Aragno: Licenze poetiche
Di questo mondo
Daniela Attanasio
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2013
"Che cosa sappiamo davvero 'di questo mondo'? Le 'voci transitorie' che lo attraversano - inclusa la nostra - sono attendibili, in proposito? Quali notizie ci portano? La vicinanza delle cose è un inganno: 'la loro nuca celibe ha la distanza di un astro fisso / nel cielo del lunotto', si legge in uno dei bellissimi testi dedicati a una giovane coppia a un passo dal matrimonio. 'La distanza di un astro fisso': come a dire, le cose stanno ma restano lontane. Il paesaggio, naturale o urbano, ne è la prova più precisa: la poesia di Daniela Attanasio lo investiga di continuo, talvolta lo assale a furia di aggettivi (vorrebbe trattenerlo in una similitudine), ma fa anche sentire fino in fondo la nostra disappartenenza. Abitiamo le isole, le città, ma il fatto stesso di contemplarle ci rammenta la nostra posizione di estranei, di esseri 'integri e guasti', guasti perché transitori. Dove finisce il me stesso che abitava questo luogo, un giorno, un mese, un anno fa?" (Paolo Di Paolo)
Il letto vuoto
Alberto Bertoni
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2012
Il nuovo libro di poesie di Alberto Bertoni, il settimo di una storia compositiva cominciata negli anni Ottanta (e il secondo pubblicato da Aragno, a nove anni di distanza da "Le cose dopo"), prende le mosse dall'esperienza diretta degli anni di demenza vissuti dalla madre dell'io narrante. Ma poi si allarga ad altri, meno chiusi, orizzonti, attraverso i modi del viaggio nel tempo e nello spazio, aggiungendo alla voce poetica propria dell'autore, che riconosce i suoi modelli di scrittura nelle opere in versi di Sereni, di Giudici, di Bevilacqua e di Cucchi, un approdo nuovo alla scrittura in prosa: vero e proprio contrappunto ai testi più tradizionali.
Il dileguante
Luca Archibugi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2011
I poli del libro sono la sezione "Quota madre", che ne è baricentro strutturale ed emotivo, e quella eponima, che ne sigla la cadenza d'inganno. Da un lato dunque - dal punto di vista dei "sopravvivi" - una poesia del lutto e dell'assenza dell'Altro (secondo la tradizione "madre", è il caso di dire, della nostra lirica: talché non suonano di maniera certi echi di Montale). Di contro, una poesia dell'assenza - e quasi del lutto - di Sé. Non stupirà, nel drammaturgo e critico teatrale, la frequenza di ambientazioni e metafore prese dalla scena.
Chi mi trova mi avverta
Pier Mario Giovannone
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2011
Filastrocche incantevoli, filastrocche incantate, filastrocche incantatrici. Riso e pianto in questo caso vanno a braccetto e arrivano direttamente dal produttore (uomo) al consumatore (uomo). E senza passare dal via.

