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Ombre Corte: Culture

Muse ribelli. Complicità e conflitto nel sentire al femminile

Muse ribelli. Complicità e conflitto nel sentire al femminile

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 139

Nella cultura contemporanea la nozione di "musa" ha abbandonato il suo profilo enigmatico, per assumere quello monotematico di ispiratrice "senz'anima". E identificata con una figura femminile cui è demandato il compito/ruolo di alleviare le fatiche intellettuali del maschio protagonista, sia esso poeta, scrittore, artista o pensatore. Le "muse ribelli" sono quelle personalità che, condividendo un'esperienza di vita accanto al poeta, allo scrittore e all'artista, non mitigano, ma accendono le passioni entrando in competizione con il compagno sul piano dell'emotività estetica e del sapere. Figure soglia, personaggi concetto nei quali si manifesta un sentire eccessivo che non si esplica in "morte" opere, ma in atti di vita o di morte: epifanie di donne autonome. Le "muse ribelli", la cui storia non soltanto affettiva è narrata nel libro, sono Denise Klossowski, Asja Lacis, Lou-Andreas Salomé, Wanda von Sacher-Masoch, Ulrike von Lewetzov, Laure (Colette Peignot), Nadia Baraden, Irma Seidler, Mary Wollstonecraft Shelley, le antiche etere. Il volume si chiude con una intervista alla scrittrice svizzera Rose-Marie Pagnard.
14,00

Iconologia del potere. Rappresentazioni della sovranità nel Rinascimento

Iconologia del potere. Rappresentazioni della sovranità nel Rinascimento

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 237

Il rapporto dialettico fra parola e immagine è una costante del tessuto semiotico di ogni cultura. Questo assunto teorico trova compiuta espressione nel rapporto complementare fra parola legale e immagine nel contesto della rappresentazione del potere nel Rinascimento. Il concetto di rappresentazione, che riguarda tanto l'ambito sociale quanto quello culturale, esprime un'interazione dialettica fra l'immagine e la realtà rappresentata. Il potere non è solo l'oggetto della rappresentazione ma anche la condizione fondante la rappresentazione stessa: è attraverso i simboli, le immagini, le forme di apparenza e rappresentazione della legge nella sfera pubblica che l'autorità viene percepita e riconosciuta come atto legittimo del sovrano. Nei saggi presentati nel volume, il termine "immagine" viene articolato come espressione sia delle arti figurative (quali la pittura) che delle arti performative (quali il teatro e la danza) e della letteratura (in particolare il genere dei tombeaux), fino a includere l'immagine di sé che i regnanti propongono in ambito sociale e artistico. Le tecniche rappresentative della dimensione giuridica si rivelano finalizzate al compimento di precise progettualità politiche e all'istituzione di complesse dinamiche tra diritto, immagine, identità sociale e individuale.
22,00

I corpi di mezzo. Biopolitica, differenza tra i sessi e governo della specie

I corpi di mezzo. Biopolitica, differenza tra i sessi e governo della specie

Angela Putino

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 148

Il pensiero femminista muove dai corpi, che coniuga al plurale senza cercarne una sintesi. E su questa acquisizione che si innestano le riflessioni che Angela Putino ha dedicato al biopotere e alla biopolitica, intervenedo con una posizione originale nel dibattito che vede coinvolti i maggiori filosofi e teorici della politica italiani. Nella prospettiva dell'autrice, i corpi non sono dunque un mero e indistinto dato biologico, né quell'essere comune sul quale si fonda la politica: i corpi, infatti, "sono sessuati oltre la biologia perché toccati dal senso, in lotta con dispositivi, resistenti alle distribuzioni normalizzanti, o anche presi al laccio di determinazioni di identità e di ruolo. I corpi sono sessuati perché sentono tutti questi contatti e sono sessuati perché dicono l'esistenza nel loro aver luogo. Non c'è un oltre; non c'è un corpo globale che quale essenza li raccolga. I corpi sono eternamente sessuati". Questo il punto di rottura del femminismo: aver proposto una politica dei corpi nell'epoca in cui la vera posta in gioco del potere è la governamentalità del vivente. Se la biopolitica stabilisce che cos'è il vivente e a quali procedure normative e di cura sottoporlo, Putino ne individua - incrociando l'ultimo Foucault e il femminismo - il punto di resistenza in un "partire da sé", in un divenire "parrhesiastes" di se stessi, cioè soggetti in grado di dire la verità su di sé.
15,00

Alì fuori dalla legge. Migrazione biopolitica e stato di eccezione in Italia

Alì fuori dalla legge. Migrazione biopolitica e stato di eccezione in Italia

Andrea F. Ravenda

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 234

Nella primavera del 1959 il giovane Ali decide di imbarcarsi clandestinamente su un mercantile che da Orano, in Algeria, lo avrebbe portato a Marsiglia, in Francia. Trascorsi oltre quarant'anni, vissuti tra Francia, Germania e Italia, l'uomo, oramai sessantenne e privo di permesso di soggiorno, si trova trattenuto in un centro per migranti in Puglia. La straordinarietà del percorso migratorio di Ali, in rapporto alle complesse relazioni politiche, economiche, umane e di violenza, proprie del centro di trattenimento, s'intreccia con la storia di un territorio che negli anni Novanta del secolo scorso è stato lo scenario della grande migrazione albanese in Italia. Il libro è l'esito di una ricerca sul campo, condotta in Puglia all'interno di due Centri di permanenza temporanea, oggi Centri di identificazione ed espulsione. Confrontandosi con il contemporaneo dibattito antropologico, filosofico e giuridico sul tema delle migrazioni, esso analizza i processi istituzionali e i modi di produzione delle categorie di "legalità" e "illegalità". Il rapporto fra migranti e istituzioni italiane è osservato all'interno delle pratiche quotidiane, e al contempo eccezionali, di "accoglienza" e di "espulsione", in una prospettiva etnografica dalla quale emerge la dimensione biopolitica del governo delle migrazioni transnazionali: una politica dei corpi il cui trattenimento coercitivo all'interno dei centri ne costituisce l'aspetto paradigmatico.
22,00

L'etica della crudeltà. Antonin Artaud alle radici del contemporaneo

L'etica della crudeltà. Antonin Artaud alle radici del contemporaneo

Mariafrancesca Moroni

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 110

È lecito pensare che la crudeltà abbia un'etica? In quanto essere umani, l'etica dovrebbe appartenerci, dunque perché legittimarla attraverso la crudeltà? In Antonin Artaud il tema della crudeltà, a volte esplicito, a volte sotteso, è il filo rosso che segna la continuità della sua opera, che si snoda in una serie di ripetuti rimandi tra l'interesse metafisico-cosmogonico, artistico-linguistico ed etico. Muovendo da questo nodo tematico, il lavoro di Moroni intende fornire un contributo alla lettura di alcuni passaggi dell'opera e della vita di uno dei personaggi più discussi e controversi della prima metà del Novecento. I pensatori più originali della modernità hanno dialogato con Artaud in un gioco di interpretazioni, rimandi e costellazioni di senso. L'Artaud artista folle e l'Artaud teorico tragico si incontrano sul difficile terreno dell'etica, improntando lo sviluppo di essa e la conoscenza della natura umana sul controverso concetto di crudeltà: crudeltà fisica, mentale, subita o esercitata, crudeltà gioiosa, necessaria ombra della vita. L'arte e la sua teorizzazione coagulano questo gioco e lo innestano alle radici della consapevolezza del sentire contemporaneo, esplorandolo.
12,00

Il custode del vuoto. Contingenza e ideologia nel materialismo radicale di Louis Althusser

Il custode del vuoto. Contingenza e ideologia nel materialismo radicale di Louis Althusser

Fabio Raimondi

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 347

Attraverso la produzione di una teoria dell'ideologia innovativa rispetto a quella di Marx, Engels e Gramsci, grazie a un impiego non ortodosso della psicanalisi lacaniana, Althusser ha cercato di contribuire alla costruzione di un marxismo in grado di rispondere in modo propositivo ai fallimenti della politica staliniana e alle sfide della guerra fredda. L'esito è l'abbozzo di una filosofia nuova, soprattutto in ambito politico, il cosiddetto "materialismo aleatorio", che è una filosofia della contingenza relativa. Combinando in particolare Lucrezio, Machiavelli, Spinoza, Marx, Engels, Lenin e Mao, ma anche Gueroult e Bachelard, Althusser ha proposto una spiegazione della nascita della società e dello Stato che non si richiama né al giusnaturalismo né al contrattualismo e che, senza limitarsi alla violenza, fa dell'ideologia (persuasione senza costrizione) un dispositivo necessario, il cui compito è trasformare gli individui in soggetti per far loro assumere i ruoli sociali indispensabili al funzionamento della macchina produttiva. Al di là di ogni funzionalismo però, questa pratica, attraversata dalla politica (lotta di classe), rende possibili delle deviazioni, occasioni per trasformazioni più o meno radicali.
29,00

Offshore. Paradisi fiscali e sovranità criminale

Offshore. Paradisi fiscali e sovranità criminale

Alain Deneault

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2010

pagine: 153

I paradisi fiscali non sono un altrove della finanza, dove i capitali fuggono e i loro titolari evadono, come se questo esodo sfociasse in economie parallele che ci si ostina a presentare come marginali e anomale. Queste metafore non colgono la realtà dei paradisi fiscali, il loro essere organismi politici sovrani che si sviluppano offshore e concentrano la metà delle riserve mondiali di denaro. I fondi ammassati in questi luoghi non vanno più pensati come dei malloppi accumulati da finazieri rapaci e da imbroglioni della grande industria, né alla stregua degli avari che accumulano i soldi per poterli contemplare in segreto. Al contrario, questo denaro "lavora", e senza nessun ostacolo, dal momento che è contabilizzato offshore. Con queste nuove sfere di potere crescono fortune sospette e ibridazioni ambigue i cui effetti si fanno sentire direttamente nei nostri Stati cosiddetti democratici. Non si tratta semplicemente di evasione fiscale. Ridurre il problema offshore a questo fenomeno significa anzi trascurare il modo in cui le fughe di capitale consentono il finanziamento di organizzazioni, società, attori, così come di strutture attraverso le quali è sempre più facile dominare gli Stati di diritto e gestire fuori dalla legge le loro politiche private. Frodare il fisco non significa solo ridurre i costi per aumentare le rendite; significa anche colpire le istituzioni pubbliche, e di conseguenza la stessa nozione di bene pubblico, per costruire offshore dei poli di decisione occulta.
17,00

Operazione Alitalia. Affari e politica: un modello per il capitalismo

Operazione Alitalia. Affari e politica: un modello per il capitalismo

Luca Baiada

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2010

pagine: 187

Luca Baiada ricostruisce minuziosamente retroscena, intrecci, protagonisti e comprimari di una vicenda che ha segnato un punto di svolta nelle relazioni sociali, nei rapporti tra interessi economici e affarismo politico, prospettandosi come un vero e proprio modello per altre imprese in difficoltà. Come leggere altrimenti il caso Tirrenia, se la stessa Corte dei conti, nell'esprimere le sue preoccupazioni, fa riferimento proprio all'Alitalia? E come non cogliere nelle intenzioni dell'amministratore delegato della Fiat, ossia nella volontà di costituire una nuova società per aggirare i contratti nazionali, l'ombra lunga della stessa vicenda Alitalia, ombra che oggi sembra minacciosamente allungarsi anche su altre crisi aziendali? Dentro la preoccupante congiuntura politica ed economica che da qualche anno deprime e devasta il nostro paese, l'operazione Alitalia sembra costituire un esito conseguente e una sorta di paradigma per un capitalismo sempre più assistito e in preda al cannibalismo. Ritornare su quella vicenda, dunque, non significa guardare indietro, ma cogliere ciò che ci potrebbe prospettare il futuro se non saremo in grado di invertire la rotta.
18,00

La produzione del genere. Ricerche etnografiche sul femminile e il maschile
15,00

Dalla diaspora, voci in contrappunto. Hannah Arendt ed Edward W. Said nel conflitto sionista-palestinese

Dalla diaspora, voci in contrappunto. Hannah Arendt ed Edward W. Said nel conflitto sionista-palestinese

Eugenia Parise

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2010

pagine: 151

Attraverso le vicende biografiche, intellettuali e politiche di Hannah Arendt, un'ebrea tedesco-americana, e Edward Said, un palestinese americano, l'autrice ripercorre alcuni momenti significativi del conflitto che, fin dagli anni Venti del Novecento, ha contrapposto le aspirazioni sioniste (che porteranno nel 1948 alla nascita dello Stato di Israele in Palestina) alle reazioni del popolo palestinese alla espropriazione della propria terra. Con voci diverse, Arendt e Said hanno raccontato la storia di quel conflitto e la sua genesi, tragicamente intrecciata alle vicende europee di fine Ottocento (segnate da imperialismo, nazionalismo e antisemitismo) e della prima metà del Novecento (primo conflitto mondiale e nazismo). Alle profetiche previsioni di Arendt, che sin dagli anni Quaranta temette un esito catastrofico dell'avventura sionista, si affianca, in contrappunto, la voce di Said che, pur denunciando l'originaria ingiustizia storica subita dal popolo palestinese - che ancora attende almeno un risarcimento morale -, ritiene sia possibile arginare la catastrofe che abita in quel disgraziato lembo di terra mediorientale, purché la pace sia coniugata con la giustizia, al di là delle truffaldine formule degli accordi di Oslo che, costruite dagli israeliani e dagli americani, hanno fatto sì che il conflitto si incancrenisse e la tragedia del popolo palestinese si aggravasse. Un ammonimento per l'oggi?
15,00

I volti di Marte. Raymond Aron sociologo e teorico della guerra
22,00

Il lavoro invisibile. Intrecci e peripezie di un'alternativa alla logica manageriale

Il lavoro invisibile. Intrecci e peripezie di un'alternativa alla logica manageriale

Giorgio Callea

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2010

pagine: 262

Può un'impresa sociale cooperativa resistere alla sfida del mercato senza cedere alle lusinghe di un'organizzazione del lavoro incentrata sulla gestione manageriale delle risorse umane? Può un servizio qualsiasi rispondere ai criteri della qualità senza diventare anonimo, rispettando la soggettività e la dignità di ognuno, al di là della distinzione tra i paganti e i pagati? E la psicoterapia istituzionale, una pratica del secolo scorso incentrata sulla valorizzazione della responsabilità individuale nel funzionamento di un collettivo, è ancora proponibile in una situazione generale di concorrenza nel libero mercato? Partendo dal recupero di aree dismesse, una cooperativa in Franciacorta ha avviato un progetto di sviluppo economico locale finalizzato alla creazione di posti di lavoro e all'inserimento lavorativo di pazienti psichiatrici. Da vent'anni l'avventura procede tra alti e bassi, deviazioni e correzioni di percorso nel tentativo di ricreare ogni giorno un ambiente sufficientemente accogliente per garantire uno spazio di inclusione sociale, alla continua ricerca di un equilibrio tra economia di mercato e lavoro protetto.
23,00

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