Rubbettino: Saggi
Gli economisti e la guerra
Renata Allio
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 303
Gli economisti possono o devono interessarsi della guerra? Se sì, l'analisi va condotta dal punto di vista teorico, oppure è opportuno indagare sulle cause, le conseguenze e i costi dei conflitti reali? Le risposte a quesiti come questi sono mutate radicalmente nel corso del tempo. Renata Allio affronta per la prima volta in modo sistematico il pensiero economico sulla guerra. Il saggio ripercorre le analisi e i dibattiti che hanno contrapposto singoli economisti e scuole in materia di guerra fra stati, dall'epoca della loro formazione, segnata dalla conquista del monopolio della violenza, fino agli ultimi decenni in cui, con le nuove guerre, alcuni stati questo monopolio lo hanno perso, delegando a privati l'esercizio della forza.
Etica. Le sfide della modernità. Per una morale sociale condivisa
Rocco Pezzimenti
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 262
Dopo una prima parte critica verso una visione filosofica che ci ha portati dalla ricerca di una morale provvisoria alla provvisorietà della morale, il presente lavoro analizza il problema dei valori morali sociali cercando di arrivare a una morale sociale condivisa. Si scoprono così una serie di presupposti irrinunciabili - come il lavoro, la persona, la responsabilità, il pluralismo, l'etica del conflitto, il diritto alla verità, il senso del limite, la fiducia sociale, la cittadinanza, la fratellanza e loro corollari: libertà, dignità, eguaglianza, giustizia, solidarietà, e altri ancora - che costituiscono i cardini di una vita sociale nella quale tutti possono realizzare le proprie più legittime aspirazioni. Tali valori sociali, in un clima di crescente sicurezza, consentono lo sviluppo dell'intelligenza e l'accrescimento della cultura, aspirazioni caratterizzanti della natura umana. Il libro si chiude con un brevissimo itinerario per un'analisi storica, canovaccio per ulteriori ricerche, nell'intento di sottolineare come, nonostante alcune ricorrenti visioni pessimistiche, il cammino dell'umanità sia costellato da un costante sforzo di miglioramento, anche se questo viene, a volte, infranto da frustranti e pericolose fasi di anormalità politica.
I socialisti democratici italiani e il centro-sinistra. Dall'incontro di Pralognan alla riunificazione con il Psi 1956-1968
Michele Donno
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 238
La vicenda dei Socialisti democratici italiani, sin dalla costituzione in partito nel gennaio 1947, è stata a lungo trascurata da una storiografia peraltro assai fluente nell'analisi del sistema dei partiti politici italiani nel dopoguerra. Questo volume approfondisce l'esame sulle origini del centro-sinistra italiano, in una vicenda politica che cominciò a delinearsi dalla seconda metà degli anni Cinquanta, avendo le sue premesse nella scissione socialista democratica di palazzo Barberini. Le figure e l'azione politica di Saragat, Tremelloni e anche di Preti - gli esponenti maggiormente impegnati nell'azione governativa del PSDI, sin dai tempi della collaborazione con De Gasperi - vengono riproposte in una più equilibrata attenzione. L'impegno di Saragat, Tremelloni e dei loro colleghi di partito fu volto alla riunificazione del socialismo italiano, con la costruzione di una grande forza socialista democratica, sul modello delle socialdemocrazie europee, che enucleasse il PSI di Nenni dall'inconcludente frontismo con il PCI, facendolo approdare alle rive della cultura occidentale e socialista-liberale, con l'assunzione di responsabilità di governo assieme alla DC.
Fortuna e ironia in politica
Martin Wight
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 67
Fortuna e ironia sono categorie classiche per descrivere l'esperienza più antica e fondamentale in politica: la consapevolezza che eventi e persone sono recalcitranti alla guida; che intenzioni e risultati delle azioni coincidono raramente; che il controllo di tutti i fattori rilevanti è impossibile. Il testo qui presentato tratta di questa esperienza e dei confini della sua conoscenza. Illumina l'incoerenza della politica, gli effetti perversi, i fatti imprevedibili, le mutevoli i concatenazioni che la rendono storia "viva", ambito umano aperto e storicamente indeterminato. In quest'avvincente trama, tra necessità e libertà, emergono le risposte e le qualità di chi ha affrontato il rischio della politica e il senso ambiguo delle sue ragioni.
Violenza. Un'analisi sociologica
Randall Collins
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 603
Per dare un pugno in faccia a una persona e farla sanguinare, non occorre avere un corpo muscoloso. E non occorrono nemmeno motivazioni o ideologie particolari. Occorre superare ciò che Randall Collins chiama la "barriera emotiva della paura dello scontro" che si è sviluppata negli uomini in seguito al processo di civilizzazione. Gli scontri che avvengono nelle interazioni della vita quotidiana - per le strade, nei bar, sui luoghi di lavoro, nelle aule scolastiche - si concludono, nella grande maggioranza dei casi, con insulti, grida e minacce. Anche nei rari casi in cui si giunge al contatto fisico, la violenza è, quasi sempre, incompetente e inefficace. Non è vero spiega Collins - che gli uomini sono naturalmente violenti, pronti ad aggredirsi al minimo pretesto. Questa idea è un "mito" alimentato dal cinema, dalla televisione e dai romanzi. L'uomo si riempie di una grande tensione emotiva tutte le volte che è in procinto di aggredire o di essere aggredito. Affinché la violenza sia efficace, gli uomini devono interagire strategicamente per colpire in condizioni emotivamente favorevoli.
Napoli e Napoleone. L'Italia meridionale e le rivoluzioni europee (1780-1860)
John Anthony Davis
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 575
Durante l'età napoleonica, gli stati italiani furono interessati da ambiziosi progetti di riforma che ebbero un impatto traumatico sulle strutture dell'antico regime, percorse già da lungo tempo da una crisi profonda. Il volume di John Davis si concentra sulla situazione del Mezzogiorno, cercando di superare le letture settoriali e faziose che si sono susseguite negli ultimi decenni, offrendo una prospettiva complessa, capace di fondere i temi principali della storia economica, sociale, politica, militare, la storia delle idee, la storia "culturale" e quella religiosa. Sovvertendo alcuni luoghi comuni tendenti a ingabbiare il Sud in un quadro di persistente immobilità e arretratezza, l'autore guarda con rinnovata attenzione alle trasformazioni che ebbero luogo nel corso del XVII e del XIX secolo. Ne viene fuori una ricostruzione originale e sorprendente, che invita a guardare in una prospettiva totalmente nuova l'intero processo di unificazione della penisola italiana.
Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l'ascesa della cultura dello sviluppo in Italia
Paolo Savona, Giovanni Farese
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 165
Questo lavoro ricostruisce l'ascesa della cultura dello sviluppo, che la globalizzazione distorce o di cui difetta. Esso concentra l'analisi su un personaggio di una vicenda epica, anche per il Mezzogiorno d'Italia. "Il più grande banchiere della Storia", nelle parole di Kennedy. Banchiere del mondo, banchiere della pace, banchiere dei poveri: così i contemporanei. Figlio del presidente della Fed dei giorni del New Deal, vice presidente della più grande banca privata del mondo negli anni quaranta, consigliere alla Casa Bianca da Roosevelt a Johnson, Eugene R. Black è il Presidente della Banca mondiale negli anni della ricostruzione mondiale. Di più: dell'ascesa globale della cultura dello sviluppo. Quella cultura di cui si avverte oggi l'assenza, anche e soprattutto all'interno dell'Unione economica e monetaria. Questo libro ricostruisce, per la prima volta, la vita di Eugene R. Black e l'ascesa delle cultura dello sviluppo in Italia e nel mondo nei quattro decenni che vanno dalla crisi del 1929 alla fine del sistema di Bretton Woods nel 1971. Un asse decisivo, lungo il quale corrono, in una linea di continuità, fatti, teorie, istituzioni. E persone: gli economisti della teoria, da Gunnar Myrdal a Paul Rosenstein Rodan, ma anche e soprattutto gli economisti della prassi, da Per Jacobson a David Lilienthal. Sono loro i globalizzatori ante litteram.
Guerra fredda e interessi nazionali. L'Italia nella politica internazionale del secondo dopoguerra
Massimo De Leonardis
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 354
L'epoca successiva alla Seconda guerra mondiale marca una netta discontinuità rispetto alle fasi precedenti della politica estera italiana. Tuttavia, passata la fase dell'emergenza e della scelta di campo, riemersero alcune caratteristiche costanti della nostra diplomazia. Delineata la cornice in cui l'Italia dovette inserirsi, il sistema bipolare della Guerra fredda, il volume descrive la fase della cobelligeranza, la prima della ricostruzione della politica estera italiana dopo la cesura del 1943, le vicende della frontiera orientale, emblematiche della mancata sintonia tra gli interessi nazionali e le attese dell'Italia da un lato e la prospettiva dei nostri maggiori alleati dall'altro, due dei "tre cerchi" della politica estera italiana, l'altlantismo e la politica mediterranea. Il tentativo di conciliare una rigorosa fedeltà atlantica con iniziative nell'area mediterranea di tradizionale interesse per la diplomazia italiana diede luogo, in particolare con il neoatlantismo, a una fase particolarmente dinamica, che per certi versi può ricordare appunto quella dell'inizio del XX secolo, che aveva visto la politica estera italiana muoversi tra alleanze e amicizie.
Le metamorfosi della città. Saggio sulla dinamica dell'Occidente
Pierre Manent
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 496
Nel momento in cui l'Europa attraversa una crisi che appare al contempo politica e spirituale, Pierre Manent propone agli europei un illuminante percorso attraverso i momenti fondatori, i concetti orientativi e i più autorevoli interpreti della loro storia. Per riportare alla luce le ondate che accompagnano invisibilmente la turbolenta navigazione dell'uomo moderno, Manent esamina l'esperienza originaria della polis greca, il perdurante enigma delle trasformazioni di Roma e il rapporto tra le città degli uomini e la questione di Dio ravvivando imparzialmente il dialogo con Omero e Aristotele, Cicerone e Agostino, Machiavelli e Montesquieu, Montaigne e Rousseau. Per ritrovare i termini esatti del problema umano, il filosofo francese rinnova la discussione del nesso tra l'universale e la mediazione, la scienza e l'azione, l'uomo e il cittadino. Si tratta per Manent di considerare la dinamica occidentale e la situazione presente alla luce della più completa comprensione del comune e del governo degli uomini. La successione e la dialettica tra le forme politiche (Città, Impero, Chiesa e Nazione) che questo libro ricostruisce delineano così una prospettiva in cui l'incessante movimento dell'umanità odierna è ricondotto all'interno della più ampia e adeguata questione della vera comunità universale, o delle fonti e dei criteri dell'operazione umana: le metamorfosi della città sono a ben vedere le esperienze in cui l'umanità ha pensato, governato e realizzato se stessa...
Il problema della sovranità nell'età della globalizzazione. Da Kelsen allo Stato-Mercato
Agostino Carrino
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2014
pagine: 216
I più recenti fenomeni di globalizzazione sembrano aver messo in discussione le categorie classiche della scienza del diritto costituzionale: lo Stato, la sovranità, la stessa costituzione. I processi di integrazione sovranazionale, specificamente quello dell'Unione europea, hanno, per parte loro, senz'altro eroso le capacità di decisione degli Stati nazionali, con la conseguenza che anche il concetto moderno di nazione cede rispetto ai fenomeni di trasmigrazione di masse ingenti di popolazione. La retorica dei diritti e l'ideologia della globalizzazione e del 'multiculturalismo' pretendono di aver tolto vigore ai concetti fondativi del Jus publicum europaeum. La tesi di questo libro, che parte dalla prima critica mossa al dogma classico della sovranità, quella di Hans Kelsen (1920), per arrivare a discutere le tesi del costituzionalista americano Philipp Bobbitt e le ipotesi delle nuove forme di statualità, si accentra sull'idea della persistenza della politica come forma organizzativa del conflitto e quindi come dimensione ineludibile del vivere associato, che implica certamente la crisi dei concetti classici della scienza giuridica, quindi anche della sovranità, ma nient'affatto la loro scomparsa dalla costellazione categoriale della riflessione giuridica e politica contemporanea. Centrale, nella rinascita di una "filosofia costituzionale" adeguata alle sfide del mondo contemporaneo, è la rivisitazione del federalismo come risposta alla crisi dello Stato giacobino.
Carlo Cattaneo e lo spirito italiano
Luca Meldolesi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2013
pagine: 214
"L'Europeo - ha scritto Carlo Cattaneo -trovò l'America e l'Australia in quello stato in cui pare che l'Asiatico trovasse l'Europa" dei tempi dei tempi. Eppure, come è noto, le cose andarono diversamente, perché da noi nacque allora "l'incivilimento" italico, europeo, occidentale. Seguendo le orme della riflessione cattaneana (che parla in proposito di quaranta secoli) e confrontandole con le conoscenze attuali riguardo all'evoluzione antica di regioni e zone della nostra parte del mondo, questo libro esplora alcune radici della nostra civilizzazione e ne scopre la logica dell'associazione e della pluralità, dell'ammansire la barbarie preservando l'indipendenza, del vivaio di città generatrici di città, dell'interazione di cooperazione e di emulazione... È un viaggio nel lontano passato motivato dalle esigenze dell'oggi. Esso suggerisce, infatti, di non perdersi d'animo, d'aguzzar l'ingegno, di puntare sull'autonomia e sulla libertà, di moltiplicare le iniziative, le capacità di direzione e le responsabilità di governance. E quindi di abbandonare il centralismo che ostacola la rinascita del Paese, e di avviare al suo posto un federalismo democratico che corrisponda all'unisono al meglio dell'esperienza internazionale, ed al meglio dello spirito italiano: d'ogni tempo.

