Architettura
Il Vallo alpino. Opere fortificate fra Alpi Liguri e Cozie
Libro: Copertina morbida
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2017
pagine: 116
Selezione di itinerari nelle valli della provincia di Cuneo e nella vicina Roya, per riconsiderare il ruolo delle opere fortificate.
Il Cuneo gotico. Temi e itinerari nella provincia di Cuneo
Lorenzo Mamino, Daniele Regis
Libro: Copertina morbida
editore: SAGEP
anno edizione: 2016
pagine: 272
Il volume tratta un tema poco conosciuto ma davvero molto affascinante: il Neogotico. In provincia di Cuneo si concentrano infatti alcune tra le principali architetture neogotiche d'Italia: Racconigi con la sua Margaria e le serre, i castelli di Pollenzo, Busca, Novello, Envie, Marene, il cimitero di Dogliani, le cento chiese, le ville, i parchi e i giardini che hanno il genio di misteri e romanzi romantici e oscuri. Un fitto intreccio d'immagini, di presenze e scenografie che segnano il passaggio dell'architettura e della cultura tra il Sette e l'Ottocento e oltre. Nel libro si trova il Neogotico e i suoi riferimenti colti e internazionali (Strawberry Hills House di Horace Walpole e i Kew Gardens a Londra, l'Abbazia reale di Altacomba in Savoia) ma anche un Neogotico più sfuggente, campagnolo, pratico. Quattro i beni faro scelti per importanza e rilievo (Busca e il Parco del Castello del Roccolo, Dogliani e il complesso delle architetture di G.B. Schellino, Pollenzo e la Tenuta Reale, Racconigi e il parco e complesso della Margaria) da cui partono itinerari curiosi che documentano le emergenze architettoniche del territorio.
L'abbazia cistercense di Santa Maria di Staffarda
Silvia Beltramo
Libro: Libro in brossura
editore: L'Artistica Editrice
anno edizione: 2013
pagine: 108
Il volume è dedicato ad uno dei monasteri medievali più importanti del Piemonte. La sua posizione, allo sbocco delle valli del Monviso, e la conservazione di molti degli edifici all'interno del recinto monastico ne fanno un caso studio rilevante per gli aspetti architettonici e paesaggistici e, nel contempo, costituiscono una forte attrattiva per il turista attento alle componenti culturali del territorio.
Il giardino dei frutti perduti. Disegni e descrizioni dei fratelli Roda
Elena Accati, Agnese Fornaris
Libro: Libro in brossura
editore: L'Artistica Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 408
L'opera raccoglie la preziosa e inedita Pomologia dei fratelli Giuseppe e Marcellino Roda, maestri giardinieri e progettisti di parchi e residenze reali, formatisi alla corte di Carlo Alberto. Le meravigliose tavole di questo volume permettono di cogliere, grazie alla vivezza delle forme, colori e particolari la bellezza di circa 170 frutti, molti dei quali scomparsi. Le tavole sono corredate da schede, complete di sinonimi, provenienza dei frutti, descrizione scientifica e informazioni colturali. Un'opera dunque di grande pregio botanico e storico, che mette a disposizione di esperti e appassionati l'arte e gli studi di illustri piemontesi, quali furono i fratelli Roda.
Dal forte di Exilles alle Alpi. Storia ed architettura delle fortificazioni di montagna
Libro
editore: Omega
anno edizione: 2010
pagine: 250
Croci bianche. Il cimitero militare di guerra ad Altare
Gianni Toscani
Libro
editore: L. Editrice
anno edizione: 2010
pagine: 256
Domus hospitales. Ricoveri per viandanti e poveri nei territori subalpini percorsi dalla strada di Francia (secoli XI-XV)
Enrico Lusso
Libro: Copertina morbida
editore: Marcovalerio
anno edizione: 2010
pagine: 460
La storia delle strutture dell'ospitalità in epoca medievale è, da sempre, considerata una storia "minore". E benché abbia ciclicamente attirato l'attenzione della storiografia, di quella che era la struttura materiale delle domus hospitales nei secoli XI-XV, a parte alcuni casi emblematici, si sa poco o nulla. Partendo dall'analisi delle fonti e dalla ricostruzione della rete territoriale disegnata dalla diffusione delle fondazioni ospedaliere negli ambiti subalpini compresi nell'area di strada della via di Francia, il volume fa il punto sui nessi e le relazioni che reggevano il complesso sistema dell'assistenza, puntualizza le dinamiche di metamorfosi del sistema stesso nel medio periodo e, soprattutto, tenta di individuare gli attori istituzionali che ne promossero la formazione, con l'obiettivo esplicito di delineare il quadro culturale in cui si mossero i committenti. Sembra così, infine, possibile proporre un'ipotesi interpretativa di più ampio respiro su quali siano stati i modelli e gli esiti architettonici della lunga stagione medievale dell'ospitalità, pur nella consapevolezza della loro inevitabile variabilità - perché variabili furono non solo gli enti promotori di iniziative assistenziali e l'utenza delle domus, ma anche i contesti in cui esse presero forma e, alla lunga, la stessa cultura che ne guidò la fondazione - nel tempo e nello spazio.
Il palazzo Carignano
Libro: Libro rilegato
editore: Allemandi
anno edizione: 2008
pagine: 79
Nato per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, il palazzo inaugurò la prima stagione della sua vita distinguendosi come capolavoro di avanguardia stilistica barocca; le scelte architettoniche di Guarino Guarini, le decorazioni degli interni e le importanti collezioni ospitate nel tempo, furono all'origine di un prestigio destinato a crescere ulteriormente nel Settecento con i dipinti dei Galliari l'ampliamento delle scuderie di Filippo Castelli, e il rinnovo del salone d'onore. Quando, conclusa la sua funzione residenziale, l'edificio venne svuotato dei preziosi dipinti e gli arredi messi all'asta, dei fasti sabaudi rimase solo il contenitore. Il palazzo, così trasformato, era pronto per la seconda fase della sua vita che ne vide mutare la funzione in spazio adibito agli organi politici del nascente Stato Italiano. La costruzione dell'ala ottocentesca fu infatti la risposta all'esigenza pratica di trovare uno spazio adeguato a ospitare il Parlamento Italiano. Sfortunatamente, quando nel 1865 la capitale venne trasferita a Firenze, della nuova ala del palazzo erano state costruite solo le fondamenta, e la nuova aula parlamentare non venne pertanto mai utilizzata. Il termine dei lavori di costruzione dell'ala nuova segnò l'inizio della musealizzazione e quindi della terza rinascita di Palazzo Carignano quando, a partire dagli anni trenta del Novecento, le sue sale divennero la sede del Museo del Risorgimento e acquistarono una nuova fisionomia.
La palazzina di Stupinigi
Libro: Libro rilegato
editore: Allemandi
anno edizione: 2008
pagine: 79
I taccuini di Juvarra ci presentano il progetto di un padiglione di caccia al tempo stesso classico, teatrale e perfettamente fuso con il parco circostante. Da questi schizzi nacque la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un edificio allo stesso tempo calibrato e capriccioso che anticipa il maturo Settecento dando forma al suo crescente desiderio di vita in villa. Le anime e i volti di Stupinigi sono molti; esso è prima di tutto un edificio di nuova concezione che abbandona gli apparati seicenteschi per scandagliare il nascente gusto settecentesco. Ma è anche fusione di natura e architettura, rifugio all'aria aperta capace di coniugare la stravaganza delle forme e l'ornato dei decori con la geometria del progetto. Infine Stupinigi è il suo giardino e il parco che la circonda, uno dei più spettacolari esempi di arte del giardinaggio. Sublime e naturale, l'idea di Juvarra viene rispettata dai successivi cantieri e si compone anche negli interni, equamente dominati dalla pittura e dall'architettura degli artisti che ci lavorarono e seppero dare molteplici forme alla caccia e al mito di Diana, il filo conduttore decorativo che si dipana attraverso le stanze e raggiunge il suo apice nello scenografico Salone Centrale. L'occhio viene catturato dagli affreschi dei fratelli Valeriani, di Crosato e Van Loo dalle cacce di Cignaroli, dalle decorazioni di Pozzo e Crivelli dagli arredi di Piffetti e dalle sculture di Bernero.
Il castello del Valentino
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2008
pagine: 79
Tradizione e leggenda s'intrecciano con la storia remota della residenza divenuta uno dei monumenti simbolo di Torino. Antica denominazione del territorio extraurbano torinese, eco di Valenza, gentildonna moglie del primo proprietario dell'antico palazzo, o forse rimando ai "Valentini", le feste galanti di Corte organizzate dalla seconda Madama Reale fin dal 1677, l'alone di mistero che avvolge il Castello del Valentino risale all'origine stessa del suo nome. Proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del Cinquecento, la storia dell'edificio conosce numerose fasi di abbellimento e sistemazione che nel tempo ne hanno trasformato la fisionomia. Villa di rappresentanza, residenza fluviale, maison de plaisance, castello ottocentesco, poi edificio adibito a usi scolastici, militari ed espositivi, infine sede del Politecnico di Torino, la storia del Valentino è costellata da importanti fasi di trasformazione, ampliamento e abbellimento. Nonostante le alterne vicende di riutilizzo dei locali, la magnificenza seicentesca dell'antica Residenza Sabauda è conservata negli apparati decorativi degli appartamenti del piano nobile. I preziosi soffitti, gli stucchi, le pitture, le dorature e gli affreschi custoditi nelle stanze e negli appartamenti del Castello del Valentino rappresentano un piccolo tesoro ancora poco conosciuto dal pubblico dei visitatori.
Sussidiario di architettura
Giorgio Fiorese
Libro: Libro in brossura
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2007
pagine: 212
Sorprendente Torino. Ediz. italiana e francese
Giuseppe Culicchia, Paolo Verzone, Grazia Neri
Libro: Copertina rigida
editore: Silvana
anno edizione: 2007
pagine: 127
La bellezza di Torino, apprezzata in passato da illustri viaggiatori e riscoperta oggi da un pubblico più ampio, non ha nulla di scontato, nel senso che non la si coglie al primo sguardo: le sue vie, le sue piazze, i suoi monumenti sprigionano un'energia inconsueta, capace di trasmettersi con misura ed eleganza. Hermès, presente da dieci anni in piazza San Carlo, ha scelto di rendere omaggio a questa città affidandosi agli scatti di Paolo Verzone e alle parole di Giuseppe Culicchia, un fotografo e uno scrittore, due torinesi affermati nei rispettivi ambiti espressivi. Insieme ne hanno percorso le strade in lungo e in largo, vagando per vie e portici del centro, attraverso piazze, mercati e giardini, costeggiando le rive del Po, dal giorno alla notte, dalla basilica di Superga fino al Lingotto e oltre. Al termine di questa passeggiata, densa di suggestioni visive e di gustose annotazioni, Torino ci svela la sua identità composita e sfaccettata: una città accogliente e ospitale, affezionata alla sua storia e alle sue tradizioni, ma egualmente proiettata verso l'avvenire.

