Passigli
La ballata del carcere di Reading. Testo inglese a fronte
Oscar Wilde
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 94
Si può forse sostenere che la fortuna letteraria di Oscar Wilde sia indissolubilmente legata al declino della sua fortuna nella vita; se è vero, infatti, che ben prima del processo che lo avrebbe condotto in prigione la fama di Oscar Wilde brillava tanto in Inghilterra quanto in Europa, è pure vero che proprio l'esperienza tragica del carcere lo avrebbe portato a scrivere due delle sue opere più importanti, entrambe legate a quegli anni brutali: la lettera-confessione del De Profundis e questa Ballata del carcere di Reading, che ne costituisce il suo pendant poetico ma che insieme se ne distanzia. Come osserva infatti Federico Mazzocchi nella prefazione, "vi è molto dell'esperienza personale nelle centonove stanze di questa Ballata, eppure mai come in questa poesia potrebbe apparire valido anche il contrario: un'incessante tensione agli universali dell'umano, il senso autentico di una solidarietà tutt'altro che filantropica, ma esperita nell'interiorità". Ed è senz'altro vero quanto sosteneva Richard Ellmann - forse il maggiore dei biografi di Oscar Wilde - a proposito di questa Ballata, e cioè che "una volta letta, non si dimentica più". Tra fama e scandalo, tra arte e vita, si compiva così il destino di una delle più importanti figure della letteratura di fine Ottocento. Completa il presente volume un breve saggio di Hugo von Hofmannsthal.
Settembre è il mese di uragani
Maurizio Ferrara
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 187
Sette sono i racconti che compongono questo volume, che ha avuto la ventura di uscire prima in traduzione francese che nell'italiano in cui sono stati scritti: circostanza curiosa che, se è resa più comprensibile dal fatto che l'autore vive a Parigi da anni ed è uno dei più raffinati traduttori italiani dal francese, è tuttavia un'ulteriore testimonianza della scarsa attenzione dell'editoria italiana per i racconti, considerati alla stregua di un genere minore. Tanto più se si considera che, in occasione dell'uscita dell'edizione francese di questo libro, l'autorevolissima Nouvelle Revue Française ha scritto: "Dopo il celebre "Sulla strada" di Jack Kerouac, la letteratura di viaggio non ci aveva dato, o almeno ci sembra, nulla di simile". Avventurieri dei tempi moderni, vagabondi o disertori, i personaggi dei racconti di Maurizio Ferrara si pongono a uguale distanza dall'utopia e dalla realtà, vivendo in uno spazio intermedio che vorrebbero fosse eterno, mentre viaggiano instancabilmente nei vasti, affascinanti ma anche inquietanti paesaggi dell'America Latina. Sette racconti tutti legati fra loro come le tessere di un mosaico, e d'altra parte tutti profondamente diversi per lo stile via via adottato, che va dal dialogo d'impronta teatrale al flusso del monologo, dalla sobrietà dello schizzo impressionista al delirio verbale della confessione. Sette racconti che sono anche il resoconto di una generazionale 'fuga dalla civiltà', una fuga che si rivela mano a mano sempre più precaria.
Miss cuori solitari
Nathanael West
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 123
Dove poteva nascere questo romanzo rivoluzionario se non nella New York della Grande Depressione? E da dove poteva trarre la sua travolgente carica ironica se non negli ambienti ebraici dell'Upper West Side, dove Nathanael West, precursore di scrittori quali Saul Bellow e Philip Roth, è nato e cresciuto? "Miss cuori solitari" è così il capostipite di una grande tradizione letteraria, ma anche teatrale e cinematografica, americana. Nel romanzo, lo straniamento del protagonista - un giornalista titolare di una rubrica di consigli sentimentali e di vita - è sottolineato dal fatto che il suo vero nome non venga mai rivelato: è per tutti semplicemente 'Miss Lonelyhearts', un uomo che soffre per l'abisso di dolore, di ignoranza, di sfruttamento, di miseria che rivelano le lettere delle sue lettrici, alle quali non riesce a dare risposte soddisfacenti al di là di un consolatorio ottimismo di maniera. Ma anche il suo mondo personale è vuoto, solitario, così come l'intera città è piena di personaggi stereotipati come il suo caporedattore Shrike, l'eterna fidanzata Betty, i colleghi, la moglie di Shrike, con la quale ha una relazione... È un mondo completamente falsato, sradicato, infelice, solitario e costruito su ideali fuorviami: "Gli uomini hanno sempre combattuto la loro condizione miserevole con il sogno. Benché un tempo i sogni avessero un grande potere, oggi sono stati ridotti a un grado puerile dal cinema, dalla radio e dai giornali", riflette Miss Lonelyhearts.
Lavoro e impresa cooperativa in Italia. Diversità, ruolo economico, relazioni industriali, sfide future
Andrea Bernardi, Tiziano Treu, Pasquale Tridico
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 222
Questo libro offre una prospettiva interdisciplinare sul lavoro in cooperativa e sulle prospettive di sviluppo del settore cooperativo. Gli strumenti di ricerca e la curiosità scientifica dell'economia del lavoro, dell'organizzazione e del diritto del lavoro permettono a questa monografia di offrire un quadro originale del lavoro cooperativo in Italia con alcuni riferimenti al contesto internazionale.
Milano e Paolo Grassi. Un teatro per la città
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 203
Paolo Grassi fu milanese d'adozione ma d'origini pugliesi. Tutta la sua attività è però indissolubilmente legata a Milano. Negli anni '40 si era già fatto conoscere come capocomico della compagnia teatrale Ninchi-Tumiati. Arriva poi a segnare il suo destino il Piccolo Teatro al fianco di Giorgio Strehler. Fu un aziendalista convinto, un manager culturale, tessitore di relazioni locali e internazionali utili per il teatro ma anche fecondatrici di idee per il progresso della società civile. L'emancipazione del teatro passò anche attraverso l'ammissione che la distanza tra mestiere e cultura dovesse cadere in disuso. Da tale constatazione prese avvio la gestione del Piccolo Teatro come industria culturale i cui effetti economico-finanziari avrebbero condizionato il processo produttivo. Nel Manifesto del Piccolo si afferma per la prima volta in Italia l'idea di un teatro come servizio pubblico, bene reale della comunità. Amava far funzionare con rigore la macchina teatrale, sia che si trattasse del palcoscenico, delle tournées estere o delle innumerevoli attività collaterali che si inventava, di stagione in stagione, non tanto per promuovere lo spettacolo ma per dare spazio critico ai temi proposti. Il fascino dell'intelligenza che ammantava questo impresario di teatro a tutto tondo seppe ammaliare ogni collaboratore, attore, intellettuale pur riconoscendo in lui le asprezze dell'operatore culturale costretto spesso dalle leggi del mercato all'arte della diplomazia.
Il passato è una curiosa creatura
Paolo Collo
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 84
Qual è il segreto del passato, che ce lo rende così viva e al tempo stesso "curiosa", come leggiamo nel titolo di questo libro ricavato da un verso di una bellissima poesia di Emily Dickinson? Questo su segreto è la memoria, che non significa però so tanto la sequenza dei nostri ricordi come più meno passiva eredità dal tempo trascorso, ma significa, soprattutto, il senso del nostro presente. Ed è su questo senso che s'interroga questa breve e intensa opera di Paolo Collo, cui riesce difficile attribuire un genere letterario ben definito: biografia, romanzo, poesia... In realtà, si tratta forse di un libro per così dire "involontario", scaturito da desiderio di riordinare la storia di se stessi attraverso quella della propria famiglia: mettere insieme cocci del tempo, cercare di ricucirli come sole attraverso la scrittura pare possibile. Attraversiamo dunque le diverse tappe di varie esistenze, dalla prima alla seconda guerra mondiale e oltre; e mentre il tempo si svolge, la geografia si apre, mutano i paesaggi: Torino, Parigi, Fregene, Roma... Tutto si compie velocemente, il tempo scorre con la feroce perentorietà di una locomotiva cui si tenta di rimanere agganciati: nascite, morti, amore, lavoro, vacanze, e ospedali dai vetri smerigliati e con panche di ferro. E noi lì a guardare attoniti, riconoscendo nei nostri occhi quegli stessi occhi che avevamo quando siamo venuti al mondo, ancora più spauriti, ancora più increduli.
La cascata
David Vogel
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 113
Forse niente più di una malattia lenta e avvolgente può provocare una prorompente voglia di vita, un desiderio di 'normalità' e insieme di evasione che spezzi l'angusta cornice di giornate tutte spese all'interno di un sanatorio. Per questo il sanatorio non è soltanto il luogo cupo della malattia e della cura, è anche una sorta di microcosmo esemplare, come possiamo vedere in questo breve romanzo di David Vogel del 1925, che non a caso segue a un solo anno di distanza il capolavoro di Thomas Mann "La montagna incantata". Se apparentemente siamo molto lontani dal paesaggio idilliaco della Costa Azzurra che ambientava "Davanti al mare" - l'altro romanzo breve di Vogel pubblicato in questa stessa collana - in realtà ritroviamo anche ne ha cascata la forza e la suggestione della natura, ingigantite anzi perché sembrano rappresentare il polo opposto della vita costretta del sanatorio, come se i maestosi scenari alpini che lo circondano non potessero che incombere sul destino dei suoi ospiti. E quello che accade al protagonista Irme Ornik, la cui principale occupazione, e preoccupazione, è di guarire al più presto e andarsene: si prova la temperatura ogni due ore, è terrorizzato dal vento gelido che spira dalle cime del monte Mendel... Ma il destino ha in serbo per lui qualcosa di diverso, qualcosa di imprevisto e di imprevedibile.
Il silenzio fiorisce e altre poesie
Aleksandr Blok
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 128
Nessun poeta, dopo Puskin, ha avuto una influenza sulla poesia russa paragonabile a quella di Aleksandr Blok, nato a Pietroburgo nel 1880 e dunque appartenente alla generazione di pochi anni precedente a quella dei Majakovskij, Esenin, Pasternak. Talento vivissimo, pubblicò a ventiquattro anni una delle sue opere fondamentali, quei "Versi della Bellissima Dama" che lo rivelarono immediatamente come il caposcuola della poesia simbolista. Ma la poesia di Blok raggiunse il culmine della sua intensità lirica nelle opere di poco successive, quando, come scrive Bruno Carnevali nella prefazione al nostro volume, "la Bellissima Dama, l'ipostasi femminile della divinità, che nel metafisico e immobile disegno simbolista doveva essere la metafora dell'ineffabile incontro con la realtà più reale, d'improvviso si vanifica, si rifiuta all'amante, e la Bellissima si fa Sconosciuta", volgendo così il tema metafisico in una più amara esperienza esistenziale. Vicino agli anarchici mistici al tempo della rivolta del 1905, la rivoluzione bolscevica fu da lui salutata come la rinascita dell'anima russa, e gli dettò il più famoso dei suoi poemi, "I dodici", raffigurante un drappello di soldati che presidiano le strade di Pietroburgo nell'inverno della rivoluzione. L'epica amara di questo straordinario poema chiude anche simbolicamente la parabola creativa del grande scrittore russo, che si spense soltanto tre anni più tardi, nel 1921.
L'enigma del cavalier Agnelli
Oddone Camerana
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 96
Il Cavalier Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat, è stato definito 'eroe solitario ed enigmatico del capitalismo italiano'. Pensieroso e solo lo vede anche un funzionario di polizia incaricato di pedinarlo per le strade di Torino nel 1920, mentre la città è teatro di violenti scontri sociali. Estromesso dalla 'sua' azienda, dove un centralino risponde anonimamente "Fiat-Soviet", nelle sue passeggiate solitarie il Cavalier Agnelli ripercorre geometrie urbane, luoghi storici della memoria, simboli della cultura della sua Torino, confrontandosi con l'enigma di come ritrovare una ragione per tornare a dirigere un'industria che la guerra ha sfigurato e ingigantito, e a cui i tempi impongono di cambiare. Il Cavaliere aveva infatti considerato il proposito di trasformare la Fiat in una cooperativa e aveva progettato di dimettersi dalla sua guida. L'autore mette in scena una città, e atmosfere e problemi che, al di là delle molte diversità tra quel tempo e il nostro, sono ancora attuali. Un appassionato 'viaggio', dunque, che forse più di qualsiasi altra opera illustra la solitudine dell'imprenditore davanti ai grandi eventi della storia e alle responsabilità del comando. Almeno fino a quando l'impresa fa riferimento a un uomo e a una famiglia, e non a un'anonima multinazionale nelle mani di managers lontani da legami con una città e con la società.
Cinque mesi di prefettura in Sicilia
Enrico Falconcini
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 125
Prefatore attento e partecipe, Andrea Camilleri afferma che "questo libro ha il suo rilevante valore storico non solo per capire le condizioni della Sicilia nel periodo immediatamente successivo all'Unità, ma anche come patetica e involontariamente umoristica testimonianza della vana lotta di uno sventurato contro un destino avverso... contro una jella di rara implacabilità". Diario sospeso tra storia patria e incredibili e beffarde vicende personali, "Cinque mesi di prefettura in Sicilia" narra l'esperienza di Enrico Falconcini che, nominato prefetto di Agrigento appena due anni dopo lo sbarco dei Mille, venne esautorato dall'incarico nel breve giro di cinque mesi, vittima di mutamenti di linea politica del governo nazionale. Anche la situazione di Agrigento non fece sconti al povero Falconcini che, sbarcato a Porto Empedocle il 13 agosto 1862 per prendere possesso del suo incarico, fu salutato da un improvviso terremoto. In più, la sera stessa, Agrigento fu circondata dall'esercito, e numerosi soldati disertarono per unirsi ai volontari garibaldini. Le cose, poi, andarono di male in peggio, anche dal punto di vista personale. Questa autodifesa del prefetto Falconcini coniuga dunque in modo perfetto accadimenti pubblici e privati in una storia 'romanzesca' e irresistibile che illumina il nostro Risorgimento e le condizioni del Meridione dopo l'Unità più di molti celebri saggi.
Baroni in camicia rossa
Giovanna Motta
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 156
Don Gerardo è un nobile calabrese che, come altri suoi pari, è deluso dalla monarchia borbonica e conquistato all'idea dell'Italia unita. Certo, non ha il carisma né il prestigio del principe di Salina, e d'altra parte la Calabria non è la Sicilia, ma una realtà ancora più dura e difficile dove contadini affamati e nobiltà terriera si contendono le magre risorse di una terra poco feconda, gravata da un sistema sociale arcaico e dal brigantaggio vissuto come unica possibilità di protesta sociale. Attraverso le vicende del protagonista e dei suoi numerosi parenti e amici si segue così un momento particolare della grande Storia, quando il Risorgimento consente di immaginare una nuova realtà anche là dove monarchie reazionarie si opponevano al cambiamento. Antiche ambizioni e passione liberale fanno di don Gerardo un personaggio singolare, un eroe "minore" che in quella porzione di mondo immobile da secoli mette a repentaglio la sua vita per la causa unitaria.
Lettere a Speranza von Schwartz
Giuseppe Garibaldi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 142
"Speranza mia", "Speranza amatissima". Così Garibaldi si rivolge a Marie Espérance von Schwartz, la donna che tra slanci, crisi e riavvicinamenti gli fu vicina per diciotto anni dopo la morte di Anita. In un rapporto complesso, che alterna amore, sincera amicizia e reciproco interesse, sullo sfondo dell'Europa delle rivoluzioni nazionali, emerge - documentato dal più ampio epistolario garibaldino conosciuto - un ritratto profondo del Garibaldi della maturità, con il suo carico di generosità e di illusioni, ma anche di stanchezze e disincanti. Ed al suo fianco, il ritratto affascinante di un personaggio femminile di grande personalità, emblematico del cosmopolitismo della cultura europea del tempo e, nella sua professione di giornalista, tra i primi esempi di indipendenza femminile. Tutti aspetti messi in luce dalla prefazione di Natalia Aspesi.

