Marsilio: I giorni
Il cavaliere che voleva farsi re. Dal Medioevo profondo la saga degli Ezzelini
Giuseppe Baccichetto
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2012
pagine: 248
Un tuffo all'indietro, nel Medioevo profondo. Tra battaglie, tradimenti, omicidi, stragi e crudeltà varie, si muove una folla di personaggi, alcuni di statura gigantesca come Ezzelino III da Romano e l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia. E poi Ezzelino I "il Balbo", Ezzelino II "il Monaco", la figura tragica di Alberico da Romano e, ancora, ritratti indimenticabili di donne straordinarie. Un libro di storia scritto come un romanzo e da leggere e gustare con leggerezza proprio come un romanzo d'avventura. Un grande racconto popolare che coinvolge e affascina ad ogni pagina e, al tempo stesso, fornisce nozioni indispensabili per cogliere il senso della nostra storia.
Una striscia lunga come la vita
Nico Naldini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: 216
Autore di biografie e opere di narrativa, Naldini si è anche dedicato per tutta la vita alla scrittura poetica, con la quale ha esordito giovanissimo pubblicando alcune liriche nelle riviste friulane fondate dal cugino Pier Paolo Pasolini. Come indica il titolo, scelto dallo stesso autore, possiamo leggere qui una sorta di autobiografia in versi, alternati a ispirate prose che completano il disegno "narrativo" o "romanzesco" della sua poesia. Tema onnipresente in essa è quello erotico: la contemplazione e il godimento dei corpi maschili, le illusioni e le brucianti delusioni dell'amore, i "brevi romanzi" creati dall'eros omosessuale. Sullo sfondo di queste passioni c'è l'Africa, la costa nordafricana dove Naldini soggiorna spesso e di cui sono qui descritti gli straordinari paesaggi, la vita quotidiana, la gente con i suoi sogni e i suoi drammi. Tornano poi spesso come in una sorta di contrappunto i ricordi del Friuli nativo, della madre e dei grandi amici scomparsi: Pasolini, Comisso, Parise. Il volume è aperto da un saggio introduttivo di Francesco Zambon.
Lettere
Carlo Gozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2004
pagine: IX-357
Per la prima volta viene ora pubblicato il corpus delle lettere di Carlo Gozzi, reperite in numerosi archivi e biblioteche pubblici e privati. Si tratta di 165 lettere, la quasi totalità autografe e inedite, a cui vanno aggiunti 32 frammenti non datati, su un arco di tempo che va dal 1758 al 1806. Un materiale che getta nuova luce sulla vita e sull'opera dello scrittore veneziano settecentesco, permettendo di approfondire aspetti noti e di scoprirne altri finora ignorati. In particolare le lettere si intrecciano con le "Memorie inutili", l'autobiografia pubblicata nel 1797, e con i numerosi testi esplicativi che il Gozzi ha affiancato alla produzione creativa, in primo luogo quella teatrale.
Tutto il teatro. Volume Vol. 3
Giacinto Gallina
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 2002
pagine: 524
La presente edizione offre, in quattro volumi, tutti i lavori composti e rappresentati da Giacinto Gallina tra il 1870 e il 1897. In particolare, le opere raccolte in questo volume sono: "Un monologo per la servetta", "Mia fia", "I oci del cuor", "Adio de Anzolo Moro Lin ai triestini", "La scuola del teatro", "Amor in paruca", "Così va il mondo, bimba mia", "La mama no mor mai!", "Dopo la commedia", "Pesci fora de aqua".
«Il Castogallo» e altri scritti (1922-1959)
Giacomo Noventa
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 1991
pagine: CXCIV-318
«Dio è con noi» e altri scritti (1947-1960)
Giacomo Noventa
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 1989
pagine: CLVI-480
«Nulla di nuovo» e altri scritti (1934-1939)
Giacomo Noventa
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 1987
pagine: CXLVIII-626
Diario italico (2013-2015). I piccoli fatti della nostra cronaca allo specchio dei grandi valori della modernità
Nicola Casaburi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2018
pagine: 176
Il volume raccoglie e classifica alcuni fatti di cronaca di un recentissimo passato che hanno colpito le coscienze, restituendoli a una memoria pubblica destinata ad avvizzire in un eterno presente e portandoli a giudizio dei tre valori della modernità: libertà, uguaglianza, rispetto della propria e dell’altrui persona. Tre entità valoriali – con le quali si costruiscono, peraltro, le regole giuridiche di una società autenticamente democratica – che, non raramente in interno conflitto, richiedono di tener sempre salda tra le mani l’asta equilibratrice dell’etica della responsabilità. Sia nei giudizi che nei comportamenti di ciascuno di noi. Prefazione di Sergio Frigo.
Parole per la vita. Scritti sul «Popolo» 1948-1988
Pietro Nonis
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2018
pagine: 144
Acuto osservatore delle vicende umane, dal microcosmo familiare agli ambiti comunitari più vasti, ai grandi eventi che hanno segnato la storia dell’Europa e del mondo intero, Pietro Nonis, uomo di Chiesa e di cultura, di fede e di ragione, le ha interpretate alla luce del messaggio evangelico. In un mondo e in un tempo sempre più secolarizzati e insensibili ai valori dello spirito, sua immutabile stella polare è stata «la parola che non passa», la parola di Gesù, cui la stessa ragione può contrapporsi ma non può sottrarsi: una parola capace, se ascoltata e compresa, di rendere la vita di ciascuno, credente e non credente, buona e giusta, responsabile e solidale. Gli orrori e gli errori compiuti dall’uomo, le sue manchevolezze e le sue omissioni, che Nonis non esita a riconoscere e a denunciare apertamente, e in cui egli lo vede facilmente ricadere, non chiudono tuttavia in lui la porta alla speranza in un futuro degno dell’uomo in quanto figlio di Dio. Prefazione di Ilvano Caliaro e con una testimonianza del card. Pietro Parolin.
«Non mi puoi cancellare dalla tua memoria». Lettere 1904-1939
Benno Geiger, Stefan Zweig
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2018
pagine: 160
L’incontro tra i due scrittori Stefan Zweig (Vienna 1881-Petropolis 1942) e Benno Geiger (Rodaun 1882-Venezia 1965), austriaci di nascita, avviene appena varcata la soglia di quel Novecento di cui i due amici nelle lettere che si scambiano nell’arco di 35 anni si fanno rappresentanti sintomatici, ambasciatori presaghi del finire di un’era. Tra la Vienna degli ultimi valzer imperiali e la Venezia degli ultimi carnevali, tra la Berlino di Borgese e la chiassosa, sempre più tentacolare Parigi dei flâneur urbani, tra la Salisburgo del festival, della musica e delle estive occasioni gioiose e la piccola Rodaun di Hofmannsthal si snodano le pagine di un dialogo talvolta esaltato, talvolta esacerbato, esasperato proprio perché collocato sull’estremo bordo di un mondo che va disgregandosi. Due artisti straordinari, un cammino che si intreccia a quello di tutta una generazione di intellettuali, una corrispondenza poco conosciuta, la cui portata deborda dal vasto campo del genere epistolare, che si fa metaletteratura, diario di viaggio, critica letteraria ben al di là delle mode collettive e delle teorie in auge, riflettendo una realtà complessa, eterogenea e mutevole che si avvicina all’essenza della letteratura stessa. Premessa di Marco Meli.
Quando cultura e politica salvarono Venezia. Giacomo Boni e il destino di Venezia tra Otto e Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2017
pagine: 96
La fama di Giacomo Boni (1859-1925) è legata soprattutto alle sue indagini archeologiche sul Palatino e al Foro Romano. Prima però di trasferirsi a Roma, Boni acquisì profonde competenze tecniche sull'edilizia veneziana, specie quella più antica, che gli consentirono di esprimere giudizi precisi e documentati sui lavori di restauro condotti a Venezia nella seconda metà dell'Ottocento su monumenti quali la Basilica di San Marco e il Fondaco dei Turchi. Legato alla sensibilità e alla cultura della conservazione di cui John Ruskin fu uno dei massimi esponenti, Boni intervenne attivamente nel vivace dibattito che tra Otto e Novecento oppose quanti volevano operare rivoluzionarie trasformazioni al tessuto urbanistico veneziano - compresa la costruzione di ponti per congiungere la città storica alla terraferma per renderla il più possibile «una città come le altre» - a quanti, come Pompeo Molmenti e Camillo Boito, volevano invece conservarne la specificità urbanistica e il carattere di insularità.

