Storia
Il Piemonte sabaudo. Dal ducato transalpino all'Unità. Gli antichi stati italiani
Alice Raviola Blythe
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2025
pagine: 192
Tra Quattro e Cinquecento il ducato di Savoia, con la sua natura di dominio transalpino, si affacciò con sempre maggior vigore sullo scenario italiano ed europeo. Teatro delle guerre d'Italia, dopo la pace di Cateau-Cambrésis e durante il governo di Emanuele Filiberto, divenne un vero e proprio laboratorio di esperienze volte a consolidare lo Stato. La riorganizzazione delle milizie, la riforma della giustizia, il trasferimento della capitale da Chambéry a Torino furono fattori mediante i quali il ducato si rafforzò tanto internamente quanto in politica estera. Osservare questo processo significa però anche considerare la presenza determinante di altre realtà statuali in area subalpina - il marchesato di Saluzzo, il marchesato di Monferrato, numerosi feudi imperiali - e la complessa interazione con le grandi potenze, per prime la Spagna e la Francia. Analizzando le dinamiche territoriali e le riforme portate avanti dalla dinastia nel corso dell'età moderna, l'autrice ripercorre le vicende del ducato fino alle soglie dell'unità d'Italia, fra reggenze, guerre, alleanze, manifestazioni culturali che conferirono al Piemonte sabaudo un ruolo guida dopo l'incisiva parentesi napoleonica.
Incursori del re. La vera storia della X MAS
Alfio Caruso
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 304
C’è un prima e c’è un dopo, nella storia della X flottiglia Mas della Regia Marina Italiana, e lo spartiacque è l’8 settembre 1943, quando il comandante Junio Valerio Borghese raduna i suoi incursori e annuncia di volersi schierare al fianco della Repubblica sociale e dei nazisti. Lo seguiranno in pochi, macchiando però per sempre quella che era stata fino ad allora una gloriosa storia militare, una storia di lealtà e coraggio, di patriottismo, disciplina ed eroismo. Prima di tutto questo, a cavalcioni dei celebri «maiali», e a differenza di tanti ammiragli, che nonostante le corazzate di cui disponevano non sfidarono mai gli inglesi in battaglia, gli uomini della X Mas assaltarono per tre anni le due principali roccheforti nemiche nel Mediterraneo, Gibilterra e Alessandria, e s’immolarono a Malta proprio per supplire alle deficienze della Marina. Le piccole storie private di ciascuno di loro svelano che ne avrebbero fatto volentieri a meno. Lontani da ogni ideologia (i fascisti erano una minuscola minoranza), intrisi di sincero patriottismo risorgimentale, si batterono in una guerra che sapevano già di perdere. Trentun medaglie d’oro raccontano il loro comportamento meglio di tante parole. Paradossalmente furono gli inglesi i cantori delle imprese della X flottiglia Mas. Lionel Crabb, leggendario agente dell’MI6, numero uno dei sub britannici e responsabile della squadra anti-incursori di Gibilterra, onorava i caduti italiani lanciando in mare corone di fiori, e dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43, andò a cercare i vecchi nemici per arruolarli nella guerra contro i nazifascisti. Da de la Penne a Straulino, da Birindelli a Forza, l’ultimo comandante della X, in tanti accorsero all’appello della nuova Italia, e stavolta a saltare per aria furono i navigli tedeschi a Genova, a La Spezia, a Imperia. Il modo migliore di ripristinare il prestigio di un reparto infangato da Borghese e dai suoi marò.
Mussolini deve morire. Dicembre 1944 quando Giovanni Pesce tentò di uccidere il duce
Gigi Speroni
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 320
Dicembre 1944. Milano è una città piegata dai bombardamenti, avvolta dal gelo di un inverno spietato, affamata di pane e di speranza. Il fascismo, ormai agli sgoccioli, si arrocca nell’illusione di un ultimo colpo di coda capace di ribaltare le sorti di un conflitto già deciso. In questo scenario, Mussolini, ormai commissariato dai nazisti, compie un gesto disperato: lascia il rifugio sicuro sul lago di Garda e torna nel cuore della città. La sua apparizione al teatro Lirico, tra una folla sorpresa e smarrita, ha il sapore di un’ultima, vana messinscena. Ma la storia ha già scritto il finale. Il suo colpo di teatro è solo l’ultimo atto prima della fine. Pochi mesi dopo, Hitler si suiciderà nel bunker di Berlino e lui sarà catturato e fucilato a Dongo, nell’aprile del 1945. Eppure, il destino avrebbe potuto prendere un’altra piega. Giovanni Pesce, nome di battaglia “Visone”, comandante dei Gruppi di Azione Patriottica, aveva progettato di colpirlo proprio a Milano, in quei giorni d’inverno. E cosa sarebbe successo se l’attentato fosse riuscito? Questa è la cronaca di un’azione mai compiuta, immersa nel contesto feroce e lacerato in cui maturò: un mondo di spie, doppiogiochisti e traditori, ma anche di uomini e donne pronti a morire per un ideale. Prefazione di Antonio Scurati. Postfazione di Matteo Speroni.
Né vivi né morti. Guerra e prigionia dell'Armir in Russia (1942-1945)
Fidia Gambetti
Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2025
pagine: 246
«Leggevo il libro di Fidia Gambetti sulla campagna di Russia [...]. Vi sono tante scene di una grande potenza plastica: ho sempre in mente quei poveri piedi dei prigionieri italiani accarezzati come bambini dai loro proprietari per difenderli dal congelamento, la difesa del proprio corpo sacrosanto.» Cesare Zavattini, Diario La guerra è terminata da poco più di tre anni quando viene pubblicata la prima edizione di questo libro di Fidia Gambetti sulla tragedia dell’Armir. Lucida testimonianza di un giornalista, di un poeta, di uno scrittore già noto negli anni Trenta, sulla sua personale esperienza sul fronte russo e sulla prigionia nei lager sovietici della Siberia e della Mordovia. Nelle sue pagine la violenza e il calore della denuncia e della polemica non offuscano mai l’obiettività del giudizio e il vigore della narrazione. Ottant’anni dopo il disastro, la dura condanna della guerra e dei suoi orrori, la denuncia contro il fascismo e l’insipienza criminosa dei suoi capi conserva tutta la sua tremenda e attuale validità.
Possa il mio sangue servire
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2025
pagine: 432
La Resistenza a lungo è stata considerata solo una “cosa di sinistra”: fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione, è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo “vi accompagno io davanti al Signore”; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché “le nostre montagne sono nostre”. A ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il volume di Cazzullo – appositamente aggiornato con un nuovo testo introduttivo dell’autore che riflette sul significato e sul dibattito attorno alla Resistenza oggi – ci restituisce il ritratto corale di quegli anni, portando alla luce le figure, gli episodi e le tante sfaccettature di un momento chiave della storia italiana.
La resistenza lunga. Storia dell’antifascismo 1919-1945
Simona Colarizi
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2025
pagine: 272
Dopo la resa dell’Italia, l’8 settembre 1943, la lotta armata degli antifascisti è l’ultimo capitolo di una lunga resistenza al fascismo durata più di venticinque anni. L’eroica battaglia dei partigiani in questo ultimo tragico epilogo del conflitto mondiale, diventato anche guerra civile, ha in parte oscurato la ricostruzione dell’intera storia dell’antifascismo, eroica quanto i diciotto mesi resistenziali. Gli antifascisti non sono stati passivi testimoni delle libertà e dei diritti calpestati dal fascismo, ma protagonisti politici attivi che, a seconda dei propri ideali e delle proprie ideologie, elaborarono per tutto il ventennio un patrimonio di pensiero e di riflessioni sul quale poggiano le basi della nuova Italia democratica. Una lettura dell’antifascismo nei termini di ‘resistenza lunga’ che innova la storiografia tradizionale.
Cefalonia 1943-1944. Una storia controversa
Aurelio Slataper
Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2025
pagine: 400
Dopo ottant’anni il dramma di Cefalonia è avvolto da una nebbia che non ne ha ancora consentito una rappresentazione convincente. Da un lato troppi sono i tasselli mancanti dovuti alla distruzione delle fonti, dall’altro una memorialistica si è sostituita alle fonti non più reperibili, contribuendo a fornire – perlomeno in Italia – una narrazione del crimine maturatosi a Cefalonia, nell’autunno del 1943, soggetta a interessate manipolazioni e a grossolane falsificazioni. L’apertura degli archivi militari tedeschi e anglo-americani e l’impegno di alcuni storici tedeschi hanno fatto sì che su Cefalonia emergesse una realtà ben diversa dalle versioni accreditate fino alla fine dello scorso secolo e ancora oggi maggiormente diffuse dalla storiografia italiana. Cogliendo l’emergere dei nuovi orientamenti, l’Autore passa in rassegna i principali snodi delle vicende legate all’eccidio, in un serrato confronto tra le passate ricostruzioni e le recenti acquisizioni, nell’intento di fissare alcuni punti fermi su cui costruire una versione pubblica condivisa.
La nostra guerra tra le Tofane 1915-1917
Piero Pieri
Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2025
pagine: 182
Piero Pieri narra le vicende della Prima guerra mondiale sul fronte dolomitico, in particolare nella zona delle Tofane, a ovest di Cortina d’Ampezzo. Convinto interventista democratico, all’ingresso dell’Italia in guerra nel maggio del 1915 venne mobilitato nel 7° reggimento degli alpini, dove fu inquadrato come ufficiale nel battaglione Belluno al comando di un plotone della 77a compagnia. Nel corso di queste offensive fu insignito di due Medaglie al Valor Militare, una d’argento e una di bronzo. Con la sua esperienza diretta come ufficiale degli alpini, l’Autore offre un resoconto dettagliato e appassionato delle battaglie, delle strategie militari e delle difficoltà affrontate dai soldati italiani. Un libro imprescindibile per gli appassionati di storia militare e delle Dolomiti.
Capire le foibe
Claudio Vercelli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni del Capricorno
anno edizione: 2025
pagine: 160
Capire le foibe per coglierne le tante ricadute politiche, morali e sociali, nella storia repubblicana fino a oggi. Per comprenderne il significato attuale e la veridicità storica. La storia viene spesso utilizzata non solo per raccontare il passato, ma anche per interpretare il presente. Tuttavia, proprio per questo motivo, rischia di essere piegata alle esigenze ideologiche correnti, che derivano dall'uso politico del ricordo dei tempi trascorsi. Davanti a queste riletture, ricostruire il significato degli eventi diventa un impegno imprescindibile. Per questo, ecco un libro che cerca di mettere chiarezza sulla tanto dibattuta questione delle foibe, rivedendo fatti, antefatti e conseguenze sotto la luce della veridicità storica, grazie agli studi del grande storico contemporaneista Claudio Vercelli. Partendo dai dati storici assodati e da una riflessione critica, questo volume descrive le vicende successe tra il 1943 e la seconda metà degli anni Cinquanta per offrire ai lettori diverse chiavi di lettura su una più ampia vicenda che chiama in causa l'identità italiana.
La vera storia dei samurai. I guerrieri giapponesi tra luci e ombre
Julien Peltier
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2025
pagine: 320
Quella del samurai è una figura largamente idealizzata non solo nel mondo orientale ma forse, e ancora di più, in quello occidentale, complice una certa filmografia (basti pensare a Kurosawa), letteratura (Mishima) e, più di recente, un incalcolabile numero di fumetti e manga. Ma chi erano realmente i samurai? Si trattava davvero di nobili le cui azioni erano unicamente spinte dal senso dell'onore e della lealtà nei confronti dello shogun o dell'imperatore? Guerrieri coraggiosi, dediti e onesti o piuttosto signorotti locali che si armavano per contrastare i banditi in un periodo di quasi anarchia, senza rinunciare, nel corso del tempo, a diventare pirati, briganti, corruttori o monaci? Questo libro, corredato da circa 60 pagine tra cronologie, cartografie e apparati, mantenendo costante il gusto per l'aneddoto e la narrazione, desidera sì decostruire un mito, recuperando però, allo stesso tempo, la ricostruzione di una verità storica. La spiritualità dei samurai, la diversità dei loro percorsi, il rapporto con le arti e persino la loro sessualità sono tutti aspetti poco conosciuti che Julien Peltier esplora in un viaggio attraverso i secoli, in particolare dando voce agli altri gruppi sociali per mettere in discussione la percezione di questa élite combattente, che ha imposto la propria supremazia con la forza prima di cercare di giustificarla ponendosi come modello.
Togliatti, Tito e la Venezia Giulia. La guerra, le foibe, l'esodo 1943-1954
Marino Micich
Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2025
pagine: 198
«Il Partito Comunista Italiano sbagliò a tacere sull'Istria. C'è una grande responsabilità del PCI per il silenzio sull'esodo dall'Istria, da Fiume e dalle coste dalmate. Ciò accadde perché il confine ideologico è prevalso su quello geografico.» (Luciano Violante). Durante il Secondo conflitto mondiale il PCI stabilì una stretta alleanza col Movimento Popolare di Liberazione Jugoslavo guidato da Josip Broz detto Tito, con un duplice scopo: puntare a sconfiggere i nazisti e i fascisti sul campo di battaglia e pensare agli sbocchi politici che si sarebbero palesati a guerra finita. Togliatti e i suoi dirigenti per avere l'appoggio di Tito sostennero più volte la cessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Marino Micich pone in evidenza, in maniera originale e ben documentata rispetto ai rari e incompleti studi apparsi sull'argomento, le lotte politiche e diplomatiche sorte nello stabilire i nuovi confini italo-jugoslavi, descrivendo la posizione politica del PCI assunta al confine orientale, il progetto di rivoluzione comunista da estendere al resto d'Italia e i rapporti tra Togliatti e Tito. Sottolinea inoltre le responsabilità dirette e indirette di quella collaborazione politica nei confronti delle stragi di massa nelle foibe e dell'esodo di circa 300.000 italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate.
Il coraggio dell'indignazione. I 44 ufficiali italiani che dissero no ai nazisti
Andrea Parodi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2025
pagine: 240
Dopo l’8 settembre 1943 gran parte dell’Italia si smarrisce: l’armistizio dichiarato alla radio da Badoglio lascia quasi due milioni di soldati italiani senza ordini, senza che sia neppure chiaro chi è il nemico. I tedeschi, invece, sono più che preparati. Già il 9 settembre viene diramato un dispaccio: «I soldati italiani che non siano disposti a continuare la lotta al fianco dei tedeschi devono essere disarmati e considerati prigionieri di guerra». Ma il 20 settembre la denominazione cambia: non più «prigionieri di guerra» (e in quanto tali soggetti alla Convenzione di Ginevra), bensì Italienische Militär-Internierte, Internati Militari Italiani, IMI, una sigla inedita, inventata, che sfugge a ogni possibile convenzione internazionale. Di quei due milioni, la metà riesce in qualche modo a fuggire, mentre l’altra metà viene disarmata dai nazisti. In 800000 sono catturati e viene loro chiesto di scegliere se «optare» per la collaborazione col Terzo Reich o venire imprigionati. L’esito è inequivocabile: 700000 dicono no e si trovano internati nei campi di concentramento tedeschi. Di questi eroi misconosciuti della nuova Italia che deve ancora nascere dalle ceneri del fascismo, fa parte un nucleo di 44 uomini, protagonisti dell’episodio di Unterlüss, di cui parla Andrea Parodi in questo libro. Dopo che 214 ufficiali si rifiutano di obbedire agli ordini della Gestapo, i tedeschi ne scelgono 21 per una decimazione dimostrativa. Ma in 44 si fanno avanti e chiedono di essere fucilati al loro posto. È un atto estremo, di coraggio e indignazione, un «no» urlato agli aguzzini che, sorpresi da una simile determinazione, ne sospendono l’esecuzione. Dei 44, sei moriranno tra i reticolati o subito dopo la Liberazione, ricevendo la Medaglia d’argento al valor militare dal Ministero della Difesa. Per gli altri, insigniti di un Encomio solenne, si aprirà un periodo difficile. Prima dovranno lottare per guarire dalle malattie negli ospedali militari alleati, poi si troveranno ad affrontare un inaspettato e difficile reinserimento nell’Italia liberata, che non li riconosce come protagonisti della lotta per la Liberazione, costringendoli per decenni a non parlare della loro esperienza. Attraverso una serie di straordinari documenti inediti, ritrovati e raccolti con tenacia negli ultimi quindici anni, Parodi riporta e racconta le fonti di una complessa ricerca tra Italia e Germania, ricostruendo questo episodio esemplare dell’«altra Resistenza». Prefazione di Aldo Cazzullo.

