Cinema, televisione e radio
L'officina dell'attore. Una storia culturale del divismo cinematografico in Italia
Gabriele Rigola
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2025
pagine: 290
Il volume intende indagare il divismo cinematografico in Italia in una prospettiva di storia culturale, esaminando i rapporti tra l’attorialità e alcuni ambiti della cultura quali la politica, il genere, la cucina, il fandom. La ricerca esplora nuove fonti e analizza casi molteplici di divismo intermediale, ponendosi l’obiettivo di sistematizzare i rapporti tra celebrità nazionale e processi culturali, ma anche quello di offrire una lettura polisemica dell’attore italiano dal Secondo dopoguerra agli anni ‘90 del Novecento.
«Erano giorni stupendi». Pasolini al suo esame come regista: due provini per il film Accattone
Libro: Libro in brossura
editore: Ronzani Editore
anno edizione: 2025
pagine: 52
Il volume “Erano giorni stupendi”. Pasolini al suo esame come regista, a cura di Giuseppe Garrera, pubblicato da Ronzani Editore nella collana Ferrobedò (Milano, 2024), documenta attraverso testi e rare fotografie di Tazio Secchiaroli i due provini girati da Pier Paolo Pasolini per ottenere il finanziamento del suo primo film, L’accattone. Le immagini, scattate tra via Fanfulla da Lodi e via Formia a Roma, mostrano il giovane regista alle prese con attori “presi dal vero” e assistito da Riccardo Fellini e Carlo Di Palma. Il saggio di Silvia De Laude, Bocciato in regia. La “sconfitta narcissica di Accattone”, ripercorre la vicenda della bocciatura di Fellini e della Federiz, la delusione di Pasolini e il successivo incontro decisivo con Alfredo Bini, che renderà possibile la realizzazione del film. Il volume è al tempo stesso testimonianza critica e documento visivo di uno dei momenti fondativi del cinema pasoliniano.
Ultimate anime. 100 capolavori dell'animazione giapponese
Joe O'Connell
Libro: Libro rilegato
editore: Moebius
anno edizione: 2025
pagine: 304
Quello degli anime è un universo vasto e vibrante. Dai magici diademi ai super robot, dalle sfere del drago ai cacciatori di draghi, è pervaso di cultura giapponese e trabocca di grandi successi imperdibili. I neofiti potrebbero sentirsi sopraffatti. Lo scopo di questo libro è aiutarli. Affidatevi a questa guida curata da un esperto per scoprire la profondità, l’ampiezza e la genialità del più grande prodotto d’esportazione giapponese. Attraverso più di cento titoli enfaticamente presentati, potrete ripercorrere le orme dei registi più influenti del mezzo cinematografico e scoprire i generi fondamentali e i tropi ricorrenti che danno forma alla narrativa degli anime. Dall’effimera tragedia d’autore di Belladonna alla garbata spavalderia di Cowboy Bebop a La malinconia di Haruhi Suzumiya, pietra miliare del genere, ci sono mondi oltre i mondi in cui vale la pena di tuffarsi, tutti inaspettatamente collegati da idee, un linguaggio visivo e una sfrenata contaminazione creativa che li accomuna. Man mano che riconoscerete schemi e riferimenti, ogni titolo vi condurrà al preferito successivo e a un amore più profondo per questa forma d’arte. Diventerete “otaku” senza neanche accorgervene.
I 400 calci presenta Il male spiegato bene. Guida infernale al cinema di Satana
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli Lizard
anno edizione: 2025
pagine: 224
C'è un particolare genere di film horror che semina terrore anche tra gli spettatori più disincantati. È quello che parla del maligno, di satanisti, possessioni demoniache e, in particolare, del Diavolo in persona: da "L'Esorcista" a "The Omen", passando per "L'avvocato del Diavolo", "The Conjuring", "Hereditary" e una sfilza di opere decisamente meno presentabili. La forza di questi film si fonda sul fatto che nessuno crede a Dracula, mentre in tanti crediamo nell'esistenza del Male e dei suoi seguaci. Il demonio è presente in tutte le culture, nel folklore e nella letteratura. A raccontarci la sua influenza sul cinema ci pensano alcune tra le firme più prestigiose dei 400 Calci, rivista specializzata in filmacci e filmoni horror e action. Ma non lo faranno dalla tranquillità delle proprie scrivanie, bensì da una posizione ben più scottante: l'Inferno. Parte della redazione, infatti, si ritrova catapultata a casa di Satana con un compito di disumana difficoltà: strappare alle fiamme della dannazione eterna Fabrizio, il più infoiato e detestabile fan dei 400 Calci. Come? Spiegandogli tutti i modi in cui il demonio è stato rappresentato sul grande schermo, in modo che possa superare un esame di diabolica difficoltà. Il tutto nello stile dei 400 Calci: un'efficace commistione tra grande competenza e nessuna voglia di prendersi sul serio.
Duilio Del Prete, il cavaliere ardente
Roberto Baravalle
Libro: Libro in brossura
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2025
pagine: 124
Il cinquantesimo anniversario dell'uscita nella sale di Amici miei ha portato una qualche attenzione alla figura di Duilio Del Prete che, com'è noto, vi interpretò il personaggio del barista Necchi. Sarebbe però riduttivo delimitare l'attività di Duilio nel recinto di una cinematografia certamente vasta, ancorché discontinua nei suoi esiti artistici, comunque condotta sovente sotto la direzione di registi illustri, italiani e stranieri: due fi lm con Bogdanovich non sono di certo un'avventura alla portata di tutti. Duilio fu un ottimo attore di teatro, che visse di teatro, arrivando anche ad essere capocomico, con compagnia sua. In teatro interpretò ruoli importanti, con grandi registi come Ronconi, calcando le tavole dei palcoscenici più importanti d'Italia: dal Piccolo di Milano a quei teatri di provincia che formavano un tempo l'ossatura della cultura teatrale nel nostro paese. Duilio aveva una grande passione per la canzone d'autore, in specie francese. A lui si deve la traduzione delle opere complete di Jacques Brel. Fu egli stesso autore prolifi co di canzoni, sempre in contesti cruciali: dall'esperienza di Cantacronache, all'esperienza della canzone d'autore, a quella politica, al musical. Padroneggiava il francese e l'inglese. Era in grado di recitare nelle due lingue. Ballava come un professionista, era brillante, simpatico, bello. Ardeva per le sue passioni, incluso un impegno sociale e politico mai sottaciuto, anzi sottolineato ad ogni occasione. . Uno di quegli attori, di una scuola forse riconducibile a un De Sica - è stato detto -, che formarono a lungo l'ossatura del cinema italiano. Questo libro tenta di focalizzarne la biografi a umana e artistica, dalla riposta Cuneo, dove nacque nel 1938, alla "grande" Roma dove, prematuramente, morì nel 1998. Tra queste due date, vi è l'intensa cavalcata di un personaggio non secondario nella cultura e nell'arte del nostro Paese.
Avvocati per fiction
Davide Boldini
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 196
L’avvocato è un vero e proprio archetipo del cinema e, strano a dirsi, era già protagonista nei film muti. È utilizzato come simbolo di intelligenza, astuzia, solidarietà, ma anche di corruzione, avidità e dispatia. Tutti i grandi registi, di tutto il mondo, hanno raccontato il processo e i suoi protagonisti. Gli attori più famosi hanno dato vita a straordinari avvocati per fiction, impegnati in casi clamorosi e in piccole beghe; esempi di virtù o criminali peggiori dei loro clienti; retti e leali oppure cinici e scorretti. Proprio come quelli veri. Una galleria con i ritratti dei più conosciuti e rappresentativi avvocati cinematografici rende omaggio a tutti loro. Per amore del cinema e della professione più bella del mondo.
Spari nel buio
Gian Piero Brunetta
Libro: Libro in brossura
editore: Persiani
anno edizione: 2025
pagine: 252
Non sempre firma illustre è garanzia di bontà e lucidità di giudizio. Nella storia del cinema italiano le stroncature a film considerati capolavori o pietre miliari e ad autori che hanno giocato un ruolo di padri e pontefici sono miriadi e si sviluppano dai suoi primi passi senza soluzione di continuità. Quest'antologia di condanne spietate e recensioni assassine da parte di letterati illustri, curata da Gian Piero Brunetta, è stata concepita anche come un capitolo significativo poco esplorato dei rapporti ininterrotti e variegati tra cinema e letteratura in Italia fin dagli inizi del Novecento. Dalla nascita del divismo nell'età aurea del muto fino a Rossellini, Visconti, Fellini, Antonioni e agli altri maestri del dopoguerra, il cinema italiano è qui raccontato e giudicato da spettatori eccellenti che usano per lo più le parole come armi da fuoco o da taglio per colpire film, autori e tutto ciò che ha disturbato la loro visione che non intende confondersi con quella del grande pubblico. Intelligenza tangibile, alta qualità della scrittura e inappellabilità del giudizio si mescolano spesso con i tabù, le paure e i pregiudizi culturali e ideologici se non con l'ottusità o la miopia del giudizio stesso. Questo lavoro intende avere ancor oggi, a distanza di trent'anni dalla prima edizione, un carattere propositivo e di indicazione di strade aperte per ricerche sulla storia della critica cinematografica e sui rapporti tra il cinema e la letteratura.
Elvira Notari. Muta
Giuseppa Vittorini
Libro: Libro in brossura
editore: De Nigris
anno edizione: 2025
pagine: 88
Non c'è arte migliore del cinema per catturare il movimento. Ho sempre immaginato lo stupore di Elvira di fronte a tanta magia, i riflessi di quelle microanimazioni colorate scintillare nei suoi occhi spalancati. Mentre l'amore fiorisce, le sue pupille transitano dalla cellulosa allo sguardo dolce di Nicola che, prendendola per mano, le fa strada nella sua nuova vita.
La sceneggiatura nel cinema e nei media. Storia, teorie, pratiche
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 264
Rispetto a pochi anni fa, il numero degli aspiranti sceneggiatori tra gli studenti del DAMS è aumentato fino quasi a pareggiare quello dei registi. Questa svolta è dovuta in buona misura alla popolarità delle serie televisive, che sono opera innanzi tutto dello showrunner, una specie di super sceneggiatore-produttore che imprime la propria visione alla serie. È un profondo cambiamento di paradigma, che inevitabilmente ha influenzato anche il panorama degli studi universitari, dove si riscontra un crescente interesse verso la scrittura per lo schermo (grande o piccolo). Il libro presenta lo stato dell'arte in Italia, attraverso contributi dei principali studiosi del settore, che riflettono a tutto tondo su cinema, serialità televisiva, videogiochi e sulla produzione, tanto italiana quanto americana, di ieri e di oggi, a comporre un ampio affresco di uno degli ambiti più vivaci della cultura audiovisiva contemporanea.
Storie americane. Il cinema di Hollywood dalle origini a oggi
Vito Zagarrio
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 376
Il libro presenta una storia del cinema americano, dal periodo del muto sino alla Hollywood contemporanea, non seguendo una scansione temporale, ma partendo dall'America di oggi per poi tornare, con un flashback, alle origini. Ne risulta un testo fruibile dagli studenti, ma anche da un pubblico non specialista, interessato a conoscere un fenomeno centrale della cultura e dell'immaginario collettivo. Dalla fondazione di Hollywood al “cinema classico”, dalla New alla New-New Hollywood, dal cinema “post-moderno” a quello “neobarocco”, il volume è un'occasione per approfondire i modi di produzione, i temi e le dinamiche autoriali del “mito” Hollywood.
Il cinema secondo me
François Truffaut
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 384
"Il cinema secondo me" raccoglie gli articoli di critica cinematografica che François Truffaut ha scritto per la rivista Arts negli anni cinquanta prima di iniziare la sua carriera dietro la macchina da presa: un racconto del «primo mestiere» di uno dei più influenti cineasti del Novecento attraverso le pellicole che lo hanno conquistato, infastidito, emozionato, ispirato. Nel 1952, dopo una travagliata esperienza nell'esercito, Truffaut viene accolto a Bry-sur-Marne dall’autorevole critico e intellettuale André Bazin, che da quel momento diventerà il suo punto di riferimento sia affettivo sia professionale. Lì il giovane trascorrerà mesi tra letture e cineclub, fino a quando non sarà raggiunto da un’illuminazione improvvisa: «Credo che potrei scrivere sul cinema». Così Truffaut inizia la sua attività di critico, inaugurata con un feroce pamphlet contro l’eccessivo tradizionalismo del cinema francese. Presto le sue recensioni taglienti e polemiche diventeranno celebri tanto quanto i suoi luminosi apprezzamenti: dall’amore per Alfred Hitchcock, capace di introdurre anche nelle pellicole più leggere «un prolungamento d’ordine metafisico», al disprezzo per il «dilettante» John Huston; dalle lodi per Roberto Rossellini alla crescente benevolenza verso Federico Fellini, fino alla stroncatura di Vittorio De Sica, «caricaturale e condiscendente»; dall'inatteso interesse per un feuilleton come Lola Montès alle invettive contro l’intero cinema inglese: «Dire che è morto sarebbe eccessivo, dal momento che non è mai esistito». In questa raccolta assistiamo non solo alla formazione dello sguardo di un grande artista del Novecento, ma anche alla bruciante passione di uno spettatore qualunque. Perché in fondo, come ci mostra Truffaut, quando ci sediamo su quelle poltroncine, davanti a quello schermo, siamo tutti uguali: vulnerabili ed esigenti, come ogni innamorato.
Luchino Visconti fra opera e cinema. Ossessione e l'ombra lunga della Traviata
Gloria Staffieri
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il libro propone un percorso intermediale che prende l'avvio dal primo film di Visconti, Ossessione (1943), il cui soggetto scabroso e fortemente realistico – ispirato al romanzo noir The Postman Always Rings Twice di James Cain – apparve subito in audace contrasto con le tematiche di pura evasione del cinema di regime, tanto da scatenare le ire della censura. In tale contesto, si focalizza l'attenzione sul contributo apportato al discorso filmico dalle citazioni operistiche, qui disseminate in più punti a partire dall'Andante di Germont «Di Provenza il mar, il suol», tratto dalla Traviata. Cantato dal marito della protagonista fin dalle prime scene del film, e più volte ripreso nel corso della vicenda, il brano conferisce a Ossessione una particolare assonanza narrativa con l'opera verdiana, in modo da mettere in gioco più complessi livelli di significazione. Si esaminano quindi gli inserti melodrammatici presenti nelle pellicole successive del regista, Bellissima (1951) e Senso (1954), al fine di enucleare alcune costanti della sua strategia operativa. Ossessione rivela altresì in filigrana l'ombra di un progetto cinematografico del giovane Visconti, La signora delle camelie, che avrà un peso rilevante sulla sua più iconica regia d'opera: La traviata scaligera del 1955, interpretata da Maria Callas.

