Vita e Pensiero: Transizioni
Salviamo la cosa pubblica. Tattiche per la rianimazione delle istituzioni
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2024
pagine: 208
Cosa pubblica: un concetto quanto mai in bilico oggi, considerate le sempre più pervasive infiltrazioni di logiche privatistiche nel funzionamento delle istituzioni e il conseguente ricorso a una modellistica di tipo protocollare incapace di entrare in risonanza con la domanda del cittadino. Eppure le istituzioni sarebbero per vocazione presìdi di civiltà, luoghi in cui forgiare o medicare la nostra umanità, centri di accoglienza della vita, all'occorrenza vere e proprie unità di crisi; e, oggi più che mai, polmoni di una società depauperata di valori civili e in drammatico debito di ossigeno. Come rimettere al centro del dibattito la loro natura di Cosa pubblica, mantenendole in costante dialogo con i territori e le comunità? Alla luce del patrimonio di culture e pratiche consegnatoci dalla nostra storia passata e nella consapevolezza di non poter più contare su salvataggi ‘dall'alto', gli autori di questo volume sviluppano un inedito dialogo tra le loro diverse competenze – filosofico-sociologiche da un lato e psicanalitico-terapeutiche dall'altro – affrontando una serie di questioni cruciali: da un profondo e critico ripensamento della funzione della leadership alla necessità di delineare un'etica delle pratiche d'équipe realmente istituente, fino alla scommessa di una formazione non meramente professionale, ma capace di far percepire a chi opera nelle istituzioni l'importanza e la nobiltà del proprio lavoro. Perché la Cosa pubblica – che riguardi, come gli autori ci mostrano anche con riferimenti concreti, la politica come la scuola, l'economia come la pratica terapeutica – è sempre espressione della Cosa per eccellenza, quello specifico umano intessuto di riconoscimento reciproco che chiamiamo comunità civile.
L'epoca dell'intranquillità. Lettera alle nuove generazioni
Miguel Benasayag, Teodoro Cohen
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2023
pagine: 144
I giovani d'oggi crescono con la consapevolezza di un mondo in continua distruzione: estinzione o rischio d'estinzione per la maggior parte delle specie, catastrofi naturali, riscaldamento climatico, inquinamento, pandemie, etc. La tristezza, la paura e l'angoscia sono entrate nei nostri corpi, perfino nei bambini. Come agire e pensare in mezzo a questo caos? Come vivere questa epoca tragica ed “eroica” al tempo stesso? Provano a rispondere Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista argentino, «un “veterano” che ha vissuto e sperimentato tanto», e Teodoro Cohen, giovane laureato della Sorbona, membro del Collectif Malgré Tout: «Questa lettera indirizzata ai giovani vuole essere un gesto di amicizia, una mano tesa verso chi vivrà, più di tutti, le conseguenze di un mondo oscuro». Rifiutando le tendenze apocalittiche e quelle depressive che dichiarano lapidariamente che “è tutto finito”, gli autori cercano di capire «con umiltà e sforzo, per dove continua la vita». Sviluppare alternative, creare nuovi modi di vivere e di relazionarsi agli altri e al contesto: un libro per tendere la mano a chi, “sentendo” in modo profondo il mondo e l'epoca, “preferisce di no”.
Il desiderio. Non siamo figli delle stelle
Silvano Petrosino
Libro: Copertina morbida
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2019
pagine: 94
Quello del desiderio è un tema caldo nel dibattito attuale, oggetto di analisi riguardo alle sue modalità e anche di interessata attenzione da parte della società dei consumi. In questa arena di discussione il filosofo Silvano Petrosino si inserisce con un approccio nuovo, cercando vie d'indagine che escano dal seminato della riduzione banale. In continuo dialogo con il pensiero di Heidegger, Sartre, Kojève, Lévinas e soprattutto Lacan, egli arriva a rintracciare nel desiderio quel particolare modo di essere dell'umano che lo distingue da tutti gli altri viventi, quella 'stranezza' già riconosciuta dai tragici greci che rimanda a una 'mancanza' incolmabile, ben diversa dall"assenza' del bisogno, che invece può essere colmata e soddisfatta. Il desiderio si manifesta dunque come tensione a un qualcosa d'altro mai racchiudibile nel possesso, una tensione in cui troviamo la radice stessa dell'identità dell'umano, sempre aperta a un'eccedenza che spiazza ogni pretesa di dominio. E in questa sorprendente, libera e positiva 'scena umana' abitata dalla mancanza radicale si apre infine la possibilità di pensare a Dio, non come colui che spegne il desiderio umano, come riempimento di un vuoto a mo' di tappabuchi, ma come colui che ne è la sorgente e non finirà mai di accrescerlo.
Funzionare o esistere?
Miguel Benasayag
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2019
pagine: 120
Anziani considerati ormai ‘vecchi’, fuori dal ciclo produttivo e soprattutto da quello del consumo. Giovani che non hanno più il diritto di essere giovani, ma sono inseriti da subito nella giostra delle competenze da acquisire, dei risultati da conseguire, con l’imperativo di essere ‘imprenditori di se stessi’. Fragilità umane di tutti noi che vengono stigmatizzate come intoppi nella realizzazione di una felicità del qui e ora, col risultato di impregnarci di angoscia e paura del futuro. Non è lo scenario distopico di un libro di fantascienza, ma il panorama della nostra situazione attuale. Come ci siamo arrivati? Quando abbiamo abdicato alla nostra irriducibilità a una modellizzazione meccanica? Perché abbiamo accettato di diventare un mero ‘bilancio di competenze’ governato da un algoritmo ottimista, e perché ci siamo lasciati convincere che saremo migliori e più felici se ci lasceremo ‘aumentare’ dalle macchine? Ma soprattutto: c’è una via di resistenza a tutto questo? Miguel Benasayag, che da sempre si muove all’incrocio tra psicanalisi, biologia e filosofia e che per il suo essere un resistente ha anche pagato un prezzo personale, come racconta più volte in questo libro, raccoglie l’appello di una società impaurita e le propone una scommessa per un futuro diverso: un futuro di persone singolari, ricche delle proprie diversità, delle proprie qualità e incrinature, che vivono in relazione tra loro. Solo accettando di andare al di là del semplice ‘funzionamento’ della macchina e riguadagnando invece la complessità piena di senso dell’umano, si può tornare a considerare senza angoscia la morte come parte dell’esperienza sapida della vita, a guardare la fragilità del corpo e delle emozioni come ricchezza della relazione con gli altri. E recuperare così uno sguardo aperto verso un futuro che sia sempre meno un risultato e sempre più un cammino, a volte facile e a volte difficile come la vita vera.
Il profumo del tempo. L'arte di indugiare sulle cose
Byung-Chul Han
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2017
pagine: 132
Viviamo in perenne mancanza di tempo. Quasi in apnea, ci affrettiamo per poter fare esperienza di tutto quello che il nostro mondo iperproduttivo ci mette davanti. Accelerare per avere più tempo è diventato l’imperativo della nostra vita. Ma questa ‘epoca dell’affanno’, in definitiva, ci rende ansiosi, stressati, disorientati. L’accelerazione della tecnologia e delle trasformazioni sociali non solo ha annientato lo spazio e la geografia stessa (ogni luogo è a portata di un clic o di qualche ora di aereo), ma ha atomizzato il tempo, lo ha frammentato in tanti ‘attimi presenti’ che si sostituiscono l’uno all’altro, che non conoscono più pause e intervalli, soglie e passaggi, e soprattutto non costruiscono più un’unica storia: la nostra. Perché questa disgregazione riguarda anche la nostra identità, che si impoverisce e si riduce, soffocata dalle proprie attività senza durata. Sono queste le riflessioni che Byung-Chul Han, il filosofo coreano che ama riflettere sull’uomo svelandone la situazione critica di fronte agli stimoli della società contemporanea, mette a fuoco in questo libro dal titolo seducente. Percorrendo in modo originale il pensiero filosofico sul tempo, da Aristotele e Tommaso a Heidegger e Arendt, passando per Hegel, Marx e Nietzsche (ma soffermandosi anche a lungo sull’opera di Proust), egli ci mette di fronte a quella che riassume come un’assolutizzazione della vita activa: la necessità di produrre (e consumare) come forma di realizzazione umana, che finisce per sottrarre all’uomo respiro e spirito. Bisogna allora riguadagnare un posto alla vita contemplativa, nella sua forma più quotidiana e vicina. Vale a dire reimparare a fermarsi, a ‘indugiare’: bellissimo verbo che parla di pause, di ozio meditativo, di sguardo lungo e cordiale sulle cose. In una parola, lo sguardo contemplativo restituisce al tempo il suo ‘profumo’, che è lento e permanente, che sa di ricordo e di memoria. Acquista allora un senso nuovo e smette di essere solo una stravagante curiosità l’orologio ‘a profumo’ dell’antica Cina, cui l’autore dedica pagine piene di poesia, che misura il tempo col bruciare di un profumato sigillo d’incenso: alla fine, resta un’eccedenza speciale, un aroma che riempie lo spazio, che indugia nell’aria in un momento sospeso e denso che apre alla felicità.
Credere nella fiducia
Mark Hunyadi
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2025
pagine: 124
A ben vedere, la fiducia è un tratto strutturale, inevitabile della nostra vita. Anche se non ne siamo consapevoli, il quotidiano stare al mondo è intessuto da atti di fiducia. Se continuiamo a guidare per la nostra strada mentre una vettura arriva in senso opposto è perché abbiamo delle aspettative verso la condotta dell'altro guidatore: pur non avendone la certezza, abbiamo fiducia nel fatto che non sterzerà investendoci. E così capita per tutte le nostre azioni, nei nostri rapporti concreti con le cose e con gli altri. La fiducia ci induce ad agire nel presente sulla base delle esperienze passate, scommettendo sul futuro. Per questo ci costituisce, ben più della volontà, che in fin dei conti dipende da qualcosa che sfugge al controllo. Tale disposizione fondamentale dello spirito umano alla fiducia si è andata via via rattrappendo nell'esperienza dell'individuo moderno, la cui ‘libertà' sottopone ogni cosa alla propria insindacabile volontà. Questa parabola trova compimento nella società digitale, dove la relazione con la tecnologia si sostituisce alla relazione con il mondo. Oggi le aspettative sono affidate alla macchina digitale, che cuce attorno a ciascuno di noi, grazie soprattutto ai social, una sorta di bolla su misura, una solitaria comfort-zone all'interno della quale siamo indotti a credere che saranno soddisfatti i nostri desideri sempre nuovi. È il luogo dell'economia iperconsumista, alimentata dai big data e gestita dall'algoritmo. Come uscire da questa bolla così comoda, da questa forma di ipnosi collettiva? Come ripristinare, nella società del controllo, l'avventura delle relazioni fiduciose senza che esse appaiano un fastidioso inciampo? Sono le domande che queste pagine di Hunyadi suscitano nel lettore. Il suo è più di un libro sulla fiducia: è una persuasiva diagnosi della crisi sistemica in cui si trova la nostra civiltà. Diventarne criticamente consapevoli è già un primo passo per uscirne.
L'intelligenza del sogno. Fantasmi, apparizioni, ispirazioni
Anne Dufourmantelle
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2025
pagine: 124
«Abbiamo dato alla tecnologia i mezzi per disporre dei nostri desideri, regolare i nostri bisogni e anticipare le nostre visioni. Come fare a riprendere il controllo?». Sono parole che Anne Dufourmantelle pone quasi alla fine di questo suo libro, ma che ci indicano chiaramente il pensiero che ne sta all'origine: riscoprire le risorse del sogno non solo quale codice segreto del nostro desiderio (come ci ha insegnato Freud), ma quale guida per la scoperta di un'intelligenza della percezione che ci scavalca e ci converte (e questa è la proposta innovativa dell'autrice, psicanalista che ama andare oltre i pilastri della psicanalisi). Il sogno, al contrario della fantasia e della semplice immaginazione, ma accanto al genio poetico e alla figura dell'angelo, si fa messaggero di una possibile conversione del reale e di noi stessi. Racconta la vita in modo diverso da come fa la memoria. Ricerca la verità aggirando censure e divieti. Permette di formulare domande altrimenti proibite. Invita l'insperato a entrare nella realtà e a piegare il destino. Interpretarlo non è facile, perché scavalca il tempo, il linguaggio, la ragione e persino gli affetti. È un meccanismo ad alta precisione la cui chiave di decifrazione gioca su più registri e spesso nasconde la soluzione in un dettaglio trascurabile o illogico, ma che sarà la porta segreta per accedere a figure inedite di vita reale. Il sogno vede avanti, annunciazione di una trascendenza interiore, presagio di un mondo futuro che non conosciamo ancora ma che portiamo già in noi. È questa l'intelligenza del sogno, ed è offrendoci prospettive inaspettate e feconde che i nostri sogni vegliano su di noi.
Speranza. Passione del possibile
Guido Gili, Emiliana Mangone
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2025
pagine: 264
Ci sono parole che crediamo di conoscere perfettamente perché indicano realtà che fanno parte della nostra esperienza quotidiana. Una di queste è speranza. Come hanno detto in tanti, da Aristotele a oggi, la speranza è un bisogno universale e una struttura della stessa vita umana, perché senza speranza non possiamo vivere. Come esperienza soggettiva essa si esprime in forma di emozione, sentimento, tratto della personalità, abito di azione, virtù. Non è però solo qualcosa che accade ‘nelle' persone, ma anche ‘tra' le persone. Speriamo non solo per noi stessi, ma anche per gli altri, con gli altri e a volte contro gli altri. Persone e gruppi diversi ripongono la loro speranza in realtà diverse: nella vita oltre la morte, nella felicità in questo mondo, nella sicurezza materiale, nell'amore, nella salute del corpo o nel benessere spirituale… E ci sono poi anche le ‘grandi' speranze delle classi sociali, delle generazioni, delle nazioni o dell'intera umanità. Facendo riferimento alle scienze umane e sociali, alla letteratura e alla storia dell'arte, i due sociologi Guido Gili ed Emiliana Mangone percorrono a tutto tondo il tema della speranza interrogandosi, ad esempio, sui suoi caratteri propri; sul rapporto con il desiderio o l'attesa; sulle forme della sua relazione con la trascendenza. E ancora: perché in certe epoche e luoghi la speranza nasce o risorge prepotente, mentre in altri si isterilisce e sembra sparire dall'orizzonte della vita personale e associata? E soprattutto, perché oggi c'è bisogno di speranza, la «passione del possibile», come la definiscono Jürgen Moltmann e Paul Ricoeur?
La scuola dell'anima. Dalla forma dell'educare alla maniera di vivere
Josep Maria Esquirol
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2024
pagine: 200
Josep Maria Esquirol è il filosofo della prossimità. Contro il narcisismo e il solipsismo di questi nostri tempi disorientati e confusi, costruisce una riflessione sull’uomo e il mondo utilizzando, come gli è consueto, una metafora efficace: siamo tutti piccole verticalità che restano in piedi l’una grazie all’altra e nel calore della prossimità e della non-indifferenza riusciamo ad avvertire l’infinito che ci attraversa e a trovare la maniera di rispondergli generando legami e senso. Una cosa può avere un ruolo fondamentale nel coltivare questa attitudine alla risposta, nel sostenere ognuno nel proprio cammino verso una vita matura e feconda: è la scuola, intesa non solo come istituzione, ma, nel suo registro più ampio, come luogo in cui si allena l’attenzione alle cose del mondo e agli altri, un luogo dedicato all’insegnare e all’educare nel loro senso originario di indicare, mostrare e aiutare qualcuno a trovare in sé risorse e modi. È questa la ‘scuola dell’anima’, un’educazione alla cura che può esercitarsi nel luogo concreto di un edificio scolastico, ma che può anche durare tutta la vita, con la porta aperta per tutti e per ogni età. «Andare a scuola. Trovarvi qualcuno che ti aiuta a vedere che puoi, che sei origine. Prestare attenzione alle cose e cominciare a scorgere la profondità del mondo. Diventare manovale del mondo. Sostenere gli altri. Persistere e rispondere alla rivelazione del mondo e della vita. E trovare, così, la buona maniera di vivere».
Letture. La verità della finzione
Silvano Petrosino
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2024
pagine: 240
L'esperienza umana, l'esclusivo modo di esistere delle donne e degli uomini, non coincide mai con la semplice vita, ma è frutto dell'intrecciarsi di segni, sogni, simboli, fantasmi, paure, rimorsi, aspettative, immaginazioni, speranze, illusioni, propositi, sensi di colpa… che accompagnano come un'ombra ogni istante del vivere. Parlare di questa trama aggrovigliata e densa, e della sua logica eccentrica che pure governa il vissuto più profondo, è un'impresa temeraria. Eppure c'è un segmento dell'espressione umana che non si tira indietro di fronte al compito di rispondere a questa esigenza insopprimibile di senso. È la grande letteratura, che presta la propria voce per dire qualche verità su quel tratto umano distintivo spesso assente nei discorsi della scienza, forse anche perché non riducibile totalmente ad essi. E lo fa ricorrendo al suo strumento più raffinato: la finzione, unico e peculiare modo di parlare del segreto dell'essere umano, di far emergere e salvaguardare le testimonianze relative a ciò che dell'umano è l'essenziale. A questa modalità di espressione si accosta il filosofo Silvano Petrosino, dedicando i saggi qui raccolti a opere di grandi autori, da Céline a Conrad, da Manzoni a Kafka, da Joyce a Yourcernar e altri, senza lasciarsi distrarre dal frastuono che accompagna i proclami dell'intelligenza artificiale e le scoperte delle neuroscienze, e dalle chiacchiere che provengono dal mondo social, ma continuando a prestare ascolto a quella parola letteraria che insiste nel testimoniare l'irriducibile appello di interrogativi già lanciati da Nietzsche: che cosa abbiamo veramente vissuto? Chi siamo noi in realtà?
In difesa del segreto
Anne Dufourmantelle
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2023
pagine: 176
È proprio vero che tutto deve essere mostrato, detto, visto? Che dobbiamo vivere costantemente in vetrina? È proprio vero che la trasparenza è la condizione della verità e il segreto ne è il nemico? È lo spirito del nostro tempo, l'imperativo assegnatoci dalle tecnologie dell'iperconnessione e dalla pressione del Super-Io sociale. Ma noi non siamo così. E questo non è un destino. C'è in ognuno di noi un'interiorità inviolabile, chiusa nelle segrete di noi stessi. Un giardino segreto che è il nostro luogo di possibile rinascita e di libertà. Su questo segreto costituente si posa lo sguardo di Anne Dufourmantelle, poetico nel toccare le corde delle nostre esperienze più intime, acuminato nel disvelare i meccanismi sociali e politici che cercano di scardinarlo o negarlo, preciso nel ricostruirne la storia attraverso l'arte, la letteratura, la filosofia, la psicanalisi, fino a riportarci al cuore fondamentale del segreto. Che non solo trauma da far emergere per guarire, non è un codice da decifrare o un firewall da penetrare, ma un'entità dinamica e potente, che può rivelarsi traccia sepolta di un'antica felicità, che va di pari passo con la verità, mai esposta ma sempre velata e da svelare. Che è radice di ogni cambiamento e metamorfosi: nel passaggio dalla crisalide alla farfalla, come nell'ingresso nell'età adulta o nella creazione di un'opera d'arte. Che è prossimo al mistero, promessa annunciata nelle parole dei profeti. Torniamo a coltivare il nostro giardino segreto, ci dice Dufourmantelle, per crescere e vivere nella libertà interiore, ma aperti anche al suo svelamento e in ascolto del giardino altrui. È qui che il segreto custodito può a sua volta svelarsi come custode del nostro intimo più profondo, forma di ospitalità che apre all'intelligenza del mondo e della vita.
Lolita, Teheran e noi
Emanuele Trevi, Luciano Manicardi, Claudia Mazzucato
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2023
pagine: 112
Esattamente vent'anni fa, la scrittrice iraniana Azar Nafisi pubblicava "Leggere Lolita a Teheran", divenuto ben presto un best-seller internazionale. Il libro racconta di un seminario clandestino che l'autrice aveva tenuto nel salotto di casa con sette sue studentesse, per leggere e discutere di opere letterarie occidentali, tra cui Lolita di Nabokov. Fu facile per quelle ragazze identificarsi con la protagonista che aveva subito la confisca della propria vita e intimità: la stessa sorte da loro patita per mano del regime instaurato da Khomeini nel 1979. Grazie a quel seminario e alla forza trasformante della letteratura, impararono a maturare piena consapevolezza della propria dignità, a intravedere una strategia di sopravvivenza, se non di resistenza vera e propria. Il racconto della Nafisi risuona oggi più che mai attuale: quello stesso regime sta soffocando nel sangue la rivolta delle giovani iraniane non più disposte a che altri, maschi islamici, decidano della loro vita e dei loro corpi. Lolita di Nabokov e "Leggere Lolita a Teheran" ispirano i contributi raccolti in questo libro, che affrontano i due testi esplorandone le dimensioni letterarie, giuridiche, politiche o inerenti alle dinamiche dell'abuso e della manipolazione. E ci interpellano a farci, come le ragazze di quel seminario, lettori e interpreti non solo della pagina scritta, ma della vita reale. Perché la grande letteratura, quando impatta l'esistenza, è capace di effetti imprevedibili, può illuminare la coscienza, mobilitare energie, ispirare azioni, in Iran come altrove nel mondo, dove si gioca l'oggi delle donne e anche degli uomini, così urgentemente chiamati in causa.

