Elèuthera
La società dei devianti. Depressi, schizoidi, suicidi, hikikomori, nichilisti, rom, migranti, cristi in croce e anormali d'ogni sorta...
Piero Cipriano
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 246
Ho vissuto metà del mio tempo nei luoghi dove si deposita la follia più indesiderata e tutta la possibile devianza dalla norma. E ho visto, da questo luogo privilegiato, in che modo gli uomini si trasformano, sia i curanti che i devianti. Si chiude con queste crude storie che raccontano il mal di vivere della nostra epoca la trilogia della riluttanza iniziata con "La fabbrica della cura mentale" e proseguita con "Il manicomio chimico". A partire dalla sua frequentazione quotidiana con la sofferenza psichica, Cipriano si misura con quella stanchezza esistenziale, sbrigativamente definita depressione, che la nostra società antropofaga prima alimenta e poi cerca di etichettare con quel furore diagnostico e categoriale che le è proprio. A ogni deviante la sua etichetta, medica o psichiatrica, ma anche sociologica o giudiziaria, che così diventa una sorta di tatuaggio identitario, un destino imposto da cui tutto il resto deriva: gli obblighi, i percorsi, le scuole, le cure, i farmaci, le prigioni, ciò che ognuno potrà o non potrà fare (ed essere) nella sua vita.
L'occhio dell'airone-Il giorno prima della rivoluzione
Ursula K. Le Guin
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 208
Il romanzo ("L'occhio dell'airone") ed il racconto ("Il giorno prima della rivoluzione") che compongono il presente volume sono piccoli gioielli di letteratura utopica più che strettamente fantascientifica. Il primo "sperimenta", su un pianeta dell'esilio, i problemi di una società gandhiana (nonviolenta e antiautoritaria) in una situazione di grave conflitto con la confinante società gerarchica e aggressiva. Il secondo, ideale premessa al romanzo "I reietti dell'altro pianeta" (Nord, 1990), anticipa (pur se scritto successivamente) gli eventi, le idee e le passioni che porteranno alla costruzione dell'utopia libertaria di Anarres.
Sul filo del tempo
Marge Piercy
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 415
"Sul filo del tempo" è la storia di Connie Ramos, una chicana di mezz'età che vive, a New York, una dura vita d'emarginata. Etichettata come "malata di mente", viene rinchiusa in manicomio. In realtà è assolutamente sana, anzi (dato il suo contesto esistenziale) eroicamente sana... e sintonizzata sul futuro. E cioè in grado di comunicare con l'anno 2137. O forse solo di sognarlo, di immaginarlo vividamente, come duplice proiezione del presente. Uno è comunitario, non-sessista, ecologico, libertario; l'altro è un orrore tecnocratico, autoritario, super-machista. La lotta di Connie per sfuggire all'istituzione psichiatrica e per impedire un programma sperimentale di controllo mentale non è solo legittima resistenza contro l'arroganza pseudoscientifica e la violenza istituzionale, ma anche attivo, determinante contributo alla costruzione di un domani più umano. Per conquistarsi il futuro bisogna prima sognarlo. "Sul filo del tempo" ha avuto un immediato e duraturo successo nei Paesi di lingua inglese e in pochi anni è diventato un "classico" della letteratura utopica contemporanea.
Sotto il Beaubourg
Albert Meister
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 180
Mentre le Autorità (rigorosamente con la maiuscola!) s'ingozzano di canapè e salatini all'inaugurazione del prestigioso Centre Beaubourg, un'assemblea caotica, ludica e vociante fonda in profondissimi sotterranei un immaginifico "contro-beaubourg" scatenato contro la Cultura Spettacolo-Merce-Potere celebrata ai piani alti. Grazie alla trovata fanta-letteraria, quello che è stato uno dei più brillanti sociologi parigini ci propone, in tutta la sua ricchezza e contraddittorietà, una spassosa e sgangherata utopia post-sessantottarda, con cui delinea una più che realistica cultura autogestionaria.
La guerra dei sogni. Esercizi di etno-fiction
Marc Augé
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 128
Nel nostro mondo "surmoderno", dominato dall'immagine, si è instaurato un inedito regime di finzione mediatica che agisce sulla vita sociale al punto di farci dubitare della realtà. I reportage giornalistici, ridotti a infotainment, prendono sempre più la forma delle fiction e queste ultime, a loro volta, mimano il reale. Su Internet si allacciano idilli e si dialoga con interlocutori anonimi. Quasi senza accorgercene, stiamo passando a un tutto fittizio in cui le mediazioni che consentono lo sviluppo dell'identità, dunque la presa di coscienza dell'alterità e dei legami sociali, sono rimpiazzate dai media della solitudine. Quella fondamentale circolazione tra i tre poli distinti dell'immaginario - immaginario individuale (il sogno), immaginario collettivo (i miti, i riti, i simboli) e finzione narrativa - viene così alterata, sfaldando le frontiere che ogni cultura istituisce tra sogno, realtà e finzione. È cominciata la "guerra dei sogni", ci avverte Augé, che dopo averci portato alle fonti dell'antropologia sociale, ci chiama a una morale della resistenza.
La sporca bellezza. Indizi di futuro tra guerra e povertà
Raul Pantaleo
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 127
Queste "cronache da un mondo altro" raccontano in presa diretta le sfide che l'architettura deve affrontare quando opera nei posti più disagiati del pianeta. Ed è proprio lì dove la guerra, la povertà, le malattie o lo stesso degrado sociale sembrano plasmare la fisionomia di un luogo che Pantaleo intende costruire edifici che non siano solo funzionali ma anche "scandalosamente" belli. Di una bellezza però estranea alla dubaificazione dell'immaginario esportata in ogni angolo del mondo, e al contrario consapevolmente semplice e parsimoniosa, radicata in un artigianato sapiente e creativo, e capace di dare forma a un'architettura resistente che interagisce con i luoghi che l'accolgono senza tuttavia piegarsi alla loro realtà tormentata, diventando così il concreto indizio di un futuro diverso.
Anarchist studies. Una critica degli assiomi culturali
Salvo Vaccaro
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2016
pagine: 143
L'autorità, il potere e la sua visibilità, la filosofia occidentale e il pensiero anarchico, la rappresentanza e la rappresentazione dell'unità, il sapere e la conoscenza: ecco i temi portanti della critica che l'autore muove alle categorie implicite che sottendono, inavvertite, i più comuni postulati del nostro modo di ragionare. Tanto più nella politica, ossia in quella dimensione in cui è possibile immaginare un mondo e un modo di vivere diversi, lasciandosi alle spalle secoli di dominazione, di sfruttamento, di assenza di libertà. Criticando alcuni assiomi culturali, centrali nel nostro tempo, l'anarchismo come pensiero e come pratica collettiva ritrova la sua fecondità, instaurando fertili legami con altri segmenti del pensiero critico del ventesimo secolo, nell'intento di rilanciare una rinnovata proposta anarchica e libertaria all'altezza delle sfide che ci attendono nel ventunesimo secolo.
Il pensiero meticcio
François Laplantine, Alexis Nouss
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2015
pagine: 104
L'ibridazione culturale non è certo un fenomeno nuovo, ma oggi il suo impatto è crescente e accelerato. Le dimensioni locali si intrecciano infatti con la dimensione globale e tutto confluisce in un calderone planetario che mescola lingue, idee, gusti, usi e costumi. Questa potente spinta sincretica produce un duplice effetto, del tutto speculare: da una parte mostra una pericolosa tendenza all'omologazione e al "pensiero unico" e dall'altra alimenta, in reazione, ideologie fortemente identitarie che vedono qualsiasi mescolanza come una contaminazione. L'idea di meticciato delineata dagli autori si propone al contrario di trovare un'alternativa tanto alla fusione o all'osmosi quanto alla chiusura in nome di un'inesistente purezza. Si tratta di mettere in discussione una certa concezione dell'universalismo, fatta di standardizzazione, livellamento e uniformità, per affermare un pensiero in divenire che, attraverso il confronto e il dialogo, diventi il vettore cosciente di quei mutamenti incessanti che costituiscono l'uomo e il reale.
Bakunin, il demone della rivolta. Tra insurrezioni, complotti e galere i tumulti, le contraddizioni e l'incontenibile passione rivoluzionaria dell'anarchico russo
Alessio Lega
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2015
pagine: 191
Michail Bakunin (1814-1876), nato nobile e morto in miseria, attraversa impetuosamente il suo secolo in nome di un'idea esagerata di libertà che sconvolge l'immaginario politico europeo. Pensatore rivoluzionario che tempra le sue idee nel fuoco dell'azione, accorre in difesa delle barricate di mezza Europa, collezionando condanne a morte in vari imperi e sopravvivendo a carcerazioni durissime. Deportato in Siberia, scappa - su slitte, cavalli, treni e velieri - per tornare lì dove la rivoluzione lo chiama: in un'Europa in ebollizione in cui lo aspettano altre barricate e altre insurrezioni. Vinto ma non domato, muore usurato da una vita segnata da mille sfide mentre irresistibilmente - sta progettando nuove rivoluzioni e nuovi mondi.
La scrittura etnografica. Esperienza e rappresentazione nella produzione di conoscenze antropologiche
Vincenzo Matera
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2015
pagine: 175
Che tipo di oggetto narrativo è un resoconto etnografico? Quali sono le sue caratteristiche linguistiche ed epistemologiche? Quale sapere trasmette? Il lavoro dell'etnografo, secondo una visione canonica, prevede tre fasi: la raccolta dei dati sul campo, la loro elaborazione teorica, la scrittura. Per molto tempo l'aspetto della scrittura è stato escluso dalla considerazione critica della prassi etnografica, in base a una presunta neutralità del medium rispetto all'oggetto rappresentato. Ma la scrittura non è uno strumento neutro, anzi è impregnato di significati ideologici, politici e culturali. Partendo dall'ipotesi che il lavoro di scrittura di un etnografo implichi una particolare visione del mondo e della conoscenza, questo libro si interroga sulle relazioni fra strutturazione conoscitiva, quindi produzione di sapere, formulazione linguistica, quindi produzione di testo, e realtà esterna, quindi riferimento al contesto empirico dell'etnografia.
Democrazia diretta
Murray Bookchin
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2015
pagine: 101
In questo lungo crepuscolo della democrazia rappresentativa, l'idea stessa di politica - un tempo partecipazione attiva di un'intera comunità alla vita sociale - rischia di perdere ogni rilevanza proprio perché è stata ridotta a mera tecnica dell'organizzazione statuale, oltretutto affidata a gruppi di "professionisti" - politici, certo, ma anche burocrati, magistrati, militari, ecc. - che praticano una forma di manipolazione istituzionale detta "governo". Ma così si rischia di perdere anche il senso di ciò che significa essere cittadini, uno status ormai confuso con l'essere semplici elettori e contribuenti, ovvero ricettori passivi di beni e servizi forniti da uno Stato onnipotente e pervasivo. Tuttavia questa deriva non è affatto irresistibile, ci dice Bookchin, che mostra come siano esistite ed esistano concrete alternative alla statualità, in grado di opporsi alla dissoluzione della comunità e allo smarrimento del senso di cittadinanza che questa ha prodotto. Ne esce un piccolo manuale di democrazia diretta, decentramento amministrativo e federalismo, rivisitati alla luce degli ultimi cento anni di storia sociale.
Il pensiero acentrico. L'irruzione del caos nell'impresa conoscitiva
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2015
pagine: 207
Fino a tempi recenti la conoscenza scientifico-filosofica ha prevalentemente rimandato a un'idea di centro che dispone in buon ordine la realtà attorno a una ragione sovrana, da cui peraltro promana la configurazione gerarchica che le è congeniale. Da alcuni decenni si va invece definendo un diverso approccio conoscitivo che ha rinunciato non solo alla prospettiva "dell'occhio di dio" ma a qualunque intelligenza data a priori. E questo perché nella ricerca scientifica si è sempre più manifestata una netta tendenza al multiplo, al temporale, al complesso, a tutto ciò che interrompe la simmetria, la linearità, l'equilibrio. Non a caso i ricercatori di discipline tra loro differenti - in particolare, biologia, demografia, meteorologia, economia, fisica, psichiatria, matematica, cardiologia ed ecologia - hanno fatto proprio il concetto di caos, riformulando i correlati concetti di ordine e disordine. Siamo dunque nel pieno di una rivoluzione epistemologica che attribuisce alla concezione acentrica una rilevanza straordinaria nel sapere contemporaneo, con conseguenze ancora tutte da indagare.

