Diari e lettere
Taccuino 1870-1874
Giuseppe De Nittis
Libro: Copertina morbida
editore: Electa Napoli
anno edizione: 2007
pagine: 196
Le Notes et souvenirs du peintre Joseph de Nittis - edite a Parigi nel 1895 da Léontine Gruville, moglie del maestro pugliese, undici anni dopo la sua scomparsa - raccolgono ricordi e note del pittore (Barletta 1846-Saint Germain en Laye 1884), dall'infanzia a Barletta e poi a Napoli, all'arrivo a Parigi nel 1868, alla vita in famiglia, insieme a osservazioni, giudizi e aneddoti sull'ambiente artistico, 'dominato' dal mercante d'arte Goupil, della Parigi del secondo Ottocento: Caillebotte, Cecioni, Degas, Manet, Morisot, tutti amici e spesso invitati di casa De Nittis. Prefazione di Emilio Cecchi.
Affari di famiglia. Lettere scelte 1957-1965
Allen Ginsberg, Louis Ginsberg
Libro: Libro in brossura
editore: Archinto
anno edizione: 2007
pagine: 302
Uno dei protagonisti della Beat Generation, il poeta Allen Ginsberg, parte per un viaggio in Europa, durante il quale scrive a casa, al padre Louis, professore di letteratura, anche lui poeta. Venezia, Roma, Amsterdam e poi Parigi. Siamo alla svolta degli anni Sessanta, Ginsberg ha appena pubblicato "Urlo" con Ferlinghetti, il testo poetico condannato per oscenità omosessuale, il cui successo di scandalo lo rende presto famoso. I suoi amici sono Orlowsky, Corso, Kerouac, Burroughs. Le lettere si succedono carichi di lampi sulfurei da San Francisco, e poi via via dall'Argentina, Cile, Bolivia, Perù, dove Allen sperimenta piante allucinogene per ottenere nuove visioni. E poi ancora il Marocco, Israele e infine l'India. Tra le righe, spuntano versi che formano celebri testi, come "Kaddish" per la morte della madre pazza in manicomio. L'affetto e la stima tra Louis e Allen è tangibile. Ma spesso nelle lettere si accendono tra padre e figlio aspre discussioni sulle loro contrastanti forme poetiche, sul diverso approccio politico alla rivoluzione cubana, allo stato d'Israele, all'evolversi della guerra fredda, alla guerra in Vietnam. Sullo sfondo di un ottuso maccartismo, riviviamo attraverso questa corrispondenza l'urlo della Beat generation che scavalca i continenti, misurandosi con nuove culture.
Carteggio
Cristina Campo, Alessandro Spina
Libro
editore: Morcelliana
anno edizione: 2007
pagine: 264
Nel febbraio 1961, dopo la lettura di Giugno 1940, uno dei primi racconti di Alessandro Spina, Cristina Campo scriveva allo sconosciuto autore: "Mi è sembrata una cosa di qualità molto rara, come da tempo non mi accadeva di leggere. Molte cose mi hanno colpita di questo racconto [...] soprattutto mi ha turbata quel fondo di grazia, di libertà e di orrore". È l'inizio di una corrispondenza che, tramutatasi in amicizia, s'è protratta fino alla scomparsa di Cristina, ed è l'unica ad essersi conservata completa con le due voci. Lettere nelle quali si intrecciano giudizi sulla narrativa contemporanea, la scoperta della cultura araba, progetti comuni -- la traduzione de La Città di Rame, dalle Mille e una notte -, ma soprattutto ad emergere è la funzione maieutica della Campo: ascolto e cura, intransigente, che accompagna la scrittura dell'amico. Quasi che nei saggi dell'una e nei racconti dell'altro risuonasse ancora il senso della parola "sprezzatura" quell'indifferenza per sé che è innanzitutto ospitalità intellettuale.
Lacerti della memoria. Taccuini intermittenti
Gillo Dorfles
Libro: Libro in brossura
editore: Compositori
anno edizione: 2007
pagine: 213
Gillo Dorfles ha attraversato tutta la cultura del Novecento come protagonista, ma anche come osservatore acuto e originale: dagli anni Trenta a oggi ha dialogato a tu per tu con i protagonisti dell'arte e della cultura, da Saba a Toscanini, da Rothko a Gombrich, da Lloyd Wright a Henry Kissinger. Il mondo è il suo palcoscenico; i diari di viaggio, vere e proprie istantanee di persone e di luoghi, rappresentano un documento straordinario, unico per la sua autenticità e per la sua contemporaneità. Questi taccuini raccolgono impressioni che sono anche idee e anticipazioni di fenomeni culturali e politico-sociali che solo ora siamo in grado di comprendere. Un affresco assolutamente inedito che spazia dall'Europa alle Americhe in un arco di tempo che va dagli anni Trenta agli anni Settanta.
Albrecht Dürer. Lettere da Venezia
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2007
pagine: 86
"Pesci rossi" si intitola una fortunata raccolta di scritti di Emilio Cecchi, che vide la luce nel 1920. Pochi anni prima Cecchi, in occasione della mostra della Secessione Romana, aveva avuto modo di ammirare I pesci rossi di Matisse: al quadro, così moderno nell'estetica delle forme e nella profondità delle allusioni, e alla mostra, lo scrittore dedicò un breve articolo e qualche annotazione sparsa dei suoi taccuini, suscitando l'interesse e la curiosità dei suoi lettori, di altri critici del suo tempo, e perfino della famiglia reale. Sì che da allora, e per qualche tempo, pesci rossi allusero proprio a quei brevi saggi, a quelle colte divagazioni del tipo ricordato. Ci è piaciuto riproporre quella stessa tecnica dello scrivere, un saggio breve illustrato, che abbia per argomento un artista, un'opera, una città, un monumento. O altro ancora, sempre connesso alla materia di cui trattiamo, la storia dell'arte.
Un altro scrivere. Lettere 1904-1924
Franz Kafka, Max Brod
Libro: Libro rilegato
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2007
pagine: 447
La vita di Kafka appare qui non, secondo lo stereotipo che lo stesso Brod ha contribuito a diffondere, come quella di un santo, ma sotto il segno dell'ironia e della leggerezza. Kafka condivide con Brod ogni aspetto della sua vita, dalla composizione dei romanzi alle sue storie d'amore. E tanto è più grande la tensione che separa queste due esistenze, tanto più luminose le scintille che il genio di Kafka sa farne scaturire. Una chiave sia per l'opera che per la biografia di uno dei massimi scrittori del XX secolo.
Un anno di meno. Diario del 2006. Case, musei, incontri, viaggi
Alvar Gonzáles-Palacios
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2007
pagine: 128
Il suggestivo diario di Alvar Gonzáles-Palacios, intellettuale, storico dell'arte e massimo esperto internazionale di arti decorative. Alvar González-Palacios, figura emblematica di storico dell'arte e, soprattutto, di arti decorative antiche, fine intellettuale e uomo di mondo, consegna alle stampe, in occasione del compimento del suo settantesimo compleanno, un affascinante scritto autobiografico redatto nel corso del 2006. Il diario "minimo" di Alvar González-Palacios è un resoconto puntuale di pensieri, sensazioni e incontri che hanno costellato il suo settantesimo anno, ma è soprattutto una rivisitazione virtuale, icastica e brillante, di un'intera vita dedicata alla storia dell'arte e, tout court, alla storia del gusto attraverso cammei di personaggi e figure di scrittori, intellettuali, storici e critici d'arte, ma anche di figure emblematiche del "bel mondo" internazionale: immagini, avvenimenti e considerazioni raccontate con arguzia e garbo da un occhio attento, critico e affettuoso allo stesso tempo, al mutare del gusto e alle trasformazioni del mondo.
Milano. 92 giorni alla fine
Francesco Ogliari
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni Selecta
anno edizione: 2007
pagine: 160
Il documento ha un duplice valore: storico, in quanto racconta fedelmente fatti ed eventi concreti, e umano, poiché è possibile riconoscervi sentimenti, emozioni e passioni attraverso i quali l'autore del Diario mette a nudo se stesso e la sua anima. Particolare significato, nella prospettiva storica, assume, per contro, l'inedito dialogo con un Benito Mussolini in disarmo ma lucido e lungimirante nelle analisi e nei giudizi. Il testo è molto più di carattere esistenziale che politico e, come tale, prima che il diario di un funzionario fascista, deve essere considerato il diario di un uomo.
Lettere a Ruggero Jacobbi. Regesto di un fondo inedito con un'appendice di lettere
Libro
editore: Firenze University Press
anno edizione: 2007
pagine: 226
Il vulcano malato. Lettere 1832-1866
Charles Baudelaire
Libro: Libro in brossura
editore: Fazi
anno edizione: 2007
pagine: XXXIII-543
Per la prima volta in Italia viene proposta, in un unico volume, una ricca selezione delle lettere di Charles Baudelaire, che con "I fiori del male" inaugurò la tradizione della lirica moderna. La scelta si muove dagli anni dell'adolescenza fino all'ultima, drammatica lettera alla madre, dettata da un uomo ormai malato poche ore dopo l'ictus che lentamente ne avrebbe causato la morte. Dall'aspra requisitoria contro il mito del progresso all'opposizione intransigente a ogni forma di realismo, dall'analisi dei cliché cui si consacra la bêtise all'elogio dell'immaginazione, "unica regina del vero": tutte le idee che attraversano l'opera del poeta emergono dalle discussioni con amici e colleghi (Delacroix, Manet, Flaubert, Wagner, qui riportate integralmente) e percorrono questo epistolario, vivido di illuminazioni sfolgoranti. Ma le lettere ci parlano anche dei tormentosi e appassionati rapporti con la madre, delle angosce di un dandy perennemente ossessionato dai debiti. Di tutto ciò sono testimonianza diretta, espressione di una vita che, mentre dissipa se stessa, costruisce con lucida ostinazione il monumento della propria grandezza.
Quaderno verde. Testo francese a fronte
Maurice de Guérin
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2007
pagine: 280
Il Quaderno verde di Maurice de Guérin, breve e intenso diario irregolare, redatto dal luglio 1832 all'ottobre 1835, si presenta come un'imperiosa costellazione di pensieri. Introspezioni e intuizioni in trama, riflessioni sul linguaggio nella sua essenza ma ontologica e rivelativa, animano una scrittura in cerca di una propria legittimità autonoma. La peculiarità del "diario", più che nel genere, risiede nella purezza dell'espressione e nell'immediatezza dell'annotazione fissata, perlopiù, "en plain air", anticipando la poetica impressionistica. La prosa poetica di de Guérin è comunque tributaria di un certo classicismo: non si oppone ai tentativi liberatori dei suoi contemporanei, ma integra la problematica nuova attraverso l'esperienza dell'antico. In essa si possono scoprire inattese risonanze leopardiane e intonazioni che moduleranno, un trentennio più tardi, la ricerca di Baudelaire.

