Meltemi
Senza Stato. Il fallimento del progetto nazionale palestinese
Rosalba Belmonte
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 162
Con la globalizzazione e la conseguente crescita dell’interdipendenza transnazionale si è assistito all’emergere di una pluralità di attori politici non statuali sempre più in grado di condizionare il potere degli Stati, fino addirittura a metterne in discussione molte delle funzioni, veicolando l’idea che la sovranità territoriale dello Stato sia un retaggio del passato. Eppure, miliardi di individui continuano a trovare nello Stato il riferimento politico, economico e culturale della convivenza sociale. Per una parte di loro, però, la statualità rappresenta ancora un traguardo lontano: è il caso della Palestina, l’ultima questione coloniale che non si è risolta con la nascita di uno Stato. Dopo aver ricostruito le principali tappe del “Processo di pace”, Rosalba Belmonte esamina le dinamiche sociopolitiche che hanno interessato il territorio palestinese a partire dall’istituzione dell’Autorità Nazionale Palestinese, per poi soffermarsi con un’ampia e documentata analisi sui fattori che ostacolano la nascita di uno Stato in grado di governare autonomamente i Territori palestinesi occupati e che hanno trasformato in un’astrazione retorica la formula – continuamente rilanciata, ma ormai irrealistica – “due popoli, due Stati”.
Per una giustizia trasformativa. Una critica alla cancel culture
adrienne maree brown
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 148
La cancel culture e la pratica del call out sono argomenti all’ordine del giorno. Nate come strumenti al servizio di soggettività marginalizzate per rispondere al danno e alla violenza subiti in situazioni caratterizzate da un forte squilibrio di potere, sono oggi nel mirino degli avversari dei movimenti sociali radicali, rientrando tra i punti più problematici della cultura politica odierna. L’intervento critico di adrienne maree brown si inserisce nella tradizione del femminismo nero, queer e anticarcerario, mostrando un’alternativa praticabile alla denuncia degli eccessi del politicamente corretto. Un’alternativa che non guarda nostalgicamente a un passato immaginato come più spontaneo, ma a un futuro compiutamente abolizionista e politicamente desiderabile. Con uno scritto del Laboratorio Smaschieramenti. Postfazione di Malkia Devich Cyril.
Lo sguardo estetico. Per una metafisica dell'osservazione
Ave Appiano
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 334
La coscienza estetica sposta l'osservatore dall'essere al pensare e dall'assistere al partecipare. L'arte si fa potenziale luogo di addestramento alla sensibilità, all'introspezione, all'intelligenza della visione, alla valorizzazione della bellezza nel mondo. Lo sguardo estetico è in costante fluttuazione tra l'illusione di concretezza dell'esistente e l'astrazione, dove l'intuizione creativa trasmette quell'indecifrabile termine di mezzo fra il "qui e ora" e l'inconoscibile "altrove". Ne deriva che l'esperienza generata da un sentire filosofico è la circostanza in cui la vertigine del sublime trascina chi osserva verso l'alto e permette di riscattare la luce interiore dall'oblio. Il vedere e il sentire della mente, come capacità elaborative e quindi metafisiche, rendono l'osservatore disponibile a connettersi al "mondo divino" nel produrre idee, nel manifestare il proprio potenziale immaginativo e nell'esprimersi in forma poetica, praticando così un innato legame archetipico con la creazione universale. Tra percezione e realtà, scienza e psiche, mente simbolica e spirito, natura e immaginazione si creano connessioni utili a comprendere le relazioni tra anima e cosmo.
La lingua a venire. Seminario di Barcellona
Hélène Cixous, Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 128
Nel marzo del 2002, in occasione di un seminario organizzato al Centre Dona i Literatura dell'Università di Barcellona, Hélène Cixous e Jacques Derrida dialogano con i ricercatori e con il pubblico presente condividendo riflessioni sulla "precoce esperienza dell'esclusione" che accomuna i due autori. Nati in Algeria da famiglie ebraiche, la scrittrice e il filosofo si confrontano sulla nozione di identità e, in particolare, sul ruolo che il linguaggio svolge nel definire colonialismo, razzismo, differenza sessuale e relazione madre-figlio. Analizzando le figure per eccellenza dell'alterità – lo straniero, la donna e l'animale – questa intervista a due voci restituisce un incontro fra discipline, lingue e temi la cui rilevanza culturale, sociale e politica è oggi inestimabile. Introduzione di Emilia Marra.
Corruzione all'italiana. La misurazione del fenomeno tra realtà e percezione
Anna Stanziano
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 172
"L’Italia è un Paese corrotto, anzi tra i più corrotti in assoluto", "I politici si preoccupano solo dei propri interessi", "Servono le amicizie per evitare le lunghe liste di attesa", "La politica è tutto un magna magna": queste sono solo alcune delle frasi ricorrenti quando si parla di corruzione nel nostro Paese. Simili generalizzazioni nascondono un malcontento diffuso, di cui è difficile individuare l’origine, e, per effetto di un circolo vizioso, contribuiscono a loro volta a rafforzare l’immagine di un Paese corrotto e irrecuperabile. Per comprendere da dove derivi questa rappresentazione negativa, Anna Stanziano si è spinta oltre il dato numerico: nonostante siano numerosi i reati di corruzione registrati negli anni, secondo l’autrice questa è solo una parte della verità. Quella mancante, molte volte non così indagata, è che tale percezione sia dovuta ai media, al racconto che questi ultimi fanno del nostro Paese e alla spettacolarizzazione del fenomeno. Del resto, il racconto giornalistico è fondamentale per la formazione dell’opinione pubblica e della percezione che il cittadino ha del proprio Paese, specie quando si tratta di temi rilevanti per il funzionamento della democrazia.
Cronofagia e media. La gestione e il consumo del tempo fra cinema, arti visive, TV e web
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 240
Il rapido cambiamento delle società contemporanee, influenzato dallo sviluppo tecnico scientifico degli ultimi anni, ha portato a una rivoluzione nel tempo e negli spazi della medializzazione. La logica dell’entertainment diffuso dai media digitali ha permesso l’estensione della società dello spettacolo anche nel quotidiano (schermi urbani, gamification, ecc.), modificando la fruizione mediale convenzionale attraverso piattaforme sempre accessibili. Alla base di questo cambiamento soggiace un capitalismo sempre più pervasivo e mimetico, avido di tempo e in competizione con i ritmi biofisici dell’umanità. Questo volume raccoglie una serie di contributi che intendono indagare la natura cronofaga della medialità contemporanea, sottolineandone alcuni degli aspetti più evidenti, dall’automatizzazione del lavoro alla vetrinizzazione della vita online, sino al binge watching e alla conseguente condizione di governamentalità algoritmica.
Perdere il filo. Esperienze collettive di traduzione transfemminista
Laura Fontanella
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 160
Chi perde il filo del discorso, stringendo il microfono in un’assemblea pubblica o il megafono durante un corteo, non teme il silenzio perché sa che quel silenzio è carico di significato: consente di coltivare la propria libertà, di rivendicare il proprio smarrimento. Chi perde il filo del discorso, a volte, smarrisce le parole; altre volte, si rende conto che le parole che va cercando semplicemente non esistono e, pertanto, non possono descrivere l’immagine che si ha in mente; altre volte ancora, quelle parole sono state invece rimosse o infangate. Quando perdiamo il filo del discorso e ci troviamo di fronte all’angoscia di una mancanza, di una perdita, di un’omissione, non possiamo non pensare al perché, laddove lo spazio dovrebbe essere pieno, ci sia al contrario uno spazio vuoto. Perdere il filo del discorso genera domande, ci pone di fronte alla necessità di comprendere su che base effettuiamo le nostre scelte linguistiche quotidiane, al bisogno di capire perché selezioniamo alcune parole mentre ne scartiamo altre. Perdere il filo ci consente di esplorare un silenzio denso, generativo, di portare a galla questioni che riguardano il modo in cui parliamo, scriviamo, traduciamo.
L'invenzione del concetto di «razza». Nominare, misurare, classificare. Il ruolo di filosofi e scienziati del Settecento
Stefano Ossicini
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 412
Il volume ruota attorno alla storia di Angelo Soliman, un bambino africano arrivato in Sicilia intorno al 1730: da schiavo diviene prima libero, poi precettore di nobili rampolli della corte austriaca, infine un rispettato membro della loggia massonica, nonché marito e padre di nobildonne e amico dell’Imperatore. Alla morte improvvisa nel 1797, il suo corpo viene sequestrato e smembrato; con la sua pelle impagliata viene costruito un manichino esposto al pubblico in una sorta di esibizione etno-pornografica. Cosa è successo? Cosa ha portato a tutto questo? Stefano Ossicini prova a rispondere a queste domande e a spiegare anche gli aspetti più disturbanti della storia di Soliman. Negli ultimi decenni del Settecento, infatti, si assiste a un vero e proprio cambio di paradigma scientifico, culturale e sociale rispetto al modo occidentale di guardare agli uomini. Alla morte, Soliman viene ridotto al colore della sua pelle: scompare come persona, come individuo, per essere classificato, senza possibilità di scampo, all’interno di un nuovo concetto, quello di “razza”, che lo pone su uno dei gradini più bassi quale selvaggio senza possibilità di cambiamento.
Ladri di persone. Storie di plagiari e di plagiati
Marco Provera
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 254
Attraverso sentenze, cronache giudiziarie, atti parlamentari, documenti d’archivio inediti e la corrispondenza con l’involontario protagonista di uno dei casi studiati, Marco Provera ricostruisce la storia del reato di plagio nell’Italia contemporanea. Il saggio parte dall’evoluzione del plagio, dall’antichità agli ordinamenti statuali italiani prima dell’Unità, e passa in rassegna il codice Zanardelli, il codice Rocco – tuttora vigente – e la giurisprudenza relativa alle codificazioni dell’Italia unita. Interessante è l’analisi di due casi particolarmente noti nella nostra giurisprudenza: il caso Braibanti – artista con un passato da dirigente locale del Partito comunista, accusato di aver indotto due diciannovenni in sua dipendenza psicologica – e il processo Grasso – prete “di borgata” e carismatico, accusato da alcuni genitori di aver plagiato i loro figli minorenni. Ricercando le matrici culturali del fenomeno che ha dato luogo ai “casi celebri” e ai successivi tentativi di reintrodurre un reato di “manipolazione mentale” nel nostro sistema penale, lo studio indaga sulle fobie che hanno interessato il mondo anglosassone nella fase più acuta della Guerra fredda e sulle sedicenti “terapie di conversione” della devianza sessuale, per approdare al commento della giurisprudenza nordamericana dell’inizio degli anni Ottanta del Novecento sulle sette cosiddette distruttive. Al di là delle storie di vita che emergono dai documenti processuali e dalle sentenze, il saggio si propone di analizzare il contesto più propriamente politico di quelle vicende e, in controluce, le trasformazioni della cultura giuridica, delle istituzioni e del costume che hanno attraversato il nostro Paese.
La Diva Madre. Saggi su maternità e divismo nel cinema italiano
M. Elena D'Amelio
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 148
Questo volume propone una storia culturale del divismo femminile attraverso il tema della maternità, sottolineando come i discorsi sul materno vengano articolati nelle pratiche sociali e industriali, legate al divismo e alla celebrità, all’interno della produzione cinematografica italiana tra gli anni Cinquanta e Settanta. Attraverso specifici casi di studio, il saggio si interroga in particolare sulla relazione tra la costruzione dell’immagine divistica femminile, i contesti storici di produzione e ricezione e le articolazioni discorsive legate all’intimità, alla sessualità e alla vita familiare. La disamina pone inoltre l’attenzione sul modo in cui la celebrity culture disciplina, regola e negozia i vari tabù del materno come esperienza e istituzione.
Sono schizofrenica e amo la mia follia
Elena Cerkvenič
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 128
Elena, l’autrice di questo toccante memoir, incontra un giorno la follia, che piomba nella sua vita come un fulmine a ciel sereno. Schizofrenia: è questa la diagnosi dell’ospedale psichiatrico in cui viene ricoverata. Tornata a Trieste, città in cui è nata, inizia un lungo e profondo viaggio interiore, durante il quale impara a mettere la propria malattia “all’angolo” e ad amarla come parte di sé. Ne scaturiscono pagine pregne di emozioni, un racconto dettagliato in forma di diario che mostra, senza retorica né falsità, che anche quando la follia sembra annichilire tutto c’è ancora spazio per una vita piena in cui poter pronunciare la parola felicità. Sullo sfondo troviamo la Trieste di Franco Basaglia, il genio che ha reso possibile tutto questo. Prefazione di Francesca de Carolis. Postfazione di Peppe Dell’Acqua.
Vertigini dell'immaginario. Rovesciamenti simbolici e archetipi del tempo tra cinema e letteratura
Andrea Balzola, Gian Paolo Caprettini
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 226
Le contaminazioni tra cinema e letteratura affascinano studiosi e appassionati fin dagli esordi della settima arte. Il cinema e la letteratura lavorano congiuntamente per fornire una percezione del soprasensibile, per reinventare i rapporti tra immediato e mediato, per sfidare l’ordine cronologico della successione degli eventi, per ridisegnare genesi e destini della realtà e del suo senso. Il saggio di Andrea Balzola si muove intorno alla parola chiave “rovesciamento”, e lo fa analizzando le opere di alcuni maestri del cinema, quali Herzog, Fassbinder e Wenders. Di pari passo, quello di Gian Paolo Caprettini affronta l’archetipo del tempo nell’incontro fra letteratura e cinema. Il rovesciamento, l’archetipo e la distopia diventano così modelli di decostruzione e rigenerazione narrativa della realtà contemporanea. Con un intervento di Franco Prono.

