Libri di Paolo De Nardis
Capitale senza capitale. Roma e il declino d'Italia
Romano Benini, Paolo De Nardis
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2013
pagine: 198
È possibile rilevare lo "stato di salute" di un territorio, di un'economia, di una società? Esiste la possibilità di capire i problemi dell'Italia attraverso l'analisi di una città esemplare? Utilizzando i parametri messi a punto dall'Unione europea, gli autori guardano in queste pagine alla Capitale, città che è diventata emblematica dei difetti strutturali dell'Italia. Roma in questi anni ha sviluppato un'economia della rendita piuttosto che di mercato; si è adagiata sullo sfruttamento del territorio, senza creare nuove opportunità. Ha puntato sulla quantità ignorando spesso la qualità. Le dinamiche e le scelte delle imprese che operano nei servizi, nel commercio, nell'artigianato e nel turismo si sono appiattite sul presente e su una logica dell'usa e getta di ambiente, storia e territorio. È urgente un intervento strategico e condiviso, che cambi il modo di fare e gli interessi prevalenti in una città in chiaro declino. Gli autori dimostrano come quanto accade a Roma sia del tutto simile a ciò che sta avvenendo in Italia: la crisi economica si accompagna alla diffusa perdita di capitale culturale e sociale. Diminuisce la capacità d'agire e di autonomia delle persone e si indebolisce la creazione di benessere. Il rischio del declino si affronta nel rispetto e nel recupero della nostra identità storica, nel tornare a creare sviluppo, a saper produrre beni e servizi di valore, nel resistere alla logica della rendita e ricominciando a fare qualità.
L'equivoco sistema. Soggetti, istituzioni e struttura sociale nelle prospettive funzionalistiche
Paolo De Nardis
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 1996
pagine: 256
Taciti accordi. I giovani del Lazio nella scommessa societaria
Paolo De Nardis, Angela Cattaneo, Cristina Mariti
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2007
pagine: 160
La condizione giovanile subisce, per certi versi, le trasformazioni sociali con chiavi di lettura e strumenti operativi che risultano spesso insufficienti e inadeguati: la (dis)integrazione dei mondi dei sentimenti, la precarietà che contraddistingue il quotidiano e frena la progettualità, l'andamento ondivago dei life markers sono solo alcuni elementi che configurano il percorso individuale e sociale della gioventù. La ricerca indaga accuratamente il vissuto e la condizione giovanile nella regione laziale con esiti di grande interesse per la particolare tipologia di giovani che caratterizza oggi non solo le grandi realtà urbane ma anche il "profondo centro". Ne risulta un panorama assolutamente inedito dei nuovi giovani e della loro visione del presente e del futuro che, nell'impossibilità obiettiva di coltivare forme di integrazione tradizionali, così come vorrebbero le generazioni adulte senza darne però i mezzi, elaborano strategie originali di integrazione sociale che solo una lettura miope potrebbe decodificare in termini di trasgressione ed immaturità.
Le cause e la storia. Sul marxismo e le teorie della conoscenza scientifica
Paolo De Nardis, Guglielmo Rinzivillo, Stefano Delli Poggi
Libro: Copertina morbida
editore: Armando Editore
anno edizione: 2008
pagine: 336
In un contesto storico-politico come quello attuale, sembra indispensabile poter risalire alle origini della storia italiana. In questo volume, composto di tre parti, partendo dalle origini del marxismo in Italia, vengono affrontati sia gli aspetti metodologici e genetici della teoria della conoscenza scientifica ispirata dal marxismo, sia i rapporti tra la scienza economica e quella sociologica nelle elaborazioni marxiane originarie, al fine di rinnovare la critica all'economia politica.
Roma e i dottori di ricerca della Sapienza. Per una nuova relazione tra territorio e conoscenza
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2016
pagine: 135
Indagare il ruolo giocato dal capitale culturale - in particolare nella sua forma istituzionalizzata più elevata, cioè il dottorato di ricerca — nella crescita dello spazio nazionale colloca questo testo nell'alveo di quel filone fondamentale delle scienze sociali che studia gli effetti socìo-economìci prodotti dagli elementi culturali. Lo scopo dell'indagine è stato quello di comprendere se e come il capitale culturale e umano posseduto dai soggetti abbia un'influenza sullo sviluppo della città di Roma; e, conseguentemente, quali possano essere le azioni da compiere affinché tale capitale riesca a divenire una forma di investimento territoriale. Si tratta, più in generale, di un'analisi della relazione tra il campo educativo e quello sociale: come l'educazione scolastica — produttrice di capitale culturale e umano — abbia o meno una ricaduta sullo sviluppo economico, sociale, culturale, creativo di una grande città. Nel nostro caso specifico ciò si è realizzato attraverso uno studio di caso sulla città di Roma e sulla sua relazione con il maggiore e più antico ateneo pubblico che essa ospita: La Sapienza.
Roma malata. La capitale tra marketing urbano e marginalità sociale
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 168
Il Giubileo romano del 2025 trova una metropoli sospesa tra rinnovamento e declino. La città assolve sempre più al suo compito di attrarre turismo internazionale, nell'indifferenza o addirittura nella contrapposizione di chi abita la città reale, quella che vive fuori dai circuiti della valorizzazione urbana e spesso nella periferia disfatta oltre il Raccordo anulare. A cinquant'anni dal celebre convegno sui “mali di Roma”, e nel pieno delle contraddizioni dell'anno giubilare, il volume riflette sui nuovi, ma in realtà sempre uguali, mali della città, i suoi problemi cronici e apparentemente irrisolvibili. Roma è davvero condannata alla sua complessa dimensione di metropoli posta al confine tra il locale e il globale?
Pietro Secchia rivoluzionario eretico. Scritti scelti
Alessandro Barile, Danilo Ruggieri
Libro: Libro in brossura
editore: Bordeaux
anno edizione: 2016
pagine: 256
Pietro Secchia, "il dirigente politico più amato dalla base", ha rappresentato ai massimi livelli il proletariato italiano, con una fedeltà assoluta alla linea del Partito, anche quando non la condivideva. Formatosi nel Biennio Rosso, protagonista della lotta antifascista, ha accompagnato il PCI in tutta la sua fase ascendente del XX secolo e ha chiuso la sua vita come militante internazionalista, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni in contestazione. Il libro ne ripercorre la produzione politica, con una raccolta ragionata e commentata degli interventi più significativi, attraverso i quali osservare l’evoluzione di una lunga stagione in cui la Politica era ancora protagonista e il Partito non era scalabile in pochi mesi. Presentazione di Paolo De Nardis.
Le città e la crisi. Quattro casi di globalizzazione urbana
Libro: Libro in brossura
editore: Bordeaux
anno edizione: 2017
pagine: 248
Quattro contesti urbani, scelti all'interno di Paesi che hanno vissuto oppure stanno ancora vivendo una fase di acuta crisi economica: Italia, Irlanda, Portogallo e Spagna sono "lette" attraverso le trasformazioni di alcune delle loro principali città e dei percorsi di miglioramento della qualità della vita degli abitanti. Strette tra le tradizioni del passato e le aspettative per il futuro, Napoli, Dublino, Lisbona e Bilbao vivono le contraddizioni di chi cerca di raggiungere l'orizzonte percorrendo, però, le strade di ieri. Ma quali misure vengono adottate dalle loro amministrazioni locali? Esistono efficaci politiche urbane di contrasto all'impoverimento del ceto medio e all'esclusione di interi strati della popolazione? Come si comportano le Città quando la precarietà mina le certezze di un'intera generazione? Quattro casi esemplari di quella parte di Europa che non si rassegna a diventare periferia.
La devianza minorile nell'ottica sociologica e scientifica
Nicola Malizia
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2017
pagine: 180
Il volume si inserisce nel dibattito attuale sulla condotta delle nuove generazioni, indagata dalla lunga tradizione di studi che, negli anni, ha fornito un importante contributo alla definizione di questo settore. In effetti, se osserviamo retrospettivamente tali studi, siamo in grado di operare una riflessione critica che, nonostante evidenti diversità di metodologia e di disciplina, conduce alla individuazione delle cause del comportamento deviante negli adolescenti. Pur riconoscendo una base positivistica che accomunerebbe tutti gli studi sulla genesi della devianza, i cambiamenti che caratterizzano questo settore appaiono, soprattutto in questi ultimi anni, più rapidi e complessi dei contributi scientifici elaborati dagli studiosi rispetto alla prevenzione del disagio e alle politiche sociali in grado di contrastare questo fenomeno. Prefazione di Paolo De Nardis.
Una scuola differente. Il ruolo della funzione educativa nel primo ciclo di studi per il contrasto al fenomeno del bullismo
Marisa Paolucci, Valeria Lamboglia, Maria Rosa Ciccopiedi
Libro: Libro in brossura
editore: Apes
anno edizione: 2018
Introduzione di Paolo De Nardis.
Sicurezza e legalità. Le armi nelle case degli italiani. Prima ricerca italiana sugli omicidi commessi con armi legalmente detenute
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2019
pagine: 133
Tradizionalmente le armi sono state sempre presenti nelle case degli italiani: come strumento di caccia o come attrezzo sportivo e ricreativo, le armi hanno sempre accompagnato la cultura del nostro Paese. Ma già con il fascismo - che, come tutti i regimi totalitari, richiedeva un preciso controllo e una rigida sorveglianza sulla possibilità di portare armi - questi strumenti e attrezzi cominciano ad allontanarsi dalla quotidianità degli italiani. Nel secondo dopoguerra, con l'introduzione in Italia di elementi della cultura statunitense - i film dell'epopea del West prima, poi i film di guerra e infine i film e telefilm d'azione e i videogames - le armi cessano di essere mezzi di utilità e svago per divenire, nell'immaginario collettivo, strumento di morte. Nel contempo il terrorismo e gli "anni di piombo" portano a irrigidire ulteriormente la normativa sulle armi, rafforzando il controllo già previsto dal fascismo e a esso sopravvissuto. Le armi escono quindi dalle case degli italiani: la doppietta dietro la porta o appesa sopra il camino viene chiusa nell'armadio blindato, sparisce dalla vista. Tra gli italiani e le armi si scava un fossato, si determina una distanza cognitiva che rafforza la visione negativa delle armi generata dalla cultura dell'intrattenimento statunitense. Le armi cominciano a far paura, vengono considerate come oggetti carichi di negatività, da cui tenere lontani i giovani per evitare che ne siano corrotti. Lo stato sociale maturo ha generato un modello di tutela sociale in cui il rischio percepito prende il posto di quello reale nella progettazione delle politiche pubbliche, e qualsiasi azione individuale che possa comportare un rischio potenziale viene scoraggiata e ingabbiata in severe e complesse regole di comportamento. Così le armi detenute dai cittadini sono quindi viste come un elemento di turbativa dell'ordine pubblico, almeno potenziale, ed è patrimonio comune il pensiero che la limitazione delle armi private diminuisca i reati e aumenti la sicurezza, e che l'aumento delle armi detenute dai cittadini aumenti parimenti i reati compiuti con le armi. Queste convinzioni erano rese possibili dal fatto che mancava, finora, una ricerca sui reati compiuti con le armi legalmente detenute, e, in particolare, sugli omicidi. Questo studio colma la lacuna, e contribuisce, come primo passo, al tentativo di avviare una valutazione più serena del fenomeno, mettendo in luce elementi che smentiscono alcuni luoghi comuni, e aprono nuovi interrogativi che costituiscono un importante filone di ricerca, ancora tutto da scoprire.

