La parabola di Vitangelo Moscarda, che guardandosi allo specchio scopre che l'immagine di sé che ha sempre coltivato è molto diversa da quella che gli altri gli restituiscono, per nulla univoca e coerente, anzi molteplice e frammentata, è la più tipica delle storie pirandelliane e fa di questo romanzo, pubblicato nel 1926, una sorta di «bilancio ideologico» della maturità dello scrittore. Infantile e vanesio, immaturo e inconcludente, Moscarda si crede «uno» e scopre di essere «tanti». Questo moderno antieroe novecentesco appartiene alla fitta discendenza del dostoevskijano «uomo del sottosuolo», è parente stretto dello Zeno Cosini di Svevo e gemello di Mattia Pascal. Lo sgomento intollerabile che egli prova di fronte all'esperienza del suo io frantumato e cangiante lo condurrà all'isolamento e alla follia, ma anche alla scoperta dell'infinita libertà di chi, senza nome e senza ricordi, muore e rinasce a ogni istante.
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Uno, nessuno e centomila. Ediz. Integrale Garzanti
novità
| Titolo | Uno, nessuno e centomila. Ediz. Integrale Garzanti |
| Autore | Luigi Pirandello |
| Collana | I grandi libri |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788811023197 |

