"Plunkitt di Tammany Hall" è un piccolo classico del pensiero politico americano: uscito nel 1905, viene continuamente riedito negli Stati Uniti. E un'operetta vivacissima, dettata con la verve orale di un non-letterato che enuncia principi ed esprime giudizi sulla vita pubblica con una improntitudine quasi scandalosa. Una vera e propria esaltazione della realpolitik contrapposta al mondo delle regole e a quello dei riformatori, dileggiati come dilettanti topi di biblioteca - dove il ruolo degli apparati di partito e del clientelismo è praticamente sacralizzato, e la connessione fra politica e affari è rivendicata senza remore, quasi con impertinenza. George Washington Plunkitt è una figura proverbiale a New York, dove Tammany Hall era la più potente organizzazione locale del Partito Democratico. Figura notissima anche a livello nazionale, viene spesso evocata, specialmente nelle campagne elettorali più dure. E anche in Italia può sicuramente offrire spunti per riflessioni più o meno divertite sulle vicende di casa nostra.
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Plunkitt di Tammany Hall
| Titolo | Plunkitt di Tammany Hall |
| Curatore | A. Testi |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Politica e governo |
| Collana | Studi culturali, 2 |
| Editore | Edizioni ETS |
| Formato |
|
| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 12/2008 |
| ISBN | 9788846722836 |
€13,00
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