CLEAN
Dialoghi partigiani. Giancarlo Carnevale e il tempo del progetto
Esther Giani
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 88
In questa intervista-dialogo gli argomenti vanno dalle riflessioni sull’insegnamento alle trasformazioni prodottesi nella cultura e nella pratica architettonica, dalle ricerche condotte insieme - tanto applicate quanto teoriche - fino alla microstoria dello IUAV, di cui Carnevale è stato preside per alcuni anni, e alle politiche culturali esperite nel corso della esperienza didattica e istituzionale svolta dall’architetto Giancarlo Carnevale (Napoli, 1942). Attraverso domande e risposte emergono anche elementi di novità, soprattutto nella considerazione del sapere esperienziale, accantonato e stigmatizzato proprio dalla generazione cui appartiene Carnevale (gli anni del ‘68) e ora rivalutato come antidoto agli eccessi che l’avvento del digitale sta producendo. Viene ribadita e argomentata la tesi che non si stia soltanto trasformando lo statuto disciplinare del “Progetto”, ma che piuttosto stia nascendo una “nuova disciplina”, e la necessità di tornare al disegno come sola pratica per far emergere un pensiero progettuale (il pensiero della mano).
Alberto Cecchetto. Dialoghi circolari e progetti di luoghi
Esther Giani
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 88
Esther Giani intervista Alberto Cecchetto, architetto veneziano, che svolge attività didattica e di ricerca presso la Facoltà di Architettura di Venezia IUAV, dove è professore ordinario di Progettazione Urbana e docente al Laboratorio Internazionale di Architettura e Urban Design, ILAUD di Giancarlo De Carlo. Cecchetto esplora la complessità del progetto urbano su temi e scale differenti redigendo piani e progetti urbani per varie città italiane, tra i quali il Piano Regolatore di Assisi, del Centro Urbano di Trieste, il Masterplan di Addis Abeba e delle Isole Maltesi. I piani attuativi di Porto Vecchio a Trieste, del water front di Riva del Garda e il nuovo Piano Territoriale dell’Alto Garda Trentino. Nella progettazione architettonica esplora le complesse relazioni con i luoghi nei diversi contesti. Redige più di cento progetti dal 1980 in poi. Nel 2008 riceve menzione al Premio per l’ Urbanistica e la Pianificazione Territoriale Luigi Piccinato, nel 2010 il premio Festival delle città impresa, riconoscimento alla carriera oltre al premio Us Award per gli uffici e laboratori del CNR all’ Arsenale di Venezia. Nel 2012 vince il Primo premio Internazionale Ischia di Architettura - PIDA, per l’Hotel Lido Palace.
La civiltà architettonica e le città del Barocco
Cesare De Seta, Anthony Blunt
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 76
Due saggi di un piccolo classico, ancora particolarmente utili e attuali per una visione delle città del Barocco. Un excursus per comprendere la complessa tematica fin dalle origini del termine "barocco" alle sue declinazioni nel rapporto tra architettura e città. Gli autori affrontano i nodi storiografici e metodologici essenziali alla lettura della città artistica barocca.
Riciclo dei trasporti scartati e dei paesaggi dimenticati
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 272
La Carta di Roma del 2009 ha posto l'attenzione sul valore culturale e testimoniale della rete ferroviaria sviluppatasi nel nostro paese a partire dal XIX fatto di stazioni, ponti, viadotti, gallerie, spesso di notevole pregio ingegneristico. D'altro canto, il viaggio in treno è stato parte della storia sociale ed economica del nostro Paese e proprio i tracciati cosiddetti secondari, possono acquisire nuove identità e dei nuovi significati ai luoghi che attraversano. Il "riciclo" delle ferrovie dismesse, tranvie, funicolari, funivie e altri trasporti è un'occasione straordinaria in quanto può rappresentare un processo che non si limita al solo ripensamento dei "manufatti ferroviari" ma può diventare un momento di rigenerazione non solo delle aree adiacenti ma anche del territorio più vasto. D'altra parte, siamo in epoca di economia circolare e il riuso delle linee non più utilizzate diventa possibile per l'evoluzione tecnologica e la realizzazione del trasporto sostenibile, oppure può rivivere per altre modalità d'uso (valorizzazione turistico-ambientale, riqualificazione urbana) e contribuire a promuovere anche il territorio circostante a seguito di una attività di pianificazione e programmazione strategica. Questo testo raccoglie i lavori del Laboratorio di Pianificazione Territoriale nel corso di laurea magistrale in Pianificazione Urbanistica, Territoriale e Paesaggistica Ambientale (diretto da F.D. Moccia) nell'a. a. 2018/19 nell'ambito del quale sono stati analizzati e proposte soluzioni su un possibile riuso di trasporti "scartati" del territorio campano nell'ambito di politiche trasportistiche che li hanno visti come improduttive come è accaduto per i casi analizzati.
Il filo di un pensiero. Scritti appunti lezioni
Raffaella Neri
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 202
Il libro raccoglie note, lezioni, scritti editi e inediti che riguardano temi diversi, ordinati per seguire il filo conduttore di un pensiero intorno alle grandi questioni del progetto di architettura, al suo farsi, ai problemi della composizione architettonica e urbana. Il pensiero è naturalmente riferito a una teoria razionale, classica della architettura, orizzonte necessario di ogni attività che rivendichi uno statuto artistico.
Francesco Fichera. La storia come repertorio di «forme utili». Invenzione e composizione nel progetto d’architettura
Fabio Guarrera
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 176
Ciò che maggiormente colpisce del lavoro di Francesco Fichera è la sua sperimentazione progettuale accompagnata da una costante elaborazione teorica che si schiera in aperta opposizione nei confronti del Modernismo, a differenza del quale l’architetto interpreta il processo di genesi formale come questione “evolutiva” e non “rivoluzionaria”. Un’idea dell’arte compositiva in profondo contrasto con la cultura idealista che al principio di “imitazione” contrappone quello romantico di “creazione”. Per comprendere appieno il senso e il valore oggettivo del lavoro di Fichera è dunque necessario collocare la sua ricerca all’interno della cosiddetta “dottrina mimetica” dell’architettura, vale a dire nell’ambito di quel filone culturale che intende la storia e la tradizione come principio vitale dell’arte. Per Fichera, infatti, la tradizione rappresenta il luogo in cui attualizzare e trasformare al presente la consuetudine linguistica e costruttiva del “già dato”. Lo spazio in cui manifestare una ferma e sentita opposizione al “grado zero” linguistico professato dai modernisti dell’avanguardia. In riferimento al rapporto tra modernità e tradizione si riconosce, nel metodo progettuale sperimentato dall’architetto siciliano - analizzato in questo volume attraverso la riproposizione del processo formativo di tre edifici pubblici catanesi - un’invariante retorico-compositiva basata sull’invenzione di “elementi preesistenti” che, per mezzo di accostamenti inconsueti, fanno «di una parola conosciuta una parola nuova».
Passeggiate procidane. Ambiente naturale e architettura senza architetti
Giancarlo Cosenza, Lucia Ruocco
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 112
Procida: capitale della cultura 2022. Il libro è una colta, seducente passeggiata a Procida tra le architetture senza architetti. Un atto d'amore per l'isola, per la sua storia, per il suo territorio, per il suo mare, per le sue tradizioni, per i suoi abitanti, per la sua straordinaria architettura, tra le più significative del Mediterraneo. Un apparato fotografico d'epoca in bianco e nero, realizzato negli anni '60, anni in cui la struttura architettonica dell'isola appariva integra nella sua bellezza, con una spettacolare sequenza di immagini attuali realizzate da drone e una serie di puntuali contributi critici e appassionati ricordi, che fanno di questo libro un prezioso contributo alla conoscenza e alla difesa dell'isola. Con scritti di Giuseppe Pagano, Bernard Rudofsky, Luigi Cosenza, Toti Scialoja, Peppe Barra.
Dipingere movimento. La pittura di Dario Fo-Depicting movement. The painting of Dario Fo
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 160
“Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista. Ancora oggi talvolta penso che la pittura sia il mio mezzo di espressione primaria. I miei lavori teatrali spesso nascono come immagini. Disegno prima di scrivere. Mi sono abituato piano piano a immaginare le commedie, i monologhi in un contesto visivo, e solo in seguito in quello recitato. Inoltre, disegnare ha per me una preziosa, decisiva funzione di stimolo creativo. Se mi capita di essere ‘smontato’, è proprio disegnando che mi vengono le idee”. Un Dario Fo inconsueto, che le opere contenute in questo volume aiutano a comprendere attraverso uno sguardo sulla sua espressione pittorica, scissa temporaneamente dall’universo letterario di cui è maestro. Dario Fo dipinge da quando è bambino. La madre lo esorta a immaginare, a rendere concrete quelle idee che, in giovane età, sanno assumere una veste fantasiosa densa di significato. Le sue figure si muovono in uno spazio, quello stesso spazio che è pensato per le sue regie. Sono dipinti i personaggi del suo palcoscenico, davanti al quale lo spettatore non può non sentirsi coinvolto dalla narrazione. Molti sono gli spunti tratti da Dario Fo per il suo far pittura: l’arte classica da cui desume i codici universali, rinnovandone incessantemente forma e contenuto; la pittura primitiva, il Rinascimento italiano, il Seicento, le Avanguardie. Esempi che non si limita a citare nella sua opera, ma che interpreta secondo un inedito e introspettivo linguaggio pittorico. “Verrebbe quasi da chiedersi se Dario Fo sia arrivato al disegno per estendere, per tradurre il mobile linguaggio del proprio corpo, per dargli forma stabile o se sia arrivato a mettere in scena il proprio corpo per realizzare quello che potremmo anche chiamare il ‘progetto’ esposto nei suoi disegni, nel suo modo di disegnare”. (Emilio Tadini)
La modisteria. Autobiografia breve
Renato De Fusco
Libro
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 120
L’autore del libro è persona tanto nota da suscitare curiosità da parte degli studenti e degli amici, ma non tanto quanto basta a conoscere i suoi aspetti di vita privata, illustrati in questa sede. La modisteria è il luogo di origine del lavoro familiare e tipico sito dell’artigianato e commercio napoletano dall’ottocento ad oggi; cosicché il parlarne costituisce una pagina della vita e del costume napoletano. Oltre la narrazione delle vicende del protagonista e a quella dei suoi parenti, le parole Chiaia, Toledo, via dei Mille rievocano efficacemente tale pagina. Il saggio ricorda inoltre gli anni della guerra, l’occupazione degli alleati, i continui cambiamenti di domicilio, il periodo delle vacanze, il ruolo giocato da Posillipo. Nel dopoguerra avviene la scissione: parte della famiglia sceglie di abitare in collina, altri restano fedeli alla strada di Chiaia, per un verso plebea, per un’altra nobilissima.
Conoscenza e progetto nei quartieri d'autore. Tecnologia e ambiente negli interventi di Luigi Cosenza. Ediz. italiana e inglese
Paola Ascione
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 144
I processi di rigenerazione dell'esistente investono anche quelle architetture del Moderno che costituiscono un patrimonio consistente e rappresentativo della città del Novecento. Dalle opere di stampo razionalista ai quartieri della ricostruzione, la produzione architettonica d'autore risulta inadeguata agli elevati standard prestazionali correnti per criticità dovute prevalentemente alle caratteristiche tecnico-costruttive dell'involucro architettonico. Tuttavia, presentano alcune peculiarità espresse in quelle soluzioni morfologiche, tipologiche che ottimizzano l'impiego delle risorse naturali come 'materiale' di progetto. Il testo restituisce riflessioni sul tema della riqualificazione tecnologico-ambientale di tali quartieri. Oggetto di indagine alcuni rioni realizzati a Napoli da Luigi Cosenza negli anni della ricostruzione post-bellica. Alla luce delle istanze contemporanee di sostenibilità ambientale degli interventi sul costruito continua ad essere attuale il pensiero 'tecnico' e l'approccio moderno che sottende quei quartieri. Per Cosenza, infatti,«il progetto di architettura si radica in un luogo, assume e conferisce senso al luogo. Assume le condizioni del luogo in cui si colloca, che siano le regole della costruzione urbana o i caratteri del paesaggio naturale. Le trasforma nel momento in cui la nuova costruzione lega a sé tali regole, o caratteri di una nuova unità». È dunque dallo studio di tali regole e relazioni che legano la costruzione all'ambiente, prestabilite nel progetto moderno, che possono emergere i presupposti del progetto per l'abitare contemporaneo. In altre parole si tratta di cercare nuove regole per introdurre innovazioni in quei frammenti moderni e imperfetti della città contemporanea.
La fabbrica degli ingegneri. Architettura, arte e costruzione del Politecnico di Napoli
Francesco Viola
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 238
Il progetto della Facoltà di Ingegneria di Napoli è un'esperienza unica nel panorama dell'architettura europea del dopoguerra, un'opera importante nella biografia artistica del suo principale artefice, Luigi Cosenza, ma altrettanto significativa per la comunità di tecnici e artisti che l'hanno condivisa e portata a compimento grazie a una rara capacità di "fare squadra", di mettere da parte gli interessi individuali in favore dell'istituzione. La parola "fabbrica", nel suo significato più comune, indica un edificio destinato alla produzione ed è sembrata adatta a definire la scuola dove si formano le nuove generazioni di ingegneri. Il libro, oltre che descrivere, attraverso un ricco repertorio di disegni e documenti, un'opera d'architettura non ancora abbastanza conosciuta, racconta la storia esemplare della sua costruzione e i suoi tanti protagonisti. I protagonisti di questo libro sono dunque loro, gli ingegneri e i professori della Facoltà: Luigi Cosenza, Adriano Galli, Michele Pagano, Luigi Tocchetti, Marcello Picone, per citarne solo alcuni. E ingegneri sono stati anche Giovanni Travaglini, dirigente del Provveditorato alle Opere Pubbliche e Gabriele Mucchi, pittore, tra gli artefici delle decorazioni artistiche. Decisivi anche i contributi degli artisti Paolo Ricci, Domenico Spinosa e Eugenio Carmi per le opere d'arte e del paesaggista Piero Porcinai per il progetto interno ed esterno del verde. Scritti di Gaetano Manfredi, Piero Salatino, Jean-Louis Cohen, Pasquale Belfiore, Roberta Amirante.
Umberto Riva. Mobili e luci
Carlo Pietrucci
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2021
pagine: 64
Questa pubblicazione analizza, per la prima volta ed in modo sistematico, il lavoro di Umberto Riva nel campo del design, dal 1959 al 2019. Tutto prende origine, infatti, dalla Poltrona a sdraio in vimini 463 per Vittorio Bonacina del 1959, alla Poltrona E19 per Giustini/Stagetti e al Tappeto Narciso per la Tacchini del 2019, passando attraverso le produzioni delle maggiori aziende italiane di design quali: Centro Fly, Bieffeplast, Francesconi, VeArt Scorzè, FontanaArte, Barovier&Toso, Acierno, Bigelli Marmi, Driade, Bellato, I.B. Office, Artemide, Montina, Morelato e Tacchini. A commento del testo sono presenti circa 110 immagini molte delle quali inedite tra disegni, cataloghi e materiale iconografico proveniente dagli archivi dello Studio Riva e dell'autore. Umberto Riva, uno dei più grandi designer europei, nel 2018, ha ricevuto la Medaglia d'oro alla carriera alla Triennale di Milano e sempre nel 2018, David Chipperfield Architects Studio gli ha riservato una mostra sulle lampade dal titolo “Chipperfield approda a Riva: incontro sulla stessa sponda del Naviglio”. Nel 2019 la galleria Sozzani di Milano, in occasione del Salone del mobile, gli ha dedicato una mostra dal titolo “Forme: Umberto Riva, architetto designer”.

