive destinate a segnare in profondità la storia politica nazionale.
Storia di Matteotti. Riforme, rivoluzione, controrivoluzione
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 178
Giacomo Matteotti: un protagonista che riassume teoria e prassi, storia e politica, riforme e rivoluzione, socialismo e antifascismo in una vicenda dai tratti epocali, che appartiene alla Storia profonda del Novecento. Matteotti fu ucciso in quanto pericoloso nemico del fascismo, ma anche del collaborazionismo riformista e dell’estremismo massimalista e comunista. Le ragioni dell’isolamento di ieri rivelano oggi inattesi motivi d’interesse e di attualità storica e politica, che vengono rievocati da Fabio Vander oltre ogni biografismo e sterile polemica sull’eziologia dell’omicidio. Un saggio che è anche un confronto critico con l’intera produzione editoriale relativa al centenario matteottiano.
L'assassinio di Matteotti. Dal j'accuse a Mussolini al processo farsa di Chieti (1924-1926)
Pietro Nenni
Libro: Libro in brossura
editore: Arcadia Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 180
A cento anni dalla morte di Matteotti, questo volume propone tre scritti di Pietro Nenni, sequestrati dal regime fascista, considerati distrutti e ritrovati solo di recente: L'Assassino di Matteotti ed il processo al regime (1924); Perché l'opposizione non è a Chieti; (1926); Dopo la commedia di Chieti; (1926). Si tratta di tre saggi illuminanti, di cui gli ultimi due pubblicati per la prima volta. La loro diffusione, un vero e proprio j'accuse contro il governo fascista, comportò per Nenni, che da subito indicò le responsabilità di Mussolini nella morte di Giacomo Matteotti, ben due condanne e un breve periodo di reclusione.
Il «secolo-lupo» Un'interpretazione del Novecento
Fabio Vander
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2024
pagine: 318
Per intendere il Novecento, secolo dei totalitarismi, dobbiamo accettare l’Impossibile, provare a rintracciare la “logica” del Male assoluto. Persino dietro la Shoah come tragedia estrema è possibile infatti individuare una filosofia, un pensiero in grado di darne conto. Il waste century è l’epoca dell’ontologia, della negazione in radice della dialettica, della politica, dell’umanismo. Nel Novecento “muore Hegel”, muore il suo pensiero, e da ciò si legittimano il totalitarismo, il fascismo, lo stalinismo. Se Martin Heidegger, Urnazist, nazista nel profondo, ha lastricato il sentiero verso l’abisso, Vasilij Grossman, ebreo e russo, figlio del “secolo-lupo”, in quell’abisso si è calato. Riemergendo, ha iniziato a svolgere un filo che Fabio Vander ha raccolto e inseguito, per scrutare, a un passo dal baratro, nello stesso abisso.

