Saggistica
Lettere a un bambino poi nato
Maria D'Asaro
Libro: Libro in brossura
editore: Diogene Multimedia
anno edizione: 2025
pagine: 122
Quest'opera è stata scritta nel cinquantenario della prima pubblicazione di "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci. L'autrice mette a tema l'esperienza della maternità in ideale dialogo con la Fallaci.
Paradossale cromatico trattato
Rosa Pierno
Libro: Libro in brossura
editore: Gattomerlino/Superstripes
anno edizione: 2025
pagine: 88
Bisogna ricavare dal testo stesso le regole della sua interpretazione, poiché l’autrice non ha usato, nel suo "Paradossale Cromatico Trattato", una logica deduttiva rigorosa, se non come falsariga; quantunque potrebbero esservi, disseminate nello scritto, come vene aurifere, norme a tratti aristoteliche, a volte, stoiche o scolastiche. L’autrice ha disatteso persino un ordine consequenziale e non ha esitato a privilegiare istintivamente quello che le veniva in mente. In tal senso, non c’è nemmeno da fidarsi troppo dei connettivi sintattici che in genere hanno la funzione di segnalare le connessioni tra le proposizioni. Si tratta di presenze che fingono una sequenza discorsiva, sia essa relativa alle cadenze del ragionamento sia ai ritmi delle figure retoriche. Tant’è che contraddizioni e disgiunzioni sono gettate a iosa nel tessuto verbale.
Le anguille di Leonardo
Luigi Ballerini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 352
Perché nel Cenacolo Leonardo ha dipinto dei piatti di anguille, cibo proibito dalle leggi suntuarie ebraiche? Alla curiosità di scoprire perché un artista tanto attento ai dettagli abbia compiuto una scelta simile, l’autore risponde invitando il lettore a un viaggio ricco di sorprese che ha come punto di partenza la riscoperta e la legittimazione del piacere operata dagli umanisti fiorentini nel Quattrocento sulla base di rigorose letture dei classici: la gola, capostipite dei sette vizi capitali, diventa un’occasione propizia per rendere grazie a Dio. Considerazioni gastronomiche, aneddoti divertenti, rilievi conviviali, indagini sociali, frammenti di storia della chiesa si intrecciano nel volume con la tormentata storia del Cenacolo leonardiano, di cui si narrano la lunga gestazione, i numerosi tentativi di restauro, le visite illustri, le catastrofi di cui fu vittima.
Orazioni politiche
Francesco Petrarca
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2025
pagine: 194
Benché prediligesse la solitudine e l’otium, Petrarca partecipò talora in prima persona alla politica del tempo: in più occasioni gli fu infatti affidato l’incarico di oratore ufficiale in ambasciate e delicate missioni diplomatiche. Il calamo e la sapienza letteraria diedero allora prova di abile eloquenza politica. Questa attività, invero poco gradita, è documentata da quattro orazioni pervenute fino a noi, risalenti al periodo milanese al servizio dei Visconti: l’arringa pronunciata nei primi mesi del 1354 dinanzi al Doge e al Consiglio per esortare Venezia alla pace nel decennale conflitto con Genova; il sermo declamato nel giugno 1358 dinanzi al popolo di Novara e a Galeazzo II Visconti in cui, a nome del signore di Milano, prometteva misericordia e sollevava i cittadini terrorizzati e ammutoliti dall’accusa di perfidia e ribellione; il discorso a Parigi del gennaio 1361 dinanzi al re di Francia Giovanni il Buono, in cui si congratula per la liberazione dopo quattro anni di detenzione in Inghilterra. È giunta infine solo in un tardo volgarizzamento l’arringa tenuta a Milano nell’ottobre del 1354 durante la cerimonia in cui, dopo la morte di Giovanni Visconti, le insegne del signorile erano consegnate ai tre nipoti, Matteo II, Galeazzo II e Bernabò.
Scrittori non si nasce. Il linguaggio della narrativa
Giuseppe Pontiggia
Libro: Libro in brossura
editore: Bibliotheka Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 96
Scrivere: modi, problemi e aspetti e "Il linguaggio della narrativa": questi i titoli della lezione e della conferenza tenute da Pontiggia nel 1986 e nel 1988, in cui uno dei massimi scrittori della nostra letteratura mette in risalto quanto la parola scritta, per il suo margine d'imprecisione e aleatorietà, trova la sua espressività grazie a percorsi complessi e specifici. Le due brevi lezioni formano l’ossatura di un saggio in cui Pontiggia spiega quanto occorra coltivare la scrittura grazie alla messa a fuoco di strumenti appresi attraverso anni di lavoro e grazie all’ispirazione: solo così si può giungere alla quintessenza del linguaggio narrativo.
Su
Dario Voltolini
Libro: Libro in brossura
editore: La nave di Teseo +
anno edizione: 2025
pagine: 288
Dario Voltolini raccoglie qui una scelta di suoi interventi scritti in quarant’anni di attività come recensore, giornalista culturale, relatore a convegni, blogger, prefatore di volumi e così via. Sono testi affilati, agili e illuminanti che compongono un libro di riflessioni e confronti letterari, filosofici, politici e artistici con autori tra cui Italo Calvino, Umberto Eco, Dubravka Ugrešić, Richard Powers, ma anche Voltaire, Nikola Tesla, Jean-François Lyotard. Toccano diversi temi di poetica come l’immaginazione, la nostalgia, lo scrivere di sé. Insieme costruiscono un album da ripercorrere con ritrovata curiosità, scritto con un linguaggio non specialistico, né accademico, e fanno da sfondo e complemento alla sua attività di scrittore. È uno zampillante almanacco di ritratti e di pensieri capace di spingere i lettori a guardarsi dentro, a indagare i confini della propria immaginazione, a riflettere sul nesso tra letteratura e politica, a esplorare in profondità il gesto stesso dello scrivere. Il volume contiene come bonus track un’intervista inedita a Daniela Marcheschi, la principale esperta di Collodi, sull’amato Pinocchio, il primo libro con cui Voltolini è venuto in contatto quando ancora non sapeva né leggere né scrivere. Un libro per chi ama la letteratura come pratica viva, un corpo a corpo tra le pagine dedicato a chi scrive, a chi legge, a chi sogna, a chi immagina e sa ancora stupirsi.
L'amore non è giusto. Appunti per una (poetica) educazione sentimentale
Davide Rondoni
Libro: Libro in brossura
editore: CartaCanta
anno edizione: 2025
pagine: 146
Una delle cose peggiori che si fa con l’esperienza d’amore è banalizzarla. Siamo circondati e rintronati da media, giornali, chiacchiere di amici al bar, in discoteca, ovunque, che banalizzano l’esperienza d’amore. Una specie di esercito impegnato con impressionante dispiegamento di forze a banalizzare l’amore. Il più compatto e brulicante esercito del mondo lanciato contro un solo nemico. Miliardi di cavallette a sparare cazzate su amore dalle radio, su internet, sui giornali, sui social e da qualunque buco si possa dire qualcosa. I peggiori sono i pettegoli, coloro che pretendono di leggere e giudicare banalmente gli amori degli altri. Esseri spregevoli, vesciche purulente di veleno. La banalizzazione dell’amore sembra il principale sport mondiale. Ma perché? Non è che fa paura parlarne seriamente? Eppure, non è quel che si desidera fare?
Chiuso per noia
Ennio Flaiano
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 326
«Per anni ha scritto delle critiche sui giornali, senza cavarne altro che inimicizie ed errori tipografici» ha detto di sé Flaiano nel 1946. In realtà, dopo aver imparato il mestiere sul campo – tanto che, ricorda, circolava la frase «Questi giovani si fanno una cultura sui propri articoli» –, è stato, a partire dal 1939, un recensore cinematografico acuto e beffardo, pacato e intransigente, raffinatissimo dietro lo schermo della nonchalance, sempre ostile alle falsità e alle insulsaggini: a tutti quei film, insomma, che «presuppongono, di regola, un pubblico eccessivamente tardo di comprendonio» o che «rendono confortevole l’esistenza, allo stesso titolo dei treni rapidi, delle automobili, dei termosifoni». A suscitare l’entusiasmo di chi, come lui, conosceva intimamente il lavoro di soggettista e sceneggiatore (basti pensare alla prodigiosa e tormentata collaborazione con Fellini), e andava al cinema per sgranchirsi «l’immaginazione e la visione morale del mondo», erano piuttosto film come Verso la vita di Renoir, Ombre rosse di Ford o Monsieur Verdoux di Chaplin, «in cui tutto porta il marchio così semplice e raro del genio». Non solo: in un paese dove è lecito essere anticonformisti solo «nel modo giusto, approvato», Flaiano ha saputo esserlo sino in fondo, come dimostra l’irresistibile giudizio riservato a Orson Welles: «i suoi personaggi appartengono a quella categoria che mangia il pollo con le mani non per maleducazione, ma per eccesso di carattere, per prepotenza di immaginazione e di volontà!».
Mai fidarsi delle donne insonni
Annabel Abbs
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 272
Sono anni che Annabel Abbs soffre d’insonnia: per lei però l’invincibile veglia è il punto di partenza di un viaggio straordinario. Dal Sussex al Polo Nord, dalla Manica a Singapore, Abbs lascia il suo letto per girare il mondo in compagnia delle parole e delle opere di artiste, scrittrici, filosofe e attiviste che nelle tenebre hanno trovato coraggio, ispirazione e indipendenza. “Mai fidarsi delle donne insonni” è un’irresistibile passeggiata al chiaro di luna che ci fa riscoprire la notte come momento di riflessione e libertà: non preparazione al giorno ma tempo dalle infinite possibilità. Di notte siamo persone diverse. Il battito cardiaco diminuisce, il metabolismo rallenta, i muscoli si rilassano, la temperatura corporea scende, produciamo ormoni specifici. E, di solito, dormiamo. A meno che non soffriamo d’insonnia, come Annabel Abbs, che sin da piccola è abituata a passare le notti in bianco. E che perciò quando nell’inverno del 2020 viene travolta da una serie di lutti improvvisi sa che l’insonnia a cui era abituata si aggraverà. È preparata a girarsi e rigirarsi nel letto. Spera solo che i farmaci l’aiutino a conquistare almeno qualche ora di sonno discontinuo. Invece tutto cambia, e Abbs si trova catapultata in un viaggio inatteso, che un tempo l’avrebbe terrorizzata: «un viaggio che non ho scelto: mi è capitato». All’improvviso, Abbs comincia ad aspettare con trepidazione la solitudine e il silenzio notturni che le consentono di stare sola con i propri pensieri, elaborare il lutto senza dissimulare il dolore. Dapprima prende in esame le teorie di neurologi, scienziati, progettisti illuminotecnici, ma presto capisce che non le basta. Così decide di alzarsi dal letto, uscire di casa, e incontrare di persona le creature delle tenebre: falene, pipistrelli, lucciole, pesci fluorescenti. Ma soprattutto artiste, scrittrici, attiviste; da Virginia Woolf a Georgia O’Keeffe, da Jean Rhys a Louise Bourgeois, e poi Mary Webb, Laura Cereta, Lee Krasner. «Tessitrici notturne», che nella notte hanno vissuto, creato, sperimentato. È l’inizio di un’avventurosa esplorazione in cui Abbs assapora l’eterna oscurità del Polo Nord, s’immerge nelle acque gelide del Canale della Manica, dorme all’addiaccio nelle foreste, osserva l’aurora boreale dal ponte di una nave, percorre in lungo e in largo i litorali del Sussex con un unico, fedele compagno: il Sé Notturno. Una controfigura chimicamente alterata, emotivamente potenziata, tutt’uno col proprio corpo e la propria mente. Un alter ego più fantasioso, più disobbediente, più rabbioso, più irrequieto. È proprio questo che Abbs consegna alle donne: un invito a indagare la faccia nascosta della luna, del buio, del sé. E agli uomini, un consiglio: «mai fidarsi delle donne insonni».
Figure da un bassorilievo
Marco Munaro
Libro
editore: Il Ponte del Sale
anno edizione: 2025
pagine: 88
Perché scrivo
Andrea Camilleri
Libro: Libro in brossura
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2025
pagine: 24
In otto, semplici frasi le ragioni di una passione. La scrittura come interprete e valore di un’intera esistenza. Con un ritratto di Andrea Camilleri alla scrivania di Salvatore Silvano Nigro. "Scrivo per restituire qualcosa di tutto quello che ho letto." Volume realizzato con caratteri Garaldo composti appositamente presso Archivio Tipografico Torino.
I paradisi artificiali
Charles Baudelaire
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2025
pagine: 152
Libro affascinante e ambiguo, I paradisi artificiali enuncia una contraddizione di fondo: da una parte il giudizio – spesso convenzionale e moralistico – che Baudelaire dà dell’esperienza della droga (l’hascisc e l’oppio), dall’altra le stupende descrizioni dei «viaggi» in cui l’autore dimentica le sue ammonizioni e assume anche nel linguaggio un’altra velocità di racconto, di nessi, di associazioni tra i diversi e infiniti tempi in cui si consuma ogni esperienza. La droga sembra così vanificarsi in quanto «sostanza» per assumere le dimensioni di uno spartiacque tra il Baudelaire moralista e gli «altri» Baudelaire, pronti a dimenticare ogni intenzione di «mettere in guardia» il lettore e a scoprire nelle registrazioni dei sogni di un drogato («così si esprime, per bocca dei suoi personaggi, il signore dell’orribile, il principe del mistero») qualcosa che impedisce a loro stessi di «mettersi in guardia». Baudelaire descrive, con estrema nitidezza di particolari, i fiumi e gli spazi che si aprono in una stanza, i vecchi soffitti che diventano cieli, le screpolature che diventano uccelli misteriosi. Baudelaire «entra» così in queste visioni come se non gli appartenessero, con lo sbigottimento di chi le sente rimbombare, vicine e lontane, ma sempre come fantasmi imminenti, nella propria mente. Con uno scritto di Marcel A. Ruff.

