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Passigli

Il capostazione Fallmerayer

Il capostazione Fallmerayer

Joseph Roth

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 64

Joseph Roth (Brody, 1894 – Parigi, 1939) è noto al grande pubblico soprattutto per alcuni indimenticabili romanzi che restano tra i capolavori del primo Novecento, come “La tela di ragno” e “Hotel Savoy” (presenti da anni nel nostro catalogo) e come “La marcia di Radetzky”, “La cripta dei cappuccini” e “La milleduesima notte”. Tuttavia, Joseph Roth è stato anche un grandissimo autore di racconti e tra questi spicca anche “Il capostazione Fallmerayer”, incentrato sulla travolgente storia d’amore tra la contessa Anja Walewska, grande aristocratica russa, e Adam Fallmerayer, funzionario delle ferrovie imperiali. Risoluto a trasformare in realtà il suo sogno d’amore, il capostazione, nonostante il matrimonio con la moglie Klara e la sua bassa estrazione sociale, supera ogni barriera che lo divide da Anja… Scritto nel 1933, quando ormai l’Austria felix non era che un ricordo, questo lungo racconto costituisce altresì un bellissimo esempio della grande sensibilità con cui Roth tratteggia i suoi personaggi femminili.
7,50

La divina irrealtà delle cose. Aforismi e dintorni. Ediz. italiana, portoghese e inglese

La divina irrealtà delle cose. Aforismi e dintorni. Ediz. italiana, portoghese e inglese

Fernando Pessoa

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 110

Fernando Pessoa amava il motto di spirito, la massima fulminante, l'espressione icastica e paradossale. In uno dei sette brani del Libro dell'inquietudine intitolati «Intervallo doloroso», lo stanco aiuto-contabile, riflettendo sul fatto di non essere «nessuno dal punto di vista della scrittura», esprime la sua fede e la sua speranza in questi termini: «Magari restasse di me una frase, una cosa detta di cui si dicesse: Ben fatto! Come i numeri che scrivo, copiandoli, sul libro della mia intera vita». L'aforisma fu coltivato da Pessoa nel corso di tutta la vita, sotto il proprio nome e attraverso quello dei suoi eteronimi, e spunta improvviso nei quaderni manoscritti, nei margini – o persino nel mezzo – di testi con i quali non ha necessariamente un rapporto. Compare anche isolato, scritto su pezzettini di carta strappati oppure in serie, separati da righe orizzontali, molti scritti in inglese, lingua nella quale Pessoa, in questo genere letterario, si dimostra decisamente brillante. Questo volume è una piccola raccolta rappresentativa di tali aforismi e pensieri sparsi, per la grande maggioranza assolutamente inediti; piccola raccolta, ma assai indicativa dello spirito straordinario di questo grande poeta dai mille volti, sfuggente e sempre nuovo.
9,50

Mosca dalle mille e mille cupole

Mosca dalle mille e mille cupole

Michail Bulgakov

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 136

Tra il 1922 e il 1924, Michail Bulgakov pubblica degli straordinari feuilleton in cui tratteggia la nuova Mosca, ora capitale della neonata Russia dei Soviet. Si tratta di reportage, aneddoti e descrizioni della vita moscovita ricchi di ironia, satira e denuncia sociale che ci restituiscono un’immagine inedita della città all’indomani della Rivoluzione, e nei quali l’autore sembra volerci accompagnare per mano alla sua scoperta. Ne risulta un quadro ben diverso da quello fornito dalla propaganda: una città in frenetico e continuo movimento dove nascono caffè, teatri, negozi, che si apre alla modernità e a una vita più libera; ma è anche la Mosca dei mendicanti e degli straccioni, della fame, della lotta disperata per la casa, del mercato nero, dei ricchi imprenditori senza scrupoli e dell’ignoranza e volgarità dei piccoli burocrati del nuovo potere… Senza dimenticare la vena satirica che lo contraddistingue, Bulgakov si fa, come ricorda Elisa Baglioni nella prefazione che accompagna questa sua traduzione, «il cronista di un cambiamento inarrestabile verso la modernizzazione e coglie i contrasti e le dissonanze che fanno parlare Majakovskij, tre anni più tardi, dell’esistenza di due Mosche. La Mosca sonnolenta che insegue il cigolio dei carri e l’altra insonne che “viene costruita e ribolle”, a cui tocca “trattorizzarsi e fordizzarsi” per tirar fuori la campagna dal letargo».
12,50

Il calcolo ad alte prestazioni. Italia ed Europa nella competizione mondiale.

Il calcolo ad alte prestazioni. Italia ed Europa nella competizione mondiale.

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 130

La pandemia, la guerra in Ucraina, i rischi di stagflazione, l’aggravarsi del degrado ambientale, la crisi delle regole e delle istituzioni di governo della globalizzazione, richiedono risposte nuove, cambiano profondamente le strategie e le priorità delle politiche pubbliche e delle imprese private. Tuttavia resta fermo il ruolo fondamentale delle tecnologie digitali. Possono offrire strumenti decisivi per affrontare e vincere queste sfide. Al tempo stesso rappresentano anche il terreno di una nuova competizione, che forgerà gli equilibri geopolitici dei prossimi decenni. Con il seminario su “Le prospettive del calcolo ad alte prestazioni. Italia ed Europa nella competizione internazionale”, Astrid-LED prosegue l’esplorazione dei mercati dell’ecosistema digitale, iniziata con i seminari sui cavi sottomarini e sull’industria dei microchip. Questo libro ne raccoglie i contributi. La grande risorsa di questo secolo è rappresentata dai dati, milioni di milioni di miliardi di dati, in crescita esponenziale: per raccoglierli, analizzarli, correlarli, organizzarli, ricavarne rappresentazioni matematiche, costruire algoritmi predittivi, dunque utilizzarli nella ricerca scientifica o nella produzione di beni e servizi, occorre tuttavia un’enorme capacità di calcolo. Nel campo dell’High Performance Computing, l’Italia e l’Europa dispongono di alcune eccellenze, analizzate in questo libro. Gli investimenti necessari per non essere relegati ai margini di una competizione polarizzata fra USA e Cina sono anch’essi enormi. Da questi investimenti dipende il futuro della ricerca scientifica, nonché di molti settori industriali, e della stessa difesa e sicurezza europea, dato il ruolo chiave che il supercalcolo svolge nella progettazione e nella gestione di nuove armi e dei sistemi di intelligence. Nessuno Stato europeo può farcela da solo; ed anche una politica comune europea deve affrontare sfide ardue e risolvere problemi complessi, a partire dalla valorizzazione delle potenzialità del quantum computing, non solo come nuova frontiera per la ricerca, ma anche come propulsore di una nuova ulteriore rivoluzione produttiva, che fin da ora va ideata, progettata, sperimentata.
16,50

Vita di Chopin

Vita di Chopin

Franz Liszt

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 250

Franz Liszt sentì suonare per la prima volta Chopin il 26 febbraio 1832 a Parigi, nel primo concerto tenuto dal musicista polacco nella capitale francese e, con la straordinaria generosità e curiosità intellettuale che gli era propria, gli aprì le porte della Parigi colta, divenendone il più grande amico e protettore. Nel 1851, a meno di due anni di distanza dalla morte di Chopin, uscì questo libro che, più che come una biografia, si presenta piuttosto come un eccezionale ritratto dal vero. Nessuno, del resto, meglio di Liszt avrebbe potuto conoscere e capire Chopin: e non solo dal punto di vista musicale, entrambi essendo tra i principali innovatori dell'arte concertistica e gli indubbi creatori della figura del moderno concertista; ma anche dal punto di vista strettamente umano, e in questo senso la vita di Chopin è uno degli esempi più alti di quella identificazione romantica tra arte e vita che segnerà intere generazioni. Liszt si rivela così non solo, com'è naturale, eccellente critico musicale, ma anche finissimo e attento testimone della straordinaria storia d'amore che legò Chopin a George Sand, offrendo un ritratto a tutto tondo anche di questa splendida figura di donna e del suo tormentato rapporto con il grande musicista. Prefazione di Piero Rattalino.
18,00

Alcool. Testo francese a fronte

Alcool. Testo francese a fronte

Guillaume Apollinaire

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 252

L'apparizione di "Alcool" nel 1913 fu un vero avvenimento non solo per la poesia francese di quell'epoca, ma per l'intera poesia novecentesca. Basti pensare che in quello stesso anno Apollinaire diede alle stampe i suoi celebri saggi sulla pittura moderna e sui pittori cubisti, che avevano contribuito non poco a fare di questo scrittore, figlio di padre italiano d'origine svizzera che mai lo riconobbe, e di madre polacca, arrivato a Parigi già quasi ventenne, il principale promotore delle nuove idee estetiche. In un certo senso, tuttavia, questo aspetto certamente importante dell'opera di Apollinaire ha rischiato negli anni di darne un'immagine un po' riduttiva. Apollinaire è stato un grande poeta anche indipendentemente dal suo coinvolgimento nei movimenti artistici di quegli anni, un poeta che rappresenta forse il più esemplare punto d'incontro tra tradizione e avanguardie; e da questo punto di vista, rileggere oggi la sua opera poetica, e in particolare "Alcool" in tutta la sua versatilità compositiva, è forse il modo migliore per rifare i conti con un autore la cui influenza è rimasta centrale in tutta la successiva poesia. Come scrive Fabio Scotto accompagnando questa sua traduzione, "Alcool" va a situarsi «a cavallo fra tradizione, lirismo, modernità e avanguardia, soddisfacendo nel contempo le esigenze del lettore popolare, che vi trova ballate rimate prossime alla tradizione medievale, così come quelle del lettore più esigente e colto, che qui si confronta con testi innovativi e sperimentali ricchi di rimandi mitologici a varie culture e dai tratti spesso esoterici»; una disparità di modi che se da un lato ha spesso disorientato la critica, dall’altro è essa stessa rappresentativa non solo del cantiere poetico di Apollinaire, ma anche del senso più veritiero della sua opera.
19,50

L'angelo azzurro

L'angelo azzurro

Heinrich Mann

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 208

“L’Angelo Azzurro” è il nome del locale di varietà dove si esibisce una licenziosa ballerina di cui si innamora follemente un anziano professore di liceo, odioso e dispotico, strenuo difensore dell’ordine borghese. Il professore trasforma Rosa Fröhlich, la ballerina, in una creatura quasi ultraterrena, in cerca di riscatto, come del resto lui stesso, deriso e disprezzato dai suoi alunni, che hanno persino storpiato il suo nome, Raat, facendolo diventare Unrat, vale a dire “pattume”, “immondizia”. Il romanzo è la storia della sua perdizione, e insieme uno splendido, impietoso affresco della Germania guglielmina, con la sua ipocrisia, la sua morale doppia e contraddittoria, avviata da lì a pochi anni alla catastrofe della Prima guerra mondiale. Due anni dopo il grande successo della trasposizione cinematografica che ne fece Josef von Sternberg (1930), la nuova edizione del romanzo assunse lo stesso titolo del film: non più “Il professor Unrat o la fine di un tiranno”, ma “L’Angelo Azzurro”, nel segno dell’indimenticabile Marlene Dietrich nella parte della ballerina.
18,50

La casa del dolore. 1943-1944

La casa del dolore. 1943-1944

Geneviève de Hody

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 320

Queste memorie dal carcere militare di Clermont-Ferrand, tradotte qui per la prima volta, offrono ai lettori italiani un commovente spaccato di quella che è stata la Resistenza in una Francia che, a partire dal 25 giugno del 1940, aveva conosciuto la brutale occupazione nazista e il vergognoso collaborazionismo del governo di Vichy. Il 2 novembre del 1943, Camille de Hody e la moglie Geneviéve Utard vengono arrestati e tradotti in prigione, a causa della denuncia del padrone di casa, membro della Milizia filotedesca. Da quel giorno, Camille e Geneviève, che hanno dovuto lasciare le loro tre figlie, condividono il destino di tanti altri prigionieri, vivendo la dura realtà della prigione, in attesa di una liberazione più volte preconizzata ma sempre irrimediabilmente delusa, fino alla tragica separazione, quando Geneviève lascia il carcere e Camille viene invece mandato come prigioniero politico al campo di deportazione Royallieu-Compiègne e da lì a Mauthausen, dove troverà la morte il 12 aprile del 1945, a tre sole settimane dall’arrivo degli americani. Questi ricordi di Geneviève ricostruiscono l’angoscia di quei giorni, offrendoci straordinari ritratti dei personaggi incontrati: gli altri prigionieri, certo, ma anche le guardie, i soldati e gli ufficiali della Wehrmacht, le SS, i traditori collaborazionisti… Sono pagine di grande spessore umano, ma non solo: Geneviève Utard de Hody sente soprattutto il bisogno di darci la sua testimonianza più completa: dolorosa, certo, e dagli sviluppi ancora più tragici, ma senza rinunciare a raccontarci anche le poche oasi di pace, gli ultimi giorni vissuti accanto al marito, la grande solidarietà tra i detenuti; e tutto senza mai indulgere nel facile sentimentalismo, ma con una sobrietà, e persino con un’ironia, davvero sconvolgenti. Il destino ha voluto che fosse una delle tre figlie – la più piccola, Edith, da tanti anni residente in Italia (e ben nota per la sua attività artistica e di scrittrice) – a raccogliere e tradurre queste memorie, che restano, come scrive François Georges Dreyfus nella prefazione, «un documento di prim’ordine tra le grandi testimonianze della storia dell’occupazione». Prefazione di François Georges Dreyfus.
25,00

Viaggio in Etiopia e altri scritti africani

Viaggio in Etiopia e altri scritti africani

Curzio Malaparte

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 188

Inviato in Africa dal «Corriere della Sera» tra il gennaio e l’aprile del 1939, Curzio Malaparte sbarca a Massaua, visita l’Eritrea e, attraversando il territorio Amara e il Goggiam, arriva ad Addis Abeba. Nel corso di un viaggio lungo circa 6000 chilometri, percorsi in parte a dorso di mulo, partecipa anche alle operazioni militari contro la resistenza anti-italiana, guadagnandosi nella caccia ad Abebè Aregai, il più celebre patriota dell’Etiopia centrale, una croce di guerra al valor militare. Nei progetti dello scrittore quel viaggio avrebbe dovuto documentare la creazione in un “paese nero” di un “impero bianco”, e celebrare le glorie del regime offrendo a Malaparte una possibilità di riscatto politico dopo gli anni passati al confino. Ma lo scrittore si accorse ben presto che quell’esperienza gli offriva qualcosa di più e di molto diverso: da un lato, la scoperta di un’Africa del tutto inattesa, complessa e affascinante, e dall’altro la testimonianza di una vicenda militare anticipatrice della guerra ormai vicina, ma per gli italiani d’Africa e per lo stesso Malaparte del tutto inattesa. Questo scritto costituisce dunque non solo un reportage di grande fascino, ma l’occasione per comprendere un passaggio ancora non sufficientemente esplorato della nostra breve esperienza coloniale.
18,50

Tenente Gustl

Tenente Gustl

Arthur Schnitzler

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 80

«Sensazione che si tratti di un capolavoro»: così annotava nel suo diario Arthur Schnitzler a proposito di questa breve opera, ‘Tenente Gustl’, scritta di getto dal 14 al 19 luglio del 1900. E in effetti, anche al di là della sua bellezza, Schnitzler sperimenta qui per la prima volta una delle caratteristiche più originali della sua narrativa, l’uso esclusivo del monologo interiore, come si ritroverà anche in un altro suo capolavoro del 1924, ‘La signorina Elsa’. Attraverso questo monologo, Schnitzler ci mostra il dramma psicologico del protagonista nel corso di circa otto ore, un’intera notte, dal momento in cui riceve un’offesa da un semplice fornaio al momento in cui viene a sapere quello che non può immaginare e che agisce su di lui come una sorta di colpo di spugna finale; eppure la notte, che Gustl lo voglia o no, non è trascorsa invano: l’uomo ha dovuto fare i conti con se stesso e si è trovato improvvisamente solo e nudo in tutta la sua debolezza, in balia di pensieri più forti di lui, incapace di prendere qualsiasi decisione che, in un modo o nell’altro, gli si sarebbe rivelata fatale. Ma nel racconto di Schnitzler, come è stato giustamente osservato, psicologia individuale e patologia sociale si confondono; e la Vienna affascinante in cui si svolge il notturno pellegrinaggio di Gustl è già anche quella dell’uomo europeo nell’ingannevole bonaccia che precede il 1914.
9,00

Noa Noa

Noa Noa

Paul Gauguin

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 112

Nel 1891 Paul Gauguin arriva a Tahiti, dove si fermerà per tre anni e dove ritornerà nel 1895, dopo un breve, penoso rientro in Francia. Tahiti e, più tardi, le Isole Marchesi sono l’approdo definitivo, quasi inevitabile, del suo percorso umano ed artistico, lontano dalle regole e dai preconcetti di una ‘civiltà’ che l’artista non riesce più ad accettare. Gli anni di Tahiti rappresentano così senza dubbio il periodo più fecondo della sua intera esistenza. Gauguin va alla scoperta dell’anima tahitiana, del profumo (noa-noa significa appunto ‘che profuma’) di quella nuova e insieme antica civiltà con la quale vorrebbe fondersi. Ed è Teura, la tredicenne sposa tahitiana, a guidarlo; la dolce, piccola Teura, quasi una sacerdotessa di quel magico, inestricabile paradiso: «È entrata nella mia vita al momento giusto: più presto forse non l’avrei capita e, più tardi, sarebbe stato troppo tardi. Ora sento quanto l’amo e, grazie a lei, penetro finalmente misteri che fino a qui mi restavano ribelli». Prefazione di Victor Segalen.
9,50

Ultime poesie d'amore

Ultime poesie d'amore

Paul Éluard

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2023

pagine: 248

"Sotto il titolo 'Derniers poèmes d'amour' sono stati raccolti in Francia, nel 1962, quattro volumetti di poesie scritti e pubblicati da Éluard tra il 1946 e il 1951. Non si tratta esclusivamente di poesie d'amore, ma l'intitolazione può essere di buon grado accettata poiché rispecchia fedelmente una delle costanti eluardiane più sicure: la costante sentimentale. Anche se molte di queste poesie non sono state scritte per una donna, ma in occasione della morte di una donna e nel ricordo di lei, il fatto sentimentale rimane sempre sotteso, indispensabile. L'«amore» di Éluard, infatti, non è mai un amore individuato, anche se assume quasi sempre l'aspetto di amore per una donna: è l'amore per la donna, l'amore per tutte le donne; un amore che deborda, oltrepassa dei margini precisi, fino a diventare sempre meno specifico, verso ideali più ampi. Un amore universale, fraterno, che, in definitiva, non senza perplessità, abbraccia e coinvolge ogni fatto umano e poetico." (Dalla prefazione di Vincenzo Accame)
18,50

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