in riga edizioni
Variazioni sul canone. La poesia come oggetto visivo, anche
Paolo Albani
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 64
“La regola fondamentale qui osservata per costruire le variazioni visive della parola ‘poesia’, è così riassumibile: muovendo da uno schema tipografico canonico della parola ‘poesia’ è stata effettuata su di essa una serie di manipolazioni morfologiche – consistenti in particolare nell’inserimento di segni diacritici e nello stravolgimento grafico di singole lettere – evitando tuttavia che la parola ‘poesia’, cioè il canone di partenza, diventasse irriconoscibile all’occhio. Tutto ciò, una volta di più, depone a favore dell’estrema fecondità immaginativa, delle potenzialità nascoste nel canone (tipografico) della ‘poesia’”.
Canto tenero. Mitografemi
Giuseppe Varaldo
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 30
“Una semplice sequenza ininterrotta di nomi di personaggi mitologici – in virtù di opportune cesure e di un’appropriata punteggiatura, nonché di eventuali apostrofi o accenti – si trasforma in un componimento poetico; in tale contesto i vari nomi si configurano anche come altrettante unità grafiche, o grafemi: diventano, cioè, mitografemi”.
La viola del bardo. Piccolo omonimario illustrato
Raffaele Aragona
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 24
“Una serie di omonimi viene disposta in ordine significativo, in modo da costruire la sintesi di una breve narrazione della serie stessa generata ed illustrata. Poi (...è anche l’acronimo della ‘struttura’ di questa plaquette), dopo i sedici brevi componimenti, un essenziale dizionarietto omonimico riporta nuovamente le voci utilizzate insieme con i relativi significati”.
Frammenti in vita. Combinazioni monorime con commento
Piero Falchetta
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 30
“La tentazione era forte. Unire – o meglio mischiare, contaminare, forzare a improtestabile convivenza – i nostri patres maggiori, Dante e Petrarca. Intrecciare le radici della loro opera – e anche i rami – con uno sforzo d’intrico – più che non d’intreccio. Con esito doppiamente paradossale: si nota infatti come quasi tutti i versi, se letti uno per uno, senza appoggiarsi ad alcun contesto o senso, non abbiano perduto niente della loro splendida misura e paiano – e questa ne è una prova – assolutamente forti della propria autonomia poetica”.
Le confessioni di italiano. Peccati di lingua
Oplepo
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 36
“Chi più, chi meno, ciascuno ha sempre qualcosa da confessare, e anche gli oplepiani non sfuggono a questa regola di vita. Certo nel loro caso si tratterà di peccati mortali, veniali o capitali, al più potranno essere originali: più verosimilmente potranno essere peccati di lingua, peccati linguistici, insomma, in quanto legati all'uso della lingua, parlata o scritta che sia. Gli oplepiani sono ben felici di riconoscere i propri peccatucci linguistici che per tutti loro costituiscono una sorta di dna letterario. O comunque una leggera mania distintiva”.
Le ripartite. Rimbalzo statistico
Aldo Spinelli
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 28
“In un qualsiasi testo scritto in un’altrettanto qualsiasi lingua le varie lettere dell’alfabeto compaiono con frequenze differenti. È facile intuire che in italiano (e non solo) quasi tutte le vocali (a eccezione della ‘u’) sono molto più diffuse delle consonanti. [...] Da questi presupposti è nata l’idea di scrivere un racconto con la seguente restrizione: il testo non solo rispetta rigidamente la frequenza delle ‘e’ ma anche il loro posizionamento costante: nell’arco di tutto il testo dopo ogni ‘e’ ci sono infatti otto lettere e poi ancora una ‘e’ e così via in un più che regolare rimbalzo statistico”.
Stampelle
Maria Sebregondi
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 72
“Sei sonnetti che s’immergono nel sonno. [...] L’assenza marca una crepa nel nastro compatto della lingua, un’impercettibile lacerazione, qualcosa che sulla soglia del sonno viene a mancare. E la mancanza non è sempre la stessa. Si sposta, fluttua da un ‘sonnetto’ all’altro, come una staffetta il cui testimone è un cuneo abraso, un piccolo vuoto vagamente inafferrabile”.
Turandot Espuri. Solfeix
Màrius Serra
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 24
“Il ‘Solfeix’ è basato sulla traslitterazione sillabica di una melodia prestabilita; ma, invece di attribuire un significato chiuso ad ogni serie di note – come faceva Soudre – o di mettere ogni nota in relazione ad una sillaba – come fanno i parolieri nelle canzoni –, si tratta di aggiungere un fascio di nuove sillabe tra i nomi delle note della melodia, avendo ben presente la durata di ogni nota. Il ‘Solfeix’ è, quindi, una costrizione aperta alla speculazione letteraria”.
L'infinito futuro. Sillabe in crescenza
Luca Chiti
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 26
“L’avventuroso ritrovamento, in uno sgabuzzino murato del Palazzo di Recanati, di questi quindici tentativi di Infinito strutturati in tutte le salse metriche, con progressiva espansione dal balbettio monosillabico alla scandita ariosità del settenario doppio, ci permette finalmente di seguire passo dopo passo il percorso compiuto da Giacomo Leopardi per arrivare alla superba versione in endecasillabi sciolti che già possedevamo. Con tutta evidenza il poeta, affinché il canto apparisse come un fungo miracoloso cresciuto in una notte sola, cercò di cancellare ogni traccia di tutto il precedente lavorio. Invano, poiché i manoscritti preparatori son come l’olio della verità: prima o poi vengono a galla”.
A Edoardo Sanguineti
Oplepo
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 42
“Edoardo Sanguineti ha usato in modo assolutamente originale il segno d’interpunzione dei due punti, che nei suoi testi non prelude necessariamente a esplicazioni o elencazioni. Forse un modo seriamente giocoso di indicare i limiti della comunicazione, che non si definisce e chiude mai veramente; ma anche un invito e un richiamo alla necessità di tenerla aperta. Abbiamo scelto questo tratto inconfondibile della sua scrittura come introduzione al nostro volumetto di omaggi a lui dedicati: per dirgli con affetto che, dopo di lui e nella sua scia, terremo aperto e vivo il discorrere della parola ludica e sperimentale”.
Il doppio. Due per uno
Oplepo
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 42
“Doppiogiochisti per vocazione (in senso buono, ricreativo), sempre disposti a barcamenarsi sul filo doppio delle ambiguità del linguaggio, ricco di equivoci, slittamenti semantici e doppi sensi, assiduamente desiderosi di scoprire i doppifondi dentro cui si nascondono potenziali Identità e Differenze letterarie, potevano gli Oplepiani, così combinati (e combinatori), esimersi dallo scendere in campo affrontando una costrizione tanto seducente come quella congegnata sul tema del doppio?”.
Lessico famigliare. Operazioni alla lettera
Paolo Pergola
Libro: Libro in brossura
editore: in riga edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 24
“In un’intervista apparsa sul ‘Corriere della Sera’ del 22 novembre 1983 Giorgio Manganelli affermava: 'Personalmente, credo che le parole siano certamente un suono, ma non sono sicuro che abbiano un significato'. E certamente, potremmo aggiungere, hanno un esatto numero di lettere che le compongono. Fenomeno questo che trascende (e tradisce) di nuovo il loro significato. Quando ci si sofferma a prendere le misure delle parole si scoprono cose strane”.

