Bonanno: Occasioni critiche
Serafino Amabile Guastella. La vita e le opere
Federico Guastella
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2018
pagine: 212
Sulla figura e l'opera di Serafino Amabile Guastella è stato scritto abbastanza. Tuttavia, fino a questo momento, è mancata una monografia completa dei suoi scritti, in grado di abbracciare le diverse configurazioni della sua produzioni: informazioni biografiche e analisi del contesto, estratti bibliografici e critica al testo. Il libro di Federico Guastella viene a colmare questa lacuna, procedendo attraverso un percorso nitido che offre una puntuale contestualizzazione degli spazi socio-culturali in cui il suo illustre antenato muoveva i propri passi. Questo suo saggio aiuta meglio a comprendere i vari tasselli di cui si compone la biografia intellettuale dello studioso dell'Ottocento, lasciando spazi per nuove e altre prospettive interpretative. Un documento prezioso, dunque, parimenti utile tanto a chi ha già dimestichezza con il personaggio-Guastella quanto a chi, per converso, dovesse per la prima volta accostarsi allo scrittore, poeta e antropologo. La notevole quantità di informazioni è offerta con puntualità e dovizia di particolari, oltre al prezioso strumento rappresentato dalla bibliografia critica posta in appendice al volume, che aggiorna quelle pubblicate da altri in passato. Soprattutto, la monografia rappresenta anche un'occasione per riaffermarne il ruolo non riduttivamente localistico esercitato nella storia degli studi letterari e socio-antropologici.
Andrea Camilleri. Guida alla lettura
Federico Guastella
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2015
pagine: 252
L'intento è quello di offrire a chi si accosta agli scritti di Andrea Camilleri gli strumenti interpretativi per orientarsi nel suo universo linguistico e letterario, focalizzando la ricerca, in particolare, sulle singole opere. Il libro introduce così il lettore nel fitto reticolo della produzione fino alle complesse letture critiche sulla sua formazione, sulle scelte letterarie e linguistiche, sull'ideologia e sulle forti idealità. Variegate e poliedriche risultano le articolazioni che rendono il senso della tragicità del reale, visto tra la più leggera ironia e il più cupo grottesco, tra realtà e apparenza. L'aspetto, forse più innovativo, che affiora è l'immagine di questo scrittore come un "razionalista si generis" che, lungo la traiettoria di affascinanti processi integrativi (reale e irreale, casualità e sincronicità ..), scopre junghianamente il valore della dimensione onirica, l'incidenza dell'inconscio, la suggestione della premonizione, nonché della reincarnazione unitamente all'arcano della fatalità in cui mai si risolve l'impegno civile delle scelte, animato da una decisa visione etica.
Leopardi e i volti di Dio
Salvatore Borzì
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2015
pagine: 124
Il saggio intende analizzare la visione leopardiana dell'esistenza e il rapporto fra il poeta e Dio, su cui il grande Recanatese ebbe modo di riflettere ininterrottamente per tutta la vita con tragica intensità. Lo scopo è cercare di dimostrare, attraverso un percorso che segue i vari momenti della vita del poeta, la pregiudizialità della visione atea e nichilista dell'opera del Leopardi, che tanta fortuna ha riscosso in passato e continua a riscuotere ancora oggi non solo da parte della critica "ufficiale", ma anche in molti manuali di letteratura italiana in uso nelle scuole. Gli esiti della riflessione leopardiana sono ben lungi dall'arrivo al nichilismo e all'ateismo. Il poeta elaborò una visione esistenziale che, sulla scorta dell'approdo non al nichilismo, ma al relativismo conoscitivo, contempla l'impossibilità non di giungere alla verità, ma alla Verità assoluta, valida per tutti gli uomini, e non rifiutò di credere nell'esistenza di Dio, che non è quello cristiano, ma Arimane, il dio del Male. Egli accetta che Dio esista, ma rifiuta che egli possa essere Amore.
La stanza degli sprecchi. Esercizi di lettura sui romanzi di Bufalino
Marina Paino
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2015
pagine: 152
Segnata da una forte autoreferenzialità sempre al limite dell'autocompiacimento, quella di Gesualdo Bufalino è una scrittura che si guarda idealmente allo specchio, dando con ciò forma alla costante tensione autoriale verso un protettivo rintanamento dentro i confini di una dimensione tutta letteraria. La stanza degli specchi in cui la sua narrativa si rinchiude è tuttavia destinata a mostrare puntualmente i propri limiti, soprattutto nelle complesse architetture romanzesche da lui messe in piedi nella sua breve e tardiva parabola di scrittore "pubblico". La tematizzazione di questa istanza fondante del mondo bufaliniano viene qui posta in luce attraverso letture mirate dei sette romanzi dati alle stampe dall'autore, in un riattraversamento dei testi che conferma la profonda unitarietà di un immaginario letterario volutamente e ostentatamente falsificato da doppi e proiezioni, intimamente coerente con se stesso da "Diceria dell'untore" fino a "Tommaso e il fotografo cieco".
Voglio il mio cielo. Lettere della poetessa Mariannina Coffa al precettore, ai familiari, agli amici
Marinella Fiume, Biagio Iacono
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2014
pagine: 424
Mariannina Coffa Caruso (1841-1878) - la "Saffo", la "Capinera di Noto" - è una poetessa vissuta negli anni cruciali tra le battaglie risorgimentali e l'assestamento del nuovo Stato unitario. La sua vicenda umana, per certi versi comune a tante borghesi dell'Ottocento - e non solo in Sicilia - si evolve in chiave originale attraverso il contatto con filoni di pensiero riconducibili alla Massoneria, al Magnetismo o Mesmerismo animale, al Sonnambulismo, allo Spiritismo, al Raffaellismo, all'Omeopatia. Attraverso una ricostruzione accurata dei codici culturali e simbolici del contesto e la lettura integrale del suo ricco Epistolario custodito presso la Biblioteca "Principe di Villadorata" di Noto (SR), è possibile seguirne le tracce private e pubbliche che, insieme a uno spaccato inedito della Sicilia di quegli anni, ci restituiscono il dramma esistenziale e le progressive tappe della presa di coscienza di una donna inquieta, di una poetessa visionaria, di un'intellettuale antesignana che affida a una protesta metafisica la possibilità di un riscatto e di una realizzazione personale, in un'epoca alle soglie della scoperta dell'inconscio.
Alla corte di Federico. Studi di letteratura siciliana
Salvatore Ferlita
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2014
pagine: 152
Dalla specola della letteratura siciliana, come prova a dimostrare l'autore di questa raccolta di saggi (tra gli scrittori indagati, Pirandello, Borgese, Pizzuto, Sciascia, Buttitta, Perriera), si coglie sempre uno scarto, mettendo a fuoco una problematica, indagando il geroglifico letterario ed esistenziale di un romanziere o di un poeta (o di un medico ebreo di nome Moses Rimos). Percorrendo i sentieri d'inchiostro che tra la fine dell'Ottocento e il secolo successivo sempre più massicciamente si diramano, ci si imbatte sempre in una pietra d'inciampo: c'è insomma una specificità, ora dello sguardo, ora stilistica, ora tematica, che fa dell'Isola più grande del Mediterraneo un laboratorio immaginativo che non conosce tregua. Dove si sperimenta e si anticipa, si capovolgono le vulgate correnti, ci si arrischia a esorcizzare demoni personali ma anche storici. Ma, attenzione, non è tutto oro quello che luccica: la smania di precorrere, l'empito avanguardistico, possono anche conoscere le strozzature del fallimento e dell'insuccesso. Ne viene fuori, da queste pagine, la traversata di un continente affascinante e avventuroso, il periplo appassionato e a volte anche dissacrante attorno a un'Isola di carta.
Racconti di spaesamento. Indagini sulla letteratura siciliana e sul viaggio
Massimo Schilirò
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2013
pagine: 240
I saggi che qui si riuniscono pongono al centro una tematica geografica: la condizione provinciale, ovvero la dislocazione prospettica e affettiva dello scrittore provinciale (che parta, che rimanga, che vada in giro per il mondo). Di essa, la sicilianità è una fattispecie più estrema, perciò più chiara. Meta dei ritorni, utopia di una comunità tutelare, casa, oppure stazione di partenze, distopia dell'oppressione familiare e paesana, carcere: la provincia brucia come un rimorso o snerva come nostalgia nelle scritture di chi, per diventare scrittore, l'ha lasciata. L'emigrato si porta sempre dietro se stesso, ma a poco a poco accetta una quota di estraneità. Perciò le narrazioni cui questo libro si applica sono soprattutto racconti di spaesamento.
Dante e l'esegesi virgiliana. Tra Servio, Fulgenzio e Bernardo Silvestre
Sebastiano Italia
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2013
pagine: 360
È indubbio che Dante si sia accostato a Virgilio valorizzando le mediazioni culturali che nel Medioevo accompagnavano la sua fruizione. Conosciamo la familiarità dantesca con le glosse e i commenti ai classici, che non solo guidavano l'approccio al testo, ma giovavano inoltre alla maturazione della tecnica di imitazione/emulazione poetica. Vengono messi in evidenza e ampiamente discussi, in un'attenta analisi comparativa, tutti quei passi di Dante nei quali il sottofondo dell'esegesi allegorica di Virgilio si lascia percepire. Naturalmente, l'analisi soppesa, caso per caso, nonché in sede di bilancio complessivo, la risignificazione che Dante imprime ai prestiti di cui si avvale.
Verso l'empireo. Stazioni lungo la verticale dantesca
Sergio Cristaldi
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2013
pagine: 404
Al mondo dantesco, questi saggi si avvicinano abbordando scorci diversi: gli scismatici orribilmente mutilati, l'ambiziosa riscrittura dell'Apocalisse, il consuntivo sulla superbia e la sua pretesa, la riedizione per frammenti dei salmi biblici, l'Empireo filosofico e teologico. Sono approcci in chiave di fenomenologia, sollecitati ogni volta da una sporgenza particolare di una densissima produzione, senza una griglia precostituita di parametri, un'idea a priori del poeta, dei suoi principi e percorsi. Non si vuole insinuare, con questa procedura, che ritrarre Dante secondo un'ipotesi comprensiva sia divenuto oggi impossibile, il tentativo è semmai di accogliere, al netto di pregiudizi, la sfida lanciata dai testi, il loro provocatorio impatto. È da questo incontro non pianificato con pagine sempre sorprendenti, per lo sdegno e la nostalgia, la dottrina e gli struggimenti, che può eventualmente ripartire la costruzione globale, tuttora auspicabile, se non necessaria.
Iconografie veriste. Percorsi tra immagine e scrittura in Verga, Capuana e Pirandello
Giuseppe Sorbello
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2012
pagine: 320
Fotografie e ritratti, microscopi e cannocchiali, cartoline e oggetti kitsch, oleografie e incisioni, spettacoli ottici (fantasmagorie e cosmorami) e, sul finire del secolo, il cinema, hanno offerto agli scrittori veristi un insieme di forme narrative, temi e poetiche dello sguardo. Prende forma un'iconografia del verismo che è il segno più evidente di una cultura italiana la quale, nell'"era della riproducibilità tecnica", si apre al confronto, spesso dilemmatico e ambiguo, con le nuove forme di rappresentazione, con i paradigmi culturali e i nuovi miti che tali forme ingenerano nell'immaginario ottocentesco. La cultura visuale offre alla letteratura una serie di oggetti iconici e di dispositivi ottici ambivalenti e polisemantici, con cui strutturare il discorso realista o effettuare incursioni (e deviazioni) nei territori del fantastico e dello spiritismo.
Il discorso amoroso di Federico De Roberto
Rosario Castelli
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2012
pagine: 256
La frequenza tematica dei topoi amorosi nell'opera di Federico De Roberto permette un inquadramento della sua produzione nei termini del "discorso amoroso" di cui parlava Roland Barthes, vale a dire del dialogo tra vita e libri, della dispersione per frammenti di un sentire dissimulato per svariate motivazioni e mascherato nel gioco della scrittura. Sul doppio binario della ricerca di motivazioni soggettive e oggettive che spieghino il continuo interrogarsi dell'autore catanese sul vero o falso idealismo romantico, vengono verificate le matrici culturali della frequenza di temi quali il conflitto eros-thanatos, l'illusorietà della vita, la solitudine e l'esclusione del personaggio, la retorica dell'amore e dell'eros, l'adulterio. Si tratta nella maggior parte dei casi di una prassi d'intermittenze tra realtà e finzione in cui i documenti, alcuni dei quali inediti, si configurano come la più palese mise en abîme delle immagini e delle idee che alimentano l'invenzione narrativa.
Silenzi, solitudini, segreti. Altre metamorfosi dannunziane
Luciano Curreri
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2011
pagine: 160
Di fronte al livellamento "storico-inconsapevole" dell'uomo-massa, i silenzi urbani di "Elettra" (1904), le solitudini umane del "Forse che sì forse che no" (1910), i libri segreti delle "divine fisiologie", nei più tardi anni Venti e Trenta, sono soltanto alcune delle metamorfosi prodigate dall'immaginario dannunziano per sopravvivere e per ricreare sé stesso lungo il Novecento, senza smarrirsi nel nuovo secolo e anzi riprendendo e sviluppando, tra nostrani dintorni (lampante il caso di Fogazzaro) e 'sintonie' epocali, le lezioni della cultura europea otto-novecentesca, specie di quella francofona: Hugo, Rodenbach, Barrès. D'altronde, all'epoca, la Francia, con la compagnia di un Belgio non così disprezzato e allontanato in termini d'apporto culturale, è la patria comune a tutti, la cui lingua seduce il Vate - che investe molto sulla traduzione - per le grandi possibilità che offre a chi la abita come autore.