Libri di Giulia Napoleone
Segni e coincidenze
Giulia Napoleone, Mauro Magni, Saverio Bafaro
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Efesto
anno edizione: 2024
pagine: 70
La “centralità” di un’opera di forma circolare e il rapporto di supporto e sostegno attorno a questa, rappresentato dall’ancellarità di altre opere di dimensione più piccola, è la caratteristica che congiunge e rende paralleli, nello stesso tempo, i due percorsi artistici. La “simultaneità” di intenti si rende manifesta nei segni che si intercettano, rincorrono e uniscono. Si dispone, allora, una serie di analogie di “superficie” e “profondità” tra i due prodotti artistici. La “cellula” dialoga anche con la cellulosa del supporto materiale che la sostiene, instaurando con essa un rapporto di “consustanzialità”. Intravediamo, allora, un altro legame meta-artistico tra i due percorsi di ricerca. L’interazione con un “terzo” – con il medium poetico abbinato post hoc alle immagini – si è reso possibile affidandomi a una immediata suggestione creata dalla vista dei lavori scelti per l’esposizione. Solo successivamente ho scoperto ulteriori e sottostanti intenzioni (universali?), facendo combaciare segni e coincidenze, creando inaspettate sinergie, dentro questa “conversazione a tre”. Saverio Bafaro
Tempi innocenti
Giulia Napoleone
Libro: Libro in brossura
editore: Pagine d'Arte
anno edizione: 2014
pagine: 56
Anna sa
Domenico Adriano
Libro
editore: Il Labirinto
anno edizione: 2023
pagine: 112
«Libro di rigorosa architettura poetica, articolato in cinque campiture compatte e in situazione diacronica, è al tempo stesso un omaggio dell’autore ai suoi maestri, a De Libero e a Vigolo, a Ungaretti e a Margherita Guidacci, ai più prossimi Tommaso Lisi e Rodolfo Di Biasio, fratello maggiore quest’ultimo e maestro a pari titolo. Nel tributo alla loro ispirazione, nell’asciuttezza aristocratica della scrittura, Domenico Adriano ci guida nel suo mondo dalle sopravvivenze arcaiche impersonato da un’ava che conserva per la vita il vestito dell’ultimo viaggio, da un padre amatissimo, reduce dall’internamento, che in soglia di congedo parla con gli uccelli dei rami, da un amore ugualmente di ascendenze antiche che vediamo prendere la parola, farsi voce, “dettare” le improvvise accensioni di una sapienza – Anna sa – in dialogo con le piante, gli alberi, i semi della terra. Così che toccherà al lettore, in cerca delle gemme che tra queste pagine abbondano, fingersi con il poeta "con le piante dei piedi / da millenni a terra, noi / le radici stesse degli alberi".» (Marco Vitale)

