Le singolari esperienze maturate nel corso della vita da Pascal, che dopo un insperato colpo di fortuna ha la possibilità di cambiare vita e di liberarsi di ogni vincolo sociale, sono il laboratorio narrativo che permette a Pirandello di rappresentare la crisi lacerante dell’uomo novecentesco. Sottoposto alla pressione della dinamica sociale – e tuttavia incapace di strapparsi alle sue consuetudini – Pascal rimane sospeso in un limbo esistenziale privo di vie d’uscita, e dopo essere morto due volte decide di ritirarsi, lontano da tutti e senza identità, nella biblioteca di Miragno, cui affida il resoconto della sua straordinaria vicenda. Una figura che anticipa parte delle riflessioni contenute nell’Umorismo, e che trasmette il senso di fragilità e di straniamento della società civile alle soglie del nuovo secolo. Consapevole di questo trapasso epocale Pirandello elabora una forma di romanzo ibrida, oscillante fra tradizione e innovazione, in cui affiora l’angoscia di chi guarda al futuro col timore di essere, proprio come il suo personaggio, soltanto un’ombra opaca, prigioniera dei propri dubbi e della propria inettitudine.
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Il fu Mattia Pascal
| Titolo | Il fu Mattia Pascal |
| Autore | Luigi Pirandello |
| Curatore | Marco Rustioni |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | Grandi classici della letteratura, 10 |
| Editore | Edimedia (Firenze) |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 08/2017 |
| ISBN | 9788867581122 |
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